Nuova opportunità per diventare giovani imprenditori

di BERNADETTA RANIERI

Mettersi in proprio: una sfida non del tutto impossibile. Aperto un bando per giovani che vogliono diventare imprenditori delle proprie idee e del proprio talento. Il progetto è stato denominato “Impresa creativa: missione possibile”. L’ente capofila è l’assessorato delle Politiche Giovanili della Provincia di Rimini, in partnership con il Comune di Cesena, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione della Romagna Faentina e la Fondazione Augusta Pini e Istituto del Buon Pastore onlus.

L’obiettivo è di offrire strumenti concreti per sostenere l’occupazione e incentivare la possibilità di mettersi in proprio. Il tutto sarà possibile grazie alla creazione di un percorso di accompagnamento per aspiranti giovani imprenditori, di età compresa tra i 23 e i 30 anni, impegnati in campo creativo, culturale e turistico. Gli ambiti di interesse dovranno ruotare attorno alla moda, al design industriale e artigianale, all’industria del gusto, al mondo dei software, all’editoria, alla radio e tv, alla pubblicità e al cinema, al mondo della musica e dello spettacolo, all’architettura e all’arte contemporanea e al patrimonio culturale.

L’offerta del progetto è quanto mai ampia: si va dai servizi di formazione e tutoraggio per lo sviluppo di idee imprenditoriali sostenibili agli incontri di informazione; dagli eventi e workshop sui temi della creatività e delle imprese creative alla possibilità di incontro e confronto fra i giovani creativi. Oltre a queste opportunità, il progetto prevede un concorso di idee che intende favorire la nascita di start-up attraverso un percorso formativo di supporto e di accompagnamento allo sviluppo delle 10 idee imprenditoriali selezionate. In una seconda fase, ci sarà l’erogazione di un contributo totale pari a 15 mila euro complessivi ai 3 business model più innovativi. Le idee imprenditoriali potranno essere presentate fino al 18 aprile 2014 attraverso l’apposito form pubblicato su www.impresacreativa.net

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Al Misano World Circuit il “rombo” dei corpi

opendaymisano2014Una giornata di svago,  divertimento e sport aperta a tutti per la nuova edizione dell’Open Day Misano 2014, l’evento ideato e organizzato dal Misano World Circuit Marco Simoncelli in collaborazione con il Comune di Misano Adriatico e le più importanti associazioni sportive del territorio.

Si terrà domenica 23 febbraio (nella foto da sinistra Umberto G. Trevi vice presidente Santamonica spa con Stefano Giannini, sindaco Misano Adriatico e Andrea Bagli, presidente Misano Podismo mentre presentano alla stampa l’iniziativa) con diverse novità. A podismo, tennis e ciclismo si aggiungeranno nuove discipline per arricchire il programma e animare il paddock: street basket, calcetto e beach tennis. La giornata inizierà con una gara di mountain bike e una passeggiata di nordik walking; seguirà una camminata non competitiva.

Molta attesa per i tornei di street basket, le esibizioni di tennis e, ovviamente, considerando il grande seguito nella nostra zona, di beach tennis con il supporto di Vision, azienda leader del settore. In programma anche un torneo di minibasket aperto ai giovanissimi (2003 -2006) per favorire l’integrazione dei bimbi nel vivere lo sport come aggregazione e non solo sfida. Sfide aperte anche per il calcetto. Grazie al supporto di Decathlon, che metterà a disposizione tutti i materiali, il paddock sarà allestito con campi da basket (uno al coperto), campi di calcetto, beach tennis e tennis, mentre in pista l’impianto sarà utilizzato per le gare di podismo e ciclismo. In crescita rispetto alla scorsa prima edizione lo spazio dedicato alla mobilità sostenibile con test ride grazie alla presenza della Opel + Carbon K Electric. Hera concentrerà la sua presenza sul tema sostenibilità ambientale con Isola Eco per educare alla differenziata anche in occasione degli eventi.

