Turismo, ma quale crisi. Si viaggia sempre di più

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di MILENA ZICCHETTI

Si è da poco conclusa a Rimini, la 50a edizione del TTG (51.192 presenze, con un incremento dell’1% sul 2012, estero +3%) il principale marketplace in Italia per quanto riguarda il prodotto turistico. Quattordici padiglioni espositivi e un nuovo layout suddiviso in 6 aree tematiche: Italia, Europa, Asia, Africa, America e Global Village. 2.400 le imprese turistiche arrivate da 130 Paesi. Un migliaio i tour operator rappresentativi di 60 nazioni. Paese ospite 2013 l’Argentina di Papa Francesco. Le novità: TTG Next, dedicata alle Start Up innovative del turismo, e il Travel Blogger Destination Italy (#TBDI2013) che ha visto la partecipazione di 150 blogger e video maker nazionali ed internazionali. A tutto si aggiungono oltre 120 ore di seminari e conferenze.

Al centro delle riflessioni una importante domanda: si può concretamente puntare sul turismo come exit strategy della crisi per il rilancio dell’economonia in Italia? Secondo il Presidente Astoi Confindustria Viaggi, Nardo Filippetti, quelli appena trascorsi saranno un “test per valure la capacità di reazione ad una annata non semplice”. Tanti i temi dibattuti, le soluzioni proposte, le problematiche messe sul banco delle discussioni. Si sono definite strategie, analizzati i mercati, presentti nuovi prodotti turistici e pensato ad eventuali cambiamenti “perché in tempi di crisi bisogna reagire” afferma Paolo Audino, amministratore delegato di TTG Italia “e la strada da percorrere è l’innovazione”.

Altro tema fortemente discusso è quello sulle nuove tendenze dell’industria dei viaggi a livello mondiale. Euromonitor ha in questa occasione presentato uno studio previsionale secondo cui “il quinquennio 2013-2017 sarà all’insegna della sostanziale tenuta di tutta l’industria dei viaggi con una sempre più forte incidenza dei mercati cinese, indiano e russo”. Leader assoluto nel turismo internazionale dei prossimi cinque anni sarà la Cina, con circa 47 milioni di viaggiatori.

Vario e articolato il programma presentato dalle isole tematiche italiane per la propaganda delle eccellenze nazionali nel campo del Wine&Food, delle Spa&Wellness e del Turismo Culturale. L’Italia è e rimarrà sempre il Belpaese. Il turista straniero viene nel nostro paese per ammirare le bellezze artistiche e architettoniche, per godersi “la bella vita”, ma quello che più di tutti li porta da noi è principalmente l’enogastronomia, quelle specialità culinarie e quei prodotti enogastronomici della tradizione locale che difficilmente può assaggiare altrove. E i dati parlano da soli, visto che il turismo enogastronomico è risultato un settore in costante crescita e che vale al nostro paese ben 5 miliardi di Euro. Ma c’è una new entry tra le nuove opportunità all’orizzonte per il turismo italiano ed è lo shopping, che è stato definito da Angelo Rossini (Travel and Tourist Analyst per conto di Euromonitor) “un forte fattore di attrazione e punto chiave, che rappresenta un importante vantaggio competitivo per il turismo di lusso verso il nostro Paese”. Il Made in Italy si sà, è apprezzato in tutto il mondo e lo shopping non è più un accessorio del turismo, ma inizia ad essere uno dei motori del viaggio. Non a caso sono nati dei tour operator specializzati in organizzazioni di viaggi per solo shopping dove un buