I libri della Gambalunga per capire il conflitto israelo-palestinese

di ALBERTO BIONDI

L’ultima notizia avrebbe ammutolito il mondo se non fosse che al conflitto in Palestina ci fossimo ormai assuefatti e, come spesso si conclude abbandonandosi a un cinismo televisivo, non ci avessimo fatto il callo. Era una scuola dell’ONU l’ultimo edificio polverizzato dai missili israeliani sganciati su Gaza, un istituto che avrebbe dovuto fungere da base operativa per aprire il cosiddetto “cordone umanitario” di cui tanto parla la diplomazia internazionale. Le donne, i bambini e gli operatori umanitari che vi si erano rifugiati speravano forse che quel cartello azzurro affisso all’ingresso garantisse loro una sacra inviolabilità, un riparo dalla pioggia di morte che nell’era delle telecomunicazioni viene addirittura annunciata pochi minuti prima, per telefono. Così non è stato.

Il bilancio è grottesco: quindici morti, duecento i feriti, nessuno dei quali imbracciava il kalashnikov in nome di un’eterna Jihad. Cifre che si sommano alle già 800 vittime di una guerra assurda, interminabile, alimentata da un odio secolare e il cui bollettino è destinato tragicamente a salire. Pochi giorni prima era stata la volta di un gruppo di ragazzini che giocavano a nascondino sulla spiaggia. Anche lì due missili, il secondo sganciato su chi fuggiva terrorizzato davanti agli occhi della stampa internazionale, alloggiata nell’hotel di rimpetto. Dalla Striscia, Hamas continua a sparare i suoi razzi verso Israele, un terzo dei quali viene intercettato dal sistema antimissilistico Iron Dome (pochi, se si considera il miliardo di dollari che è costato istallarlo, oltre al finanziamento USA di 205 milioni) e i restanti esplodendo in punti casuali del territorio, seminando il panico nella popolazione ma infliggendo ben pochi danni a cose e persone. Un puro strumento terroristico, più che bellico.

Aldilà delle posizioni politiche e ideologiche che ognuno di noi può maturare, per capire le ragioni profonde del conflitto israelo-palestinese la biblioteca Gambalunga di Rimini consiglia le seguenti letture: L’attentatrice, di Yasmina Khadra (Mondadori); Valzer con Bashir, di Ari Folman (Rizzoli, Graphic Novel); Sinai, 5 giugno 1967: il conflitto arabo-israeliano di Helmut Mejcher (Il Mulino); Palestinesi, di Jean Genet (Stampa alternativa); La guerra dei 33 giorni, di Gilbert Achcar (Alegre); Vittime, di Benny Morris (Rizzoli); Arafat: l’uomo che non volle la pace (Mondadori).

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Aeroporto, la lunga odissea del “Fellini”. C’è tempo fino al 31 ottobre

di LUCA RIGHETTI

A che punto siamo? Quando si parla dell’aeroporto Fellini è questa la domanda che si fa la maggior parte dei riminesi. La netta sensazione è quella di aver perso per cosi dire il bandolo della matassa, tra fallimenti, rinvii legali, sequestri, offerte al rilancio e dichiarazioni di vario genere.Transaerofellinirimini
Una vera e propria odissea, che non si sa se e quando avrà fine. A dire il vero una scadenza c’è già stata. Quella del 14 luglio, data fissata per la presentazione di un doppio bando di gara per l’aggiudicazione dello scalo romagnolo. Doppio il bando dicevamo: da una parte quello promosso da Enac, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, che ha in concessione le strutture dell’aeroporto come la pista di rollio, e dall’altro quello promosso dal crac di Aeradria, la precedente società di gestione, dichiarata fallita il 26 novembre scorso.