Altra novità di quest’anno sarà la presenza di Space23. Il progetto nasce dall’incontro tra due atleti che hanno in comune una grande passione tutto ciò che è sport, da quello che si consuma in campo, a quello che si commenta con gli amici, sempre indossando le sneaker giuste. Il big bang che ha fatto nascere Space23 è stata la volontà di Marco Materazzi e Stefano Mancinelli di creare qualcosa che ancora non esistesse: uno store concepito da atleti al servizio di altri atleti. Partendo dalla convinzione che “Sport is forever” Marco e Stefano hanno sviluppato la loro idea di negozio dedicato allo sport, inteso non solo come esperienza agonistica, ma allargandolo al lifestyle dello sport.

La manifestazione è realizzata grazie al prezioso contributo del Comune di Misano, della Provincia di Rimini e con il fondamentale sostegno delle associazioni sportive locali e di AIAP – Associazione Italiana Arbitri Pallacanestro. Tra le varie discipline sportive saranno presenti Podismo con Misano podismo e Atletica Santamonica, lo Street Basket con Misano Pirates, il Tennis e Beach Tennis con Misano Sporting Club. Poi ancorq ciclismo (Eurobike Riccione), il Nordic Walking e Mountain Bike (Valledelconca), il calcio (Misano Football Club).

IL PROGRAMMA. Si inizia alle 9 con la gara di mountain bike in pista su circuito di 4,5 km da ripetere 4 volte, alle 9.30 camminata non competitiva di 4,2 oppure 8,4 km (uno o due giri di pista). Alle 10.30 sarà la volta della gara podistica competitiva valevole per il 17° campionato individuale UISP Provinciale 2014 (12,6 km). In parallelo, sempre alle 9.30 Nordic walking in pista, 4,2 oppure 8,4 km (uno o due giri di pista), alle 10.00 inizio del torneo di street basket (categoria aquilotti 2004/2006). Sempre con inizio alle 10, torneo di street soccer riservato ai nati nel 2005 e 2006. Alle 11 allenamento delle squadre maschile e femminile di Coppa Italia ed esibizione beach tennis. Ore 12 ciclismo su strada categorie maschili e femminili gentleman, supergentleman, veterani, senior e junior. Nel primo pomeriggio alle 14 torneo di street basket categoria aquilotti 2003 e festa di Carnevale delle scuole di tennis e beach tennis. Alle 14.30 secondo torneo di street soccer riservato ai nati nel 2003 e 2004, oppure Tuttinbici, escursione dalla pista al Conca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Il mare Adriatico, le proposte di Rimini Soul Mare

mareadriaticoriminisoulmarePer conoscere le proposte culturali ed i progetti di Rimini Soul Mare, segnaliamo che venerdì 21 febbraio alle ore 17 presso la Sala ex Quartiere n.2 di via Pintor 7b si svolgerà un incontro di presentazione. Dedicato a tutti gli insegnanti delle scuole medie e elementari di Rimini e circondario e aperto al pubblico (ingresso gratuito), saranno illustrate le nuove proposte didattiche di incontri e laboratori dedicati esclusivamente al nostro mare: la sua vita, i suoi ambienti, la sua biodiversità. “Un mare – spiega il biologo e divulgatore scientifico riminese Marco Affronte – che quasi ci dimentichiamo, o mettiamo in secondo piano mentre è una ricchezza da raccontare e fare conoscere ai nostri ragazzi, per scoprirla e valorizzarla.”

Il progetto presentato a novembre scorso e che lapiazzarimini.it segue con interesse e curiosità, ha già coinvolto l’Associazione Ristobar di spiaggia, i bagnini di Spiaggia Rimini Network, l’Ass. Vele al Terzo, la Excalibur sailing, in una serie di iniziative che vedranno la luce la prossima estate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




Don Oreste Benzi, l’impegno dell’amministrazione comunale

A San Clemente il percorso che porterà alla beatificazione di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità scomparso il 2 novembre del 2007, è seguito con grande attenzione.  Nato in questo comune nel 1925 da una famiglia sanclementese storica, settimo di nove figli, il riconoscimento unanime, nel mondo laico e religioso, di “una vita straordinaria” ha consentito all’umile sacerdote della diocesi di Rimini definito da  Benedetto XVI “ infaticabile apostolo della carità” di entrare da subito tra i “benemeriti”.

