Riziero Santi è il nuovo Presidente dell’Unione dei Comuni della Valconca

Con l’85,7% dei consensi (18 voti a favore e 3 astensioni, un assente giustificato e due consiglieri di Montefiore assenti alle operazioni di voto) Riziero Santi è il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni della Valconca. “Tutti insieme, sindaci in testa, siamo alla guida di una comunità di oltre 28 mila abitanti e non rivendicheremo assistenzialismo da parte di nessuno – ha detto Santi nel suo intervento. – Ma metteremo in campo tutte le nostre potenzialità e peculiarità per competere alla pari ai massimi livelli politico istituzionali locali, regionali e nazionali”.

unionevalconca2014Uno dei primi passi – ha aggiunto Santi che anche primo cittadino a Gemmano – sarà quello di avviare il lavoro per il Piano Strategico di Vallata per affermare una nuova vision di governo, organica ed unitaria, con l’adozione di moderni strumenti di pianificazione come il masterplan strategico e il Piano Strutturale di Vallata, aderendo da subito all’Associazione nazionale delle realtà strategiche, ReCS, oggi parte dell’Anci. I comuni si presenteranno unitariamente attraverso l’Unione all’appuntamento con i finanziamenti europei (Fesr, Sviluppo Rurale e Fondo Sociale Europeo) oltre che sui progetti di sviluppo locali, EXPO, ecc. In Consiglio si sono costituiti i gruppi Consiliari.

Quello di maggioranza che ha sostenuto l’elezione del Presidente si è dato il nome “Valconca Unita” ed ha come capogruppo Ivan Tagliaferri di Morciano e vice Alice Bucci di Montescudo. Presidente del Consiglio dell’Unione è risultata eletta Laura Perilli di San Clemente e Vice presidente Alessandro Renzi di Montegridolfo. Dell’Unione fanno parte 8 dei 9 comuni che la compongono in quanto solo Saludecio è momentaneamente fuori per scelta dell’amministrazione precedente all’attuale.

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Tari, potenziati i servizi e attive nuove linee telefoniche

Ormai si è tutti un po’ più avvezzi alle novità. Ma per dirimere tutti gli ultimi dubbi sulla Tari, il Comune rende attive “nuove linee telefoniche” con “un dipendente di Hera a disposizione dei cittadini all’Ufficio Tributi”. L’ufficio, si legge in una nota, è “a disposizione degli utenti per fornire ogni indicazione e chiarimento” e da mercoledì, oltre ai cinque impiegati del Comune attivi agli sportelli del front office, è presente in aggiunta un dipendente Hera per evitare che il contribuente che debba risolvere questioni derivanti da situazioni pregresse (TARES) possa farlo direttamente all’ufficio tributi comunale, senza doversi recarsi anche agli sportelli della multiutility. L’ufficio è aperto al pubblico tutti i giorni tranne sabato dalla 10 alle 13,15, giovedì dalle 9 alle 17. Per informazioni: 0541.704637/704639/704176.

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A Coriano “rischio sicurezza” per buche, crepe e dossi

Con una “bella” foto esemplificativa, i consiglieri di minoranza Cristian Paolucci,  Alfredo Fabbro e  Fabia Tordi  descrivono le stade di Coriano in stile scenario lunare, con ampi “crateri” mentre “le casse del Comune traboccano di euro incassati con le tasse”. Per la precisione, a loro dire, con oltre 1.6 milioni di  euro di avanzo 2013. Poi avanti ancora: “Siamo ormai ad agosto e la gestione provvisoria del bilancio della giunta Spinelli, la loro incapacità di gestire il bilancio, impedisce di assumere nuovi impegni per la manutenzione delle strade dimostrando tutta l’ approssimazione e lo scarso interesse per la sicurezza e l’ incolumità  dei corianesi. I risultati sono sotto gli occhi, anzi sotto i piedi di tutti. I problemi interessano il capoluogo  e si aggravano non appena ci si sposta nelle frazioni. Le vie principali, ma anche quelle secondarie, risentono della mancanza di interventi di riparazione e quotidianamente si presentano deformazioni del manto, dossi ma soprattutto buche e crepe”.

coriano_buche1La “denuncia” prosegue elencando gli esempi più clamorosi: Sant’Andrea in Besanigo, tra Via Rio Melo, Via della Repubblica e Via Colombarina, e  nei pressi dell’ex ristorante Torre Folk (nella foto), Strada del Marano-Via Fiume e Via Monte Olivo. Una situazione – conclude la missiva – ormai insopportabile, con conseguenze sulla sicurezza e sulla pubblica incolumità, sui danni materiali ai veicoli e poi sul contenzioso, visto che dopo gli incidenti, il passo immediatamente successivo è la denuncia per risarcimento danni a carico del Comune.




Rimini Fiera, Cagnoni: “Ridicole le ipotesi di default”

Passata la minaccia dell’acquazzone, per il congressuale riminese le previsioni meteo sembrano tornate rincuoranti: dopo un 2013 da dimenticare per calo di presenze e di indotto. Per la CBRR (Convention Bureau della Riviera di Rimini, la società appena confluita in Rimini Fiera dunque controllata della holding che si occupa di questo specifico business), il primo semestre 2014 “si chiude infatti in perfetta  linea con le previsioni” con 4 milioni e 741 mila euro di fatturato (il budget indica per fine dicembre 8 milioni e 600 mila euro) e un mol di 97 mila euro. Ancora, le presenze si sono attestate a fine giugno ‘14 su oltre 1 milione di persone.

palacongressiriminidati2014Roberto Berardi, che della società è amministratore unico, mercoledì scorso in conferenza stampa ha commentato così: “L’anno scorso è stato disastroso per le aziende del Paese e anche noi ne abbiamo risentito direttamente. Il bilancio 2013 è andato in rosso per un milione di euro, ma in questi primi sei mesi del 2014 il nostro MOL (margine operativo lordo) è stato di 100mila euro. Al di là delle difficoltà enormi ci riteniamo ottimisti. L’unica via di salvezza per il congressuale riminese è aprirsi ancor più al mercato estero, spingendo sulla promozione internazionale dei nostri spazi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore generale CBRR Stefania Agostini, la quale ha sottolineato lo sforzo congiunto del settore marketing e commerciale nel garantire strutture più efficienti, competitive e tecnologicamente all’avanguardia: “I risultati che abbiamo ottenuto non sono affatto scontati. Di fatto non siamo ancora usciti da una crisi che credevamo più breve, ma se grosse aziende continuano a sceglierci per il design e per i servizi dei nostri spazi espositivi significa che abbiamo creato un sistema di fiducia e di affidabilità”. Già 30 gli eventi in calendario per il 2015, che registrano una ripresa d’interesse del settore associativo e un coinvolgimento delle eccellenze locali. Non verranno scippati dalla concorrenza i cinque eventi organizzati dalla CGIL, contesi da altre quattro realtà congressuali, mentre è confermata la sei giorni della FISM (Federazione Internazionale delle Società Magiche) che a luglio 2015 evocherà a Rimini 30mila presenze da tutto il mondo. Nelle misure di ridimensionamento della spesa compare la gestione interna dei parcheggi, il noleggio “a lungo termine” di apparecchiature tecnologiche e la formazione di tecnici per slegarsi dalle società esterne.

Nella nota stampa diffusa nel pomeriggio, si legge che gli eventi realizzati nel primo semestre 2014 sono stati 56, cioè 9 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 50 si sono svolti al Palacongressi, 4 a Rimini Fiera e 2 in sedi terze. Dei 50 eventi svoltisi al Palas, 27 sono relativi al settore Corporate, 13 all’Associativo, 5 al Politico Sindacale.

Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera Spa, ha decantato i risultati idilliaci del business-plan definendo “ridicole” le voci che denunciano una situazione di default: “Le polemiche tendono spesso a rovesciare la verità dei fatti. La situazione di quest’anno è in netta controtendenza al passato, con un segno positivo che ci lascia ben sperare. Per il 2014 prevediamo un utile di bilancio di 2milioni, di 3milioni per il 2015 e di 8milioni per il 2016, data in cui calcoliamo un volume di ricavi complessivi pari a 85milioni e 757mila euro. In un triennio vogliamo diventare il secondo quartiere fieristico nazionale (dopo l’irraggiungibile Milano) e quello con i maggiori ricavi, obiettivi questi del tutto realistici. Per quanto riguarda il debito che grava su Rimini Fiera (che oggi ammonta a 14milioni di euro, ndr) per il termine del business-plan contiamo di estinguerlo interamente. Non si può dire che la nostra non sia una storia di debiti pagati e, inoltre, dal 2017 verranno suddivisi tra i nostri azionisti 3milioni di dividendi. Per cui sfido a trovare in Italia una realtà che funzioni allo stesso modo”. Cagnoni ha poi ventilato l’ipotesi di future alleanze con altri spazi fieristici, senza però sbilanciarsi nel fare nomi, e nell’apertura alle privatizzazioni. Senza voler entrare nel merito delle previsioni di fatturato, resta il fatto che una buona fetta dei soldi che ripagheranno i 14milioni di debito verrà dallo sbloccamento (dopo 14 anni) dell’area di via della Fiera, che costituisce lotto edificabile.

Il presidente di Rimini Fiera si anche soffermato sui dati complessivi del business plan triennale del Gruppo Rimini Fiera che, partendo da una previsione di ricavi del Gruppo pari a 67.990.593 euro nell’esercizio 2014 e di 76.544.056 nel 2015, formula un’ipotesi di crescita al 2016 pari ad un volume dei ricavi consolidati di 85.757.363 euro. In termini di redditività, l’Ebitda del Gruppo salirànel 2014 a 11.563.013 euro, nel 2015 a 12.987.913 e nel 2016 a 17.569.955 euro. “Anche nel caso del Gruppo Rimini Fiera – ha detto Cagnoni – annunciamo dati semestrali non solo in linea con le previsioni, ma migliorativi: con 30.648.000 euro di ricavi al giugno 2014 e un pretax di 803.000 euro, contro i 650.000 previsti.  Dunque, un bel biglietto d’ingresso nella più complessiva valutazione del nostro business plan triennale sul quale ora ricade una luce non solo previsionale,  ma di concreta credibilità”.

Ricordiamo che i dati del business plan prevedono che nel 2016 Rimini Fiera Spa, oltre ad avere azzerato il debito assunto per la realizzazione del quartiere che costò 300 milioni di euro, debito sceso in dodici anni anni a 14,8 milioni, avrà una posizione finanziaria netta positiva per 4,7 milioni. A partire dal 2017 si darà inoltre il via alla distribuzione dei dividendi per 3 milioni di euro. “Siamo stati gli unici in campo fieristico – ha chiuso Cagnoni – a dotarci di uno strumento previsionale in un periodo di mercato tanto complesso. Ma lo abbiamo fatto sapendo di potervi imprimere caratteristiche di realismo. Un realismo che, rapportato ai dati annunciati oggi, è ancora più convinto”.

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Torna in città l’orgoglio della vitivinicoltura locale

passaggidivino2014-2Diciamo le cose come stanno: l’agricoltura non è più quella di una volta. Oggi c’è anche una notevole componente commerciale. Ma questo è un problema quando si vende qualcosa che “non c’è” e che “non vale”. Non è il caso della vitivinicoltura locale, che semmai ha il problema opposto: “grandi” vini che per vari motivi non riescono a essere messi sui mercati nazionali ed esteri a dovere. Per la gioia dei produttori e di tanti abilissimi enologi che lo meriterebbero alla grande.

Vini eccellenti intorno ai quali, spesso, si fa festa. Come domani e sabato sera, dalle 21 in poi nel Borgo San Giuliano con l’incantevole compagnia del ponte di Tiberio. Torna infatti anche quest’anno Passaggi di Vino, l’evento nato per far conoscere i vini DOC Colli di Rimini e vini DOC Romagna, promosso dalla Camera di commercio di Rimini e realizzato dal Consorzio della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini con la collaborazione del Comune e della Provincia di Rimini.27 le cantine riminesi che mesceranno i loro vini – illustrandone le caratteristiche – nelle postazioni dislocate tra Viale Tiberio, Piazzetta Santa Caterina, Piazzetta San Giuliano e Piazzetta Ortaggi.

Per accompagnare gli assaggi di vino i locali del Borgo come Caffetteria Vecchi, Dinein, Nud e Crud, Osteria Angolodivino, Osteria De Borg, Trattoria La Marianna, La Locanda di Miranda, I Cerchi nel Grano, Caffè il Borgo, Ristorante da Marco, Panizza prepareranno per la serata dei menù take-away tutti da scoprire. Lungo il viale Tiberio sarà possibile assaggiare – presso lo stand del Consorzio Linea Azzurra – il pesce pescato nel nostro mare, sia fritto che al cartoccio e, grazie alle Carni di Marco Migani, si degusterà la migliore selezione di salumi di Mora Romagnola: novità di quest’anno, la tagliata di Mora Romagnola. Su Viale Tiberio si potranno inoltre assaggiare ed acquistare i dolci di una volta del Piccolo Forno Marziali, e le teglie di Montetiffi in terracotta.

Le degustazioni di vino avvengono solo mediante l’acquisto, presso le casse, del calice di p.assaggi di vino (un calice = 10 euro). Il calice dà diritto a 4 coupon di assaggio nelle postazioni delle cantine vitivinicole. Per gli assaggi è necessario 1 coupon per ogni calice di vino degustato. Successivamente all’acquisto del calice (che include i 4 coupon iniziali), si possono acquistare, sempre alle casse, coupon singoli al prezzo di 2 euro. Per potersi orientare tra le zone d’assaggio, all’acquisto del calice verrà consegnata, assieme alla sacca porta-calice, la piantina dell’evento. Un evento tutto locale, che meriterebbe di più.

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