Di buste, a Roma, ne sono arrivate 4, tutte all’Enac, nessuna invece per Aeradria.
“Me lo aspettavo – ha affermato il curatore Renato Santini – ora devo capire come muovermi. Io resto in carica fino al 31 ottobre, data di scadenza anche degli ammortizzatori sociali. L’Enac in teoria ha 180 giorni di tempo per valutare le offerte pervenute, ma io spero faccia prima”. Il bando di gara per la concessione della pista – l’unico dicevamo ad aver ricevuto offerte – conteneva criteri stringenti per l’ottenimento dei punti necessari a “passare il turno”, tutti incentrati sulla presenza di un chiaro piano di investimenti, economico, finanziario e organizzativo, con lo scopo di rilanciare a lungo termine la struttura aeroportuale e garantirsi cosi la concessione trentennale.

Ma da chi provengono le offerte? La prima porta il nome della cordata di imprese formatasi nel 2013 con il nome di Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto Rimini – San Marino insieme al Consorzio Abn A&B Network con all’interno una decina di aziende gravitanti nel settore aeroportuale. La seconda busta contiene l’offerta dell’imprenditore americano Robert Halcombe, a capo del Sovereign Group, con sede in Virginia, che fece già l’offerta per l’aeroporto Ridolfi di Forlì. Terza offerta è quella della società “Riminum” gestita da un gruppo di dottori commercialisti romani, quarta ed ultima busta è quella dei russi di Novaport, una newco che vanta quote in ben sette scali dell’ex Unione Sovietica.

Quello che ci si augura nei corridoi del Fellini è che chi si aggiudicherà la concessione per la pista faccia richiesta per una trattativa privata che possa integrare almeno una parte dei dipendenti permettendo l’operatività giornaliera dello scalo riminese. “Credo sia la strada più probabile che sarà percorsa – continua Santini – anche perché dal fallimento decretato lo scorso novembre a oggi l’attività di Aeradria è stata risanata. Da fine aprile tutti i 78 dipendenti sono rientrati dalla cassa integrazione e abbiamo anche assunto 17 interinali per far fronte al picco di domanda estivo. Stiamo lavorando a pienissimo ritmo”.

Di certo c’è che il rilancio del Fellini e l’uscita da questo annoso impasse interessi non a pochi soggetti, sia pubblici che privati. Se Rimini vuole mantenere un ruolo centrale quale hub turistico, non solo d’estate ma durante tutto l’anno, la presenza di un aeroporto funzionante e in salute non può che essere auspicata. Presto, possibilmente.

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Parco Poesia meglio di Twitter: “Ditelo in 11 sillabe”

di ALBERTO BIONDI

parcopoesiaL’undici è un numero che ispira, accompagna e ossessiona i nostri poeti dai tempi di Petrarca, ossia da quando il volgare stava intrecciando i suoi primi filamenti di amminoacidi tra rocche e campanili, nella genesi turbolenta dell’italiano. L’undici è l’impalcatura essenziale, la proporzione aurea che regge i versi più celebri della nostra lirica; da “Fatti non foste a viver come bruti” a “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”, un ritmo segreto di undici sillabe che può celarsi alla vista ma non sfugge all’udito. Perché la poesia è musica, e di tutte le musiche possibili gli italiani hanno scelto lui, sua eccellenza l’endecasillabo, che
per ricordarlo basta, citando Ungaretti, ripetere cinque volte “amore”.  Perciò non dobbiamo stupirci se l’undicesima edizione di Parco Poesia è dedicata al metro prediletto dagli aedi nazionali. “Ditelo in undici sillabe” è infatti il titolo che gli organizzatori hanno scelto per il festival di quest’anno, che partirà venerdì 25 marzo e fino a domenica occuperà il cortile di Catel Sismondo.