Primo Comune a dedicargli una piazza, nel 2012 il borgo malatestiano ospita presso il Teatro Comunale “G. Villa” la mostra a lui dedicata “Amare sempre”. Ma l’impegno della pubblica amministrazione si concretizza formalmente con un atto del consiglio comunale, in data 24 aprile 2013, quando si espresse all’unanimità per partecipare al percorso di beatificazione del presule dalla tonaca lisa con una missiva al Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi. Preceduta sabato 27 ottobre 2012 da quella del responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Ramonda. Il percorso ufficialmente si avvia un anno dopo ancora, il 24 ottobre 2013, da parte della teologa Elisabetta Casadei dopo un anno di ricerche.

Con la beatificazione, la Chiesa cattolica permette il culto “di un servo di Dio” morto in odore di santità in un determinato luogo a livello diocesano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 




Mercatini e hobbisti, come ottenere il tesserino

di MILENA ZICCHETTI

mercatinihobbistinuovaleggetesserinoLa legge che regolamenta l’accesso degli hobbisti ai mercatini è stata approvata, ma si è resa necessaria una proroga per dare tempo ai Comuni di adeguarsi. Tante le polemiche e le problematiche connesse. La legge regionale relativa alla “Regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica” (n. 4 del 24 maggio 2013 – art. 7Bis), che disciplina le modalità e i requisiti di partecipazione degli hobbisti ai mercatini è entrata in vigore il 1° gennaio 2014 (IL NOSTRO APPROFONDIMENTO QUI ). A quasi un anno dalla sua approvazione, però, risulta talmente problematica da costringere la Giunta Regionale a disporre una proroga. Con la delibera n. 2065 (approvata il 23 dicembre 2013) vengono infatti concessi ai Comuni ulteriori sessanta giorni di tempo per adeguarsi alla legge. La decorrenza parte dalla data di pubblicazione della delibera nel Bollettino ufficiale telematico periodico, uscito lo scorso 15 gennaio 2014.

Ma il problema è anche un altro e lo fa presente il Consigliere Regionale Luca Bartolini: “Fermo restando che non è tollerabile l’attività di chi, nascondendosi dietro la veste dell’hobbista, fa concorrenza sleale a commercianti e ad ambulanti – dichiara – non si può neppure ignorare che norme troppo restrittive e poco chiare, stanno spingendo gli hobbisti romagnoli ad esercitare la propria attività nelle Marche o in altre Regioni. Inoltre i sindaci, soprattutto quelli dei piccoli comuni, sono costretti ad annullare sagre, mercatini, feste ed eventi locali, con grave ripercussione sull’economia del territorio, per evitare possibili contenziosi legali”. A rincarare la dose Maria Cristina Gattei, presidente di Volontarimini: “Una legge – dichiara – che mette in ginocchio non solo gli hobbisti, ma che rischia di mettere in crisi anche il mondo del no profit, che spesso si sostiene con mercatini benefici”.

Chiarimenti e novità sulla nuova normativa. L’hobbista deve essere in possesso di un tesserino identificativo rilasciato dal Comune di residenza oppure, per i residenti in altra regione, dal Comune di Bologna. Il costo è di euro 200,00. Per i residenti nel comune di Rimini, l’importo deve essere versato sul c/c nr 13917471 intestato alla Tesoreria Comune di Rimini, specificando nella causale che si tratta di “richiesta tesserino identificativo hobbisti”. Il tesserino contiene generalità del richiedente, la foto e dieci spazi vuoti, corrispondenti al numero massimo di manifestazioni alle quali è possibile partecipare durante l’anno solare di validità e che, in occasione di ogni mercatino a cui si partecipa, devono essere vidimati dal comune dove si tiene la manifestazione. Ciascun hobbista deve inoltre consegnare, in occasione della vidimazione del tesserino, l’elenco completo dei beni che intende vendere, barattare o esporre, la descrizione delle tipologie dei beni, il prezzo al pubblico, la provenienza e il tetto massimo del loro valore.

Non è possibile vendere, barattare o esporre più di un oggetto con un prezzo superiore a euro 100,00 e il valore complessivo della merce esibita non può essere superiore a euro 1.000,00. Il tesserino identificativo è rilasciato per non più di una volta all’anno per nucleo di residenti nella stessa unità immobiliare e per un massimo di due anni, anche non consecutivi, nell’arco di cinque anni. Non è cedibile o trasferibile e deve essere esposto durante la manifestazione in modo visibile e leggibile al pubblico e agli organi preposti al controllo, corredato della ricevuta di bonifico. Oltre al tesserino, rimane fermo il pagamento da parte dell’hobbista, della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Con la delibera n. 2065, la Giunta regionale ha specificato inoltre che la nuova normativa non si applica ai minori di diciotto anni, limitatamente alle manifestazioni loro riservate, né a chi partecipa a mostre zoologiche, filateliche, numismatiche e mineralogiche, quando esse non abbiamo una prevalente finalità commerciale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




Gardenghi (Confartigianato): “Basta agli stucchevoli teatrini della politica”

TITOLO EVENTOC’erano tutti stamane a Roma per la prima volta sotto la sigla Rete imprese Italia (Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Casartigiani). Almeno 350 imprenditori della provincia di Rimini per rivendcare il ruolo delle piccole e medie imprese e chiedere al  Governo “misure urgenti” per sopravvivere e affrontare progetti di sviluppo. “Pensavo di aver già vissuto tutte le emozioni di una vita passata al fianco degli imprenditori e delle loro imprese – ha dichiarato il segretario della Confartigianato della provincia di Rimini, Mauro Gardenghi (foto).- Ma questa di Roma è stata una giornata davvero sorprendente. Decine di migliaia di imprenditori, centinaia da Rimini, hanno urlato il loro ‘Basta!’, hanno richiamato l’attenzione su chi ogni giorno prova a resistere, senza tutele, senza ammortizzatori, ma vessato da burocrazia e fisco di matrice statale e locale. E’ l’ammonimento finale al Palazzo che parla, a Roma e a Rimini, senza sapere cosa significa portare la responsabilità di un’impresa, di avere dipendenti da lasciare senza stipendio con drammi famigliari quotidiani. Se la politica avesse davvero coscienza di quel che sta accadendo, non assisteremmo a certi stucchevoli teatrini, ma a concrete iniziative per alleggerire il peso che sta schiantando la spina dorsale della nostra economia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Nuovo corso per aspiranti Guardie Eco-Zoofile

corsoguardieecozoofileriminiSono iniziate le iscrizioni al nuovo corso interprovinciale 2014 per aspiranti Guardie Eco-Zoofile. Il corso vedrà come relatori anche il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Col. Luigi Grasso (foto). “La presenza del colonnello Luigi Grasso, è per noi un vanto – sottolinea il vice responsabile provinciale delle Guardie Ecozoofile, Edoardo Morri – ed è importante che all’interno del corso ci siano docenti di un livello elevato”.

Il corso è organizzato dall’associazione Fare Ambiente, riconosciuta dal Ministero dell’ Ambiente. Le finalità sono: effettuare la prevenzione e la repressione degli illeciti relativi alla salvaguardia degli animali, della natura, dell’ambiente; provvedere alla difesa del patrimonio zootecnico, ittico, venatorio e di qualsiasi altra forma di vita del pianeta; sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali e zoofile; intervenire nelle scuole per educare al rispetto della natura. I candidati che avranno superato l’esame finale, frequenteranno un periodo di formazione sul campo di circa tre mesi e per quelli ritenuti idonei verrà avviata la richiesta di nomina a Guardia Eco-Zoofila.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Rimini Fiera aggiunge il “green” al suo marchio

Che tra i padiglioni di Rimini Fiera ci sia un cuore “green” è noto. E l’organizzazione, sul fronte della gestione di prodotti leader quali Ecomondo e Key Energy, è la testimonianza più evidente. A generare la nuova immagine è stato il creativo riminese Marco Zauli,  già “padre” dell’attuale marchio corporate di Rimini Fiera.

