Vinitaly, a Verona “tutte le donne” della Doc Colli di Rimini

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Gaetano Callà, Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini (foto SdvRn)

di MILENA ZICCHETTI

Con 148 mila presenze delle quali 53 mila da oltre confine e circa 4.200 aziende espositrici, si è conclusa ieri la 47a edizione di Vinitaly, principale fiera internazionale del vino a Verona. Al padiglione 1 dell’Emilia Romagna, la nostra attenzione si è concentrata sullo stand del Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini che dal 2000 si prodiga, grazie al supporto di numerosi enti pubblici e privati, per affermare l’identitá del territorio della Provincia di Rimini lasciando parlare i profumi, i sapori e i colori dei vini prodotti localmente.

Presso lo stand, non grandissimo anche per questo sempre affollato, abbiamo raccolto alcune voci e registrato le nostre impressioni. Se c’è una cosa che non potevamo non notare (che anzi andremo proprio ad esaltare!) è stata la presenza di “tutte le donne della DOC Colli di Rimini” e le rispettive aziende: Vitae, Terre di Fiume e Podere dell’Angelo. A testimoniare che essere donna, non vuole necessariamente dire gelosia e competizione, come conferma la stessa Maria Cristina Mascarin, dell’azienda agricola Vitae: “Siamo tutte cantine piccole, ognuna con la propria particolarità e fra noi donne, stiamo facendo gruppo. Non c’è alcun tipo di rivalità”.

Ed è proprio da questa azienda che arriva un’interessantissima novità. Si chiama ‘Insolito’ e si tratta di una vinificazione in bianco delle uve rosse di Merlot. Con una produzione limitatissima di sole 1500 bottiglie, è stato portato in anteprima assoluta a Vinitaly, mentre a Rimini verrà presentato solo verso la fine del mese di aprile. Una grande appassionata di vino, tenace, curiosa e testarda, come lei stessa si è definita, a Maria Cristina Mascarin piace osare e sperimentare. “Ho solo uve di Sangiovese e Merlot. Non ho bianchi, solo una piccola produzione di Syrah, ma è proprio di nicchia, giusto pochi filari. Dopo essermi infomata ho saputo che aziende in Svizzera producono vini bianchi da uve rosse. Contro la volontà del mio enologo, abbiamo iniziato il procedimento. Visti i risultati, siamo davvero contenti”. Ma ‘Insolito’ lo è anche per la bottiglia: di forma allungata, tipica più dei bianchi del nord Italia e di colore blu, ma giustamente “se deve essere una cosa strana, deve esserlo fino in fondo”. Tutto qui? Non ci pensiamo neanche. Delle tre “ambasciatrici” ne parleremo ampiamente a brevissimo con la Buona Tavola, stay tuned!

Altra news, raccolta tra i vari produttori, riguarda l’azienda agricola Fiammetta di Croce di Montecolombo. Un’anteprima sull’anteprima che ci ha svelato Matteo Panzeri, terza generazione di casa Fiammetta. E’ stato messo a disposizione un ettaro di terreno per la produzione di un vigneto didattico. Il progetto, iniziato quest’anno, sarà la novità assoluta del 2014 e vedrà nascere vigneti DOC e DOCG d’Italia e d’Europa. L’idea ha dell’incredibile. Produrre un vino “mondiale”. Qualcuno nutre ancora dubbi sulla creatività a queste latitudini della Romagna? Andrea Gessaroli che produce da San Paolo con l’etichetta Cà Perdicchi, alla nostra domanda circa le novità 2013, ci racconta tutto (diciamo quasi tutto) sul restyling completo delle etichette dei vini Cà Perdicchi attualmente in corso. Cosa succedera? Posizionate le bottiglie secondo un determinato criterio, formeranno un particolare movimento… ma, ci dice, si dovrà aspettare ancora un po’ per poter vedere esposta questa nuova forma d’arte. Il tutto nella mani di un grafico esperto. Tra i vini, un grande protagonista è stato sicuramente la Rebola, vera e propria portabandiera della DOC Colli di Rimini: un vino autoctono del riminese. Podere Vecciano è stata la prima ad iniziare a produrlo, mentre ora iniziano ad essere diverse le aziende del Consorzio che contribuiscono a portare avanti questa tradizione.

Ma non potevamo lasciare lo stand senza parlare con Gaetano Callà (foto), esperto sommelier AIS professionista nonché presidente della “Strada” di Rimini o, come lui stesso si è definito, ‘archivio della strada dei vini’. Da attento conoscitore dei prodotti tipici del nostro territorio e fautore di diverse iniziative atte alla promozione dei prodotti enogastronomici della Provincia di Rimini, ha sottolineato che “se vogliamo uscire dalla crisi, dovremmo incominciare ad imparare ognuno a fare bene il proprio mestiere, per dare il meglio di se e pensare a garantire più qualità e non quantità. Il nostro slogan, coniato da me e da Roberto Maldini, è ‘affacciati con gusto tra mare e terra’: ad indicare che lo sposalizio tra mare e terra per noi è indispensabile, fondamentale. Non siamo solo divertimentificio, ma siamo uno scrigno di tesori nascosti che dobbiamo fare conoscere al mondo intero”. Al presidente abbiamo chiesto anche qualche dato inerente alla presenza a Vinitaly e l’export (tema molto sentito in questa particolare edizione) e si è detto soddisfatto su tutti i fronti. “Siamo presenti, nonostante la crisi, con 22 aziende che rappresentano il meglio di quello che può offrire il nostro territorio. Abbiamo delle cantine molto valide che si stanno dando da fare e sono pronte per i mercati esteri, affinché il nostro prodotto venga conosciuto anche oltre confine. In particolare in questi giorni abbiamo avuto byer soprattutto americani, tedeschi e inglesi. Siamo agli inizi naturalmente, ma i nostri vini stanno facendo passi da gigante”.

In chiusura qualche breve annotazione relativa al Vinitaly. Incremento dei visitatori del 6% , + 10% sugli esteri rispetto al 2012. Si tratta sempre più di operatori specializzati, di buyer esteri provenienti dai mercati tradizionali, ma anche dai Paesi emergenti, sempre più interessati al vino italiano quali Cina e Russia. In aumento anche le presenze di giornalisti che salgono a 2.643 da 47 Paesi, contro le 2.494 da 42 nazioni del 2012.
Forte l’attenzione verso l’estero. L’attenzione ai mercati internazionali è nella mission di Vinitaly, che ogni anno organizza iniziative mirate e stringe accordi con enti ed istituzioni allo scopo di supportare le aziende orientate all’export. Per l’Expo di Milano nel 2015 c’è già un accordo.

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