Chiaramente il guanto di sfida è lanciato ai 140 caratteri di Twitter e Isabella Leardini, poetessa e direttore artistico della manifestazione, non ha nascosto l’intento provocatorio: “Ci sembrava doveroso dedicare l’undicesima edizione di Parco Poesia all’endecasillabo, sia per parlare di metrica che per la capacità sintetica di questo verso lirico. È meglio di un tweet perché racchiude una musicalità unica, ma non è certo in antitesi con il linguaggio della rete. Anzi, abbiamo visto come vi si possa amalgamare perfettamente attraverso un’iniziativa nata sui social in cui i ragazzi postavano il loro endecasillabo preferito. Ne è
sorta una vera e propria discussione sulla metrica a cui partecipavano decine di ragazzi giovanissimi, una vera rivoluzione”.

La formula della manifestazione, in questi anni cresciuta notevolmente sia in presenze che in risonanza, è sempre la stessa: incontri e conferenze con i migliori rappresentanti della scena poetica attuale (Umberto Piersanti, Rosita Copioli, Alberto Bertoni, Milo De Angelis, Davide Rondoni ecc.) letture ad alta voce, ma soprattutto momenti dedicati ai novanta giovani poeti che faranno conoscere le proprie opere. Non bisogna dimenticare che Parco Poesia è un festival pensato apposta per loro, per creare un anello di congiunzione tra autori, pubblico e mondo editoriale.  Massimo Pasquinelli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, ha tessuto le lodi della manifestazione culturale e in conferenza stampa si è detto sorpreso della diffusione della poesia tra i ragazzi: “Questa è una straordinaria opportunità di crescita per i giovani e per il territorio. Con le dovute cautele necessarie in dichiarazioni come questa, posso dire che Parco Poesia è il miglior festival del genere in Italia, con una capacità attrattiva che coinvolge ragazzi da tutto il Paese. Con l’aggiunta anche del Premio Rimini per la poesia (in marzo, ndr) la città offre ben due occasioni di incontro e di scambio tra poeti affermati ed esordienti, perciò come Fondazione vogliamo continuare a sostenere questa iniziativa con una visione a lungo termine. L’entusiasmo che raccogliamo ci spinge a continuare in questa direzione”.

Il programma: si parte oggi alle ore 17 con la prima conferenza flash “5 VOLTE AMORE: L’endecasillabo in 11 minuti” tenuta da Umberto Piersanti, a seguire un omaggio di Milo De Angelis a Mario Luzi con letture di Viviana Nicodemo e alle 18.30 la prima Reading dei giovani poeti; alle 21 gli autori ospiti leggono le proprie opere e presentano un esordiente. Sabato 26 comincia alle 11 con la presentazione della raccolta “Nadia Campana, tutte le opere” edita da Raffaelli Editore; alle 12.30 Rosita Copioli dà la sua interpretazione di endecasillabo e successivamente (ore 16.30) c’è la conferenza “1914 tra Sbarbaro e Ungaretti” di Roberto Galaverni e Davide Rondoni; alle 18 sempre una Reading di giovani poeti e alle 19 Rondoni sale di nuovo sul palco per decantare l’endecasillabo. La sera (ore 21) altra tornata di poeti esordienti. Domenica 27 inaugura Antonio Riccardi (ore 11) con la presentazione del suo libro “Cosmo più servizi” (Sellerio) e a mezzogiorno Giovanni Turria parla dell’innovativa piattaforma “Print&Poetry”, il connubio di arte grafica e poesia; alle 12.45 il “5 VOLTE AMORE” di Franco Buffoni e alle 16 l’interessante presentazione dell’inchiesta “La generazione senza libri?” condotta da Atelier e Pordenonelegge sulla formazione bibliografica dei poeti under40; alle 17.15 Franco Buffoni presenta Dodicesimo quaderno italiano di Marcos y Marcos e alle 18.30 la conferenza flash di Alberto Bertoni sulle undici sillabe. In chiusura del festval “Parole Note Live”, un nuovo dialogo tra musica e poesia con i finalisti del Premio Rimini e i giovanissimi poeti riminesi. Gli eventi si tengono tutti a Castel Sismondo e l’ingresso è libero.

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