Eccolo, qui sotto. Da ora in avanti accompagnerà tutta la comunicazione della fiera. Reca – spiega una nota – un segno coerente ed esattamente speculare a quello attuale esplicitandone la “coscienza” verde: dal logo la forma, dalla forma il concetto “fiore-pianta-foglia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rimini Fieramarchiogreen

 




Nel mondo, buyer asiatici a “tu per tu” con la piadina

piadinabuyercinesi

Niente contratti di acquisto, per il momento. Ma la strada sembra tracciata. I buyer asiatici (nela foto con il presidente del Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola Elio Simoni) hanno incontrato i vertici del Consorzio per conoscere da vicino ‘il nostro pane’. “Incontro per ora conoscitivo, in vista di future collaborazioni di mercato – spiega Simoni. – Quello che ci ha colpito è stata la loro curiosità verso il prodotto, di cui hanno voluto conoscere i dettagli di tutto il percorso di certificazione Igp, nonché assaggiarlo declinato nei diversi abbinamenti: con lo scquacquerone, i salumi piacentini, il prosciutto di parma, il salame felino”.

Non sono mancate, raccontano gli organizzatori, le sorprese e gli apprezzamenti per gli “insoliti” abbinamenti con squacquerone e fichi caramellati, e la delizia della piadina assaggiata con la nutella. “Questo incontro è stata l’ulteriore conferma, se ce n’era bisogno, dell’apprezzamento della piadina romagnola nel mondo. La Cina – conclude Simoni – offre orizzonti amplissimi per il nostro prodotto di cui viene apprezzato l’intreccio di cultura, territorio e versatilità. Le basi sono state gettate, nei prossimi mesi vedremo gli sviluppi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Io sono Red Baker, Robert Ward alla Riminese

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

di ALBERTO BIONDI

(bandiera_ingleseINTERVIEW ROBERT WARD ENGLISH VERSION)

É sabato sera. Nel cuore del centro storico di Rimini, circondata dal chiasso dei bar e delle cantinette, una libreria aperta diffonde dalle vetrine la sua luce arancione. In strada la maggior parte della gente segue con un cocktail in mano la lenta processione da un pub all’altro, ma alcuni entrano furtivamente nella piccola “Libreria Riminese”. Panche e sedie vengono presto occupate da una combriccola emozionata e, anche se non c’è posto per tutti, nessuno si lamenta di restare in piedi. Lo scenario ricorda vagamente un incontro della carboneria, dove gli scaffali di legno nascondono i volti degli affiliati da sguardi indiscreti.

Stiamo tutti aspettando l’arrivo di Robert Ward, autore del romanzo “Io sono Red Baker” (Barney, 345 pagg. 16,50 euro) che vinse il Pen West Award come miglior libro pubblicato in America nel 1985. Nicola Manuppelli, curatore della collana I fuorilegge, lo ha recentemente tradotto in italiano e da oggi è possibile acquistarlo anche nelle nostre librerie. Quella di stasera è solo una tappa della lunga tournée intrapresa dal romanzo in tutta Italia e il pubblico freme visibilmente dall’emozione. Un altro paio di minuti ed ecco che “Bob” Ward entra nella libreria assieme alla sua interprete Maria Silvia Riccio. Presto mi rendo conto che l’autore è lui stesso un personaggio letterario: brandendo un calice di vino già mezzo vuoto, le guance molli arrossate dal Sangiovese, tra i romagnoli sembra davvero a suo agio.

