Confindustria: pronti a far crescere l’occupazione per il 75% delle nostre imprese

“Qualche leggero segnale di miglioramento, ma ancora molto timido che non permette di dire che abbiamo agganciato la ripresa”. Per Confindustria Rimini è questo, in estrema sintesi, il punto in cui si trova l’economia locale. “Il contesto in cui si muovono gli imprenditori da molti anni – dicono – sconta l’inerzia della politica a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale). Poi ci sono i nemici di sempre: cuneo fiscale, il credito col contagocce, i debiti della pubblica amministrazione, la tassazione “troppo” elavata (“global tax rate” pari al 68,5%, il più alto in Europa e nel mondo, la burocrazia). “Se si incominciassero a sciogliere questi nodi – sottolineano chiaramente gli industriali – le imprese del nostro territorio potrebbero riprendere la via della crescita. Nell’indagine di Confindustria Rimini sugli investimenti risultano 64 milioni di euro “in stand by” a causa della crisi economica, ma anche delle condizioni avverse in cui le imprese sono costrette ad operare.

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I vertici di Confindustria Rimini mentre presentano i dati 2013 e le previsioni per il primo semestre 2014

Come spesso accade da diversi anni a questa parte, Confindustria sventola i dati relativi ad un settore strategico: l’edilizia. Che sono emblematici e drammatici. Nella provincia di Rimini (Dati Cassa Mutua Edile) “nel 2013 le aziende, rispetto al 2008, hanno subito una variazione del – 32,99% (da 788 del 2008 alle 528 del 2013)”. Il numero dei lavoratori segna un – 36,09% e le ore di lavoro sono al – 41,83%. Nel raffronto fra primo trimestre 2014 e 2008 si segnala: – 40,64% delle aziende (da 625 a 371); – 41,15% dei lavoratori, – 51,25% delle ore lavorate, – 41,39% dell’imponibile contributivo.

Rispetto agli investimenti e con i dati in loro possesso, gli industriali dicono che  il 66,2% del campione delle aziende dichiara di “avere progetti di investimento che tiene nel cassetto e che rimanda a causa della difficoltà di accedere al credito, all’insufficiente livello della domanda attesa e dalle problematiche già delineate che opprimono le imprese”. Investimenti “mancati” che potrebbero far crescere l’occupazione per il 75% delle imprese. Si tratta di investimenti per l’internazionalizzazione, ampliamento di capacità produttiva, innovazione di prodotto e di processo, innovazione organizzativa.

Sul problema del credito, dalla sede di Piazza Cavour Confindustria si riprendono i dati Banca d’Italia. In provincia di Rimini a dicembre 2013 gli impieghi delle banche alle imprese private sono diminuiti di 278,79 milioni di euro su base annua (-5,48%), dato che si somma ai cali consistenti delle precedenti rilevazioni. Anche l’Indagine che Confindustria Rimini svolge periodicamente fra i propri associati e riferita a gennaio 2014 conferma questo trend: l’83% del campione ritiene sia in atto un razionamento del credito. Per il 68,18% si registra un allungamento dei tempi di delibera per la concessione dei fidi. Oltre a essere concesso con difficoltà il credito è anche molto costoso: il 61,36% delle imprese ha registrato un aumento dei tassi di interesse.

Sui fatturati a consuntivo nel secondo semestre 2013 è diminuito (- 0,60%) rispetto al secondo semestre 2012. Cresce il fatturato estero (+3,30%), cala il fatturato interno (-0,70%). Le aziende con meno di 50 dipendenti segnano un +1,5% (+7% nel fatturato estero), le aziende fra 50 e 250 dipendenti hanno un calo del -1,60% (ma un aumento del fatturato estero del 9%), mentre quelle con oltre 250 addetti denotano un calo del -0,30% (il fatturato estero che nelle precedenti rilevazioni era aumentato è al – 0,50% mentre il fatturato interno è in aumento +3,70%). Va bene, ma su questo non è mai abbastanza, il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale. Il dato si attesta in media al 61,50% con una percentuale del 67,70% nelle aziende con più di 250 dipendenti, del 57,30% nelle aziende comprese fra 50 e 250 addetti e del 19,20% nelle aziende con meno di 50 dipendenti. Per il futuro le previsioni relative al primo semestre 2014, “denotano ancora prudenza” e non lasciano prevedere una netta inversione di tendenza nell’immediato. Così i dati: il 52,17% del campione prevede una situazione di stazionarietà, il 33,33% prevede un aumento e il 14,49% una diminuzione (nessuna grande impresa prevede però un calo di produzione e addirittura l’80% prevede un aumento).

L’indagine sugli investimenti effettuati nel 2013 fa emergere come il prolungarsi della difficile situazione congiunturale abbia ovviamente effetti anche sugli investimenti realizzati dalle imprese: nel 2013 tali investimenti sono diminuiti, rispetto all’anno precedente, del – 6,3%. La spesa per investimenti effettuata dal settore manifatturiero nel suo complesso è stata pari al 4,9% del fatturato. Nelle imprese di piccole dimensioni non c’è stata alcuna variazione negli investimenti rispetto al 2012, le medie hanno avuto un calo del – 7,6% e le grandi del – 6,5%.

Analizzando i singoli settori vediamo che la percentuale degli investimenti rispetto al fatturato è del 3,3% nel settore metalmeccanico, del 4,7% in quello del legno, dell’1,9% nell’agroalimentare, del 6,5% nell’abbigliamento, del 10% nel settore materiali per le costruzioni, dell’11% nei servizi, del 3,8% nel grafico, del 2,1% nelle industrie varie e del 12,8% nel comparto chimico. La maggior riduzione rispetto all’anno precedente negli investimenti la realizza il settore metalmeccanico (-19,2%), seguito dall’alimentare (-16,1%). Chi registra un aumento è soprattutto il settore terziario (+38,6%) e grafico (+24,6%). Circa la tipologia degli investimenti i più ricorrenti sono quelli in formazione, ICT, ricerca e sviluppo e linee di produzione.

Per il futuro se consideriamo l’intero settore manifatturiero “il 19,2% di imprenditori prevede di non effettuare investimenti nel 2014”. Le aree aziendali maggiormente coinvolte in investimenti nel 2014 saranno ancora formazione, ICT e ricerca e sviluppo. Verranno rafforzati gli investimenti all’estero sia produttivi (5,1%) che commerciali (24,4%). In particolare gli investimenti in ricerca e sviluppo saranno uguali (63,2%) o superiori (34,2%) al 2013 per il 97,4% delle imprese, così come quelli per la formazione saranno uguali (79,2%) o superiori (20,8%) per tutto il campione.

Nell’ICT gli investimenti saranno uguali per il 53,2%, superiori per il 34% e inferiori per il 12,8%. Per le linee di produzione: uguali 48,6%, superiori 42,9% e inferiori 8,6% (dato notevolmente migliore rispetto ad un anno fa e che invita a sperare in una prossima ripartenza dell’attività manifatturiera). Gli investimenti commerciali all’estero saranno uguali (51,7%) o superiori (44,8%) per la quasi totalità del campione, confermando l’importanza dell’internazionalizzazione per lo sviluppo delle imprese. Tra i fattori critici e/o ostacoli alla realizzazione degli investimenti, si segnalano la difficoltà a reperire risorse finanziarie (43,6%) e l’insufficiente livello della domanda attesa (38,5%). Anche il 21,8% che evidenzia le difficoltà amministrative e burocratiche è un dato su cui dover urgentemente intervenire.

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Be-Wizard! ai nastri di partenza

palacongressi riminiDa domani al Palacongressi di Rimini il futuro del web è di scena con il Be-Wizard! giunto quest’anno alla sesta edizione. Riflettori accesi per capire come si muovono i grandi new trend on line. I campi di indagine sono due: turismo e affari.

La novità di questa edizione – spiegano gli organizzatori – sono focus sempre più mirati in base ai settori professionali di appartenenza dei partecipanti, mentre si mantiene e consolida lo standard qualitativo degli accreditati ospiti italiani ed internazionali. Ad aprire domani la giornata niente meno che Avinash Kaushik in collegamento video dalla Silicon Valley, che definirà i quattro trends principali del 2014 in ambito Web Marketing. La sua analisi sarà seguita dall’intervento in sala di Justin Cutroni, ancora in rappresentanza di Google, dedicato alle più contemporanee ed innovative opportunità di new marketing. La mattinata proseguirà con gli interventi dei big speakers internazionali.

Già dal pomeriggio di venerdì 21 il format si diversificherà nelle due aree di specializzazione turismo e business con workshop strutturati sulle diverse espressioni di questi due macro-comparti la giornata di sabato 22. Tra i temi specifici affrontati nella due giorni dai 57 relatori (di cui 47 italiani e ben 10 in arrivo dal resto del mondo) “Ospitalità e turismo 2.0”, dedicata agli operatori e imprenditori con l’intervento dal vivo del Prof. Checkitan Dev (Cornell University) sulle opportunità che i nuovi media mettono a disposizione delle aziende che operano nel comparto (22 marzo, 14.30 in collaborazione con Teamwork – Rimini). Non mancheranno anche interventi su come ottimizzare la vendita on line tramite le OTA, sulla vendita del tempo fra strumenti social e Bitcoin.

In ambito business spiccano tra i contenuti più inediti dell’evento i seminari sulla moda 2.0 per il fashion shopping on line, ma anche l’editoria specializzata avrà spazio con l’Hoepli Lab che ha in programma un momento d’incontro con gli autori di alcuni best seller internazionali in materia di web marketing, incluso David Meerman Scott appena arrivato nelle librerie con il suo ultimo best seller The new rules of marketing & PR. Tra gli interventi più attesi dagli addetti ai lavori quello di Paolo Zanzottera (Shinystat) che aprirà i lavori venerdì 21 marzo (ore 10,00) e nella due giorni interverrà su come guadagnare con le APP e il focus sul remarketing e retargeting (lo stesso giorno, dalle 14.30), nuove strategie on line per l’ottimizzazione della campagne di advertising sul web.

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