Dopo l’Emir di Verucchio minacce anche alla CMC di Ravenna

di BERNADETTA RANIERI

massimomatteuccicmcravenna1A un mese dall’attentato incendiario avvenuto a Verucchio ai danni delle Emir (vedi notizia), anche il Presidente della CMC (Cooperativa Muratori Cementisti) Massimo Matteucci (foto) ha ricevuto minacce di morte. La lettera è stata recapitata mercoledì sera all’Ansa di Torino a firma dei NOA (Nuclei Operativi Armati), un gruppo anarchico che si batte contro la costruzione della TAV , e in copia anche alle sedi di Roma e Bologna. Nella lettera di tre pagine recapitata in una busta bianca affrancata e con timbro postale apparentemente di Torino si fa riferimento a quattro persone: il capo della Digos di Torino Giuseppe Petronzi, il senatore del PD Stefano Esposito, il direttore dei lavori di Ltf Maurizio Bufalini e il presidente della CMC Matteucci. Si parla di “sentenza di condanna a morte” per quattro persone colpevoli di partecipare alla “repressione” del movimento che si oppone alla ferrovia Torino-Lione e di accuse a grandi imprese e multinazionali.

Matteucci, oltre a essere a capo del colosso ravennate delle costruzioni, è anche vicepresidente della Legacoop e in queste ore ha ricevuto appoggio e solidarietà da istituzioni, amici e associazioni. Inoltre, fino a pochi mesi fa la Cmc era una partecipata dell’Emir , oggi di proprietà della Cooperativa Bracciati Riminesi. Intanto la prefettura ha deciso di predisporre per Matteucci la scorta.

Dal canto suo il Movimento No Tav prende le distanze da tale episodio affidando a un comunicato tale affermazione: “Abbiamo più volte ribadito che il nostro Dna è quello di essere un movimento popolare, di massa e pronto a praticare, a viso aperto, le necessarie forme di disobbedienza civile ma senza alcuno spazio per la violenza contro le persone”.

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