Scrittore, insegnante, giornalista e sceneggiatore di Hollywood (quando non chitarrista blues), le turbolenze della sua carriera rispecchiano quelle della vita privata. Tuttavia non c’è traccia della sottile arroganza tipica degli intellettuali, e in special modo degli scrittori; Robert Ward ti parla come se foste vecchi amici da sempre, o come potrebbe parlarti uno zio matto. “Lasciate che vi racconti la storia di questo libro – esordisce afferrando una copia in inglese di “Red Baker” – Per cinque anni avevo scritto un romanzo intitolato “Baltimora”. Doveva essere la mia opera magna, sapete, qualcosa a metà tra Moby Dick e Jane Austen. Avevo scritto del mio divorzio, seicento pagine della schifezza più noiosa che possiate immaginare. Quella volta lavoravo al New York Times e una notte, dopo esser tornato a casa completamente ubriaco, l’ho letto tutto dall’inizio alla fine. Una merda assoluta. Mi depressi parecchio (ho sempre bisogno di sentirmi sul baratro della disperazione per scrivere bene) e poi buttai giù un nuovo incipit. Quello che poi diventò “Red Baker”. Il resto del romanzo è seguito da solo e in otto mesi l’avevo tra le mani. Il mio agente lo spedì poi a trentaquattro case editrici e sapete quante accettarono di pubblicarlo? Nessuna. Mi sarei sparato se la ragazza di Jack Kerouac non lo avesse notato aiutandomi poi a pubblicare”.

Robert Ward non si trattiene dal raccontare aneddoti esilaranti, come quando dopo una miracolosa intervista a Clint Eastwood durata due ore si accorse di non averla registrata, o quando in Messico fu abbandonato dalla troupe e lui, lo sceneggiatore, dovette cantare in un bar per tutta la notte. Il pubblico della Riminese è entusiasta e prima di poter intervistare Robert Ward devo aspettare fino all’ultima copia del romanzo firmata. Non appena mi avvicino sbircia il mio registratore e sorride.

Mister Ward, cosa fa di una storia una buona storia?

Cristo santo sei partito con la domanda più difficile del mondo… Credo che una buona storia sia quella che riesce a raggiungere il cuore della gente. Certo, come sai conta anche l’abilità di creare una buona trama, dei personaggi, ma aldilà dell’aspetto tecnico (che naturalmente è difficile) bisogna sempre produrre un racconto che emozioni allo stesso modo di come emozionavano i grandi autori del passato, come Dickens ad esempio. Questa è la vera abilità. So che molta gente non è d’accordo, come gli odierni autori di meta-narrativa che scrivono storie sulla scrittura di storie, ma personalmente preferisco l’approccio ottocentesco con tutte le varie vicissitudini e l’analisi psicologica. Rileggi quei romanzi e ti riescono ancora a catturare.

C’è qualcosa che non le piace nella narrativa contemporanea?

Sì in generale odio l’approccio Modernista che mette al centro di tutto il linguaggio. Così si allontana la storia dalla gente vera. Ho pensato la stessa cosa con la musica jazz: dopo Miles Davis e John Coltrane i musicisti hanno basato tutto sulla creatività dimenticandosi di cosa sia la melodia, non so se mi spiego. Per me la melodia in musica equivale alla trama nei romanzi. Se si scorda questo, ti resta solo del gran rumore.

Ci sono differenze tra lo scrivere narrativa e scrivere sceneggiature?

Oh enormi differenze. Nella sceneggiatura non puoi entrare nella mente dei personaggi. É tutto visuale. Di conseguenza devi riuscire a trovare degli espedienti visivi per rappresentare i loro stati d’animo. Non è per niente facile ed è per questo che molti film non sono in grado di delineare a fondo i personaggi. Persino i dialoghi negli script rivelano molto spesso i dettagli della trama piuttosto che il carattere dei personaggi, come accade nelle serie TV, e fa schifo. Negli ultimi tempi però scrivere per la televisione è diventato più “sofisticato”, e le storie ci guadagnano in profondità.

In quante lingue è stato tradotto “Io sono Red Baker”?

Mah credo solo in tedesco ed ora in italiano. Penso che la cosa sia legata alle difficoltà che, come ho già detto, incontrai nel pubblicarlo. Per farti capire, un giorno ricevetti una telefonata da uno dei trentaquattro editori che avevano rifiutato Red Baker e questo tizio mi disse “Bob, il tuo libro mi è veramente piaciuto, ma dal momento che parla di persone povere non possiamo pubblicarlo perché i poveri non comprano libri. Quindi chi lo leggerà?”. In quel momento mi sarei puntato volentieri una pistola alla testa. Poi però negli anni il romanzo s’è fatto la sua strada e molti mi chiamano dicendo che è il miglior libro che abbiano mai letto. É fantastico.

Cosa ama il pubblico del suo libro?

Ne restano commossi. Quando inizi a leggerlo vedrai questo personaggio (il protagonista, ndr) commettere i peggiori sbagli possibili ma la storia ti costringe ad andare avanti anche se non sei d’accordo con quello che fa. Ti dico solo che una volta un amico mi ha chiamato alle quattro del mattino per dirmi “Bob ho appena finito il tuo romanzo. Cazzo ha davvero i controcoglioni… è come guardare un cadavere: non puoi cavargli gli occhi di dosso. Lo sai bene che dovresti, ma non puoi”. Avrei voluto che questa citazione fosse scritta sul retro del libro.

Di solito da dove trae ispirazione?

Ti dico questa: quando sono arrivato qui non sapevo di trovarmi nella città di Fellini. Ho visto tutti i suoi film e lo ammiro, è veramente un genio. In particolare mi è piaciuto “Amarcord” (con il tipo sull’albero che grida “voglio una donna!”, perché quello sono io) e “I Vitelloni”, ma ho amato anche “Ladri di biciclette” di De Sica e i film italiani degli anni ’40 e ’50, che davvero hanno ispirato Red Baker. Erano così toccanti. Direi che il cinema mi ha influenzato allo stesso modo di tutti i romanzi che ho letto.

C’è uno scrittore americano che si sente di suggerire ai lettori italiani?

John Steinbeck. Amo i suoi romanzi e in generale tutte le storie ambientate durante la Grande Depressione degli anni ’30. Ne ho tratto parecchio spunto per Red Baker perché anch’esso è in qualche misura un romanzo politico, dove un tizio viene licenziato e sbattuto davanti alla povertà del mondo là fuori. Però non vuole essere una storia proletaria dove c’è il povero buono e il capitalista cattivo, sia chiaro. Desideravo soltanto scrivere un libro universale ambientato a Baltimora, la mia città, e anche se l’ho pubblicato negli anni ’80 è ancora dannatamente attuale.

Ultima domanda: crede che in cent’anni il libro di carta esisterà ancora?

Lo spero proprio. Amo il “feeling” dei libri, il fatto che possa sfogliarli avanti e indietro. Toccarli. E poi il loro profumo. Semplicemente lo adoro. I dispositivi digitali sono tutta un’altra cosa.

Mi congedo da Robert Ward consapevole di aver intervistato, prima ancora che uno scrittore, insegnante, giornalista e sceneggiatore, un infaticabile, inguaribile lettore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL WARD TOUR porta gli scrittori americani in Italia

Il WARD TOUR è il primo di una serie di tour di scrittori americani in Italia, all’interno di un progetto chiamato “I fuorilegge” che si propone di presentare in Italia una serie di scrittori che negli Stati Uniti sono rimasti ai margini della letteratura ufficiale, molto spesso lontani dai grossi circuiti di New York. “I fuorilegge” si presenta innanzitutto come “collana editoriale” e poi come una serie di eventi live e web. Gli scrittori presentati, autentici fuorilegge, costituiscono una vera e propria vena d’oro del panorama letterario americano. L’idea è di creare col tempo una specie di “Sundance Festival” letterario. Le persone che hanno reso questo tour possibile sono Giorgia Del Bianco, Nicola Manuppelli, Michele Crescenzo e Claudio Della Pietà. Il tour si auto finanzia con l’aiuto di piccoli sponsor e con l’instancabile passione degli organizzatori. (al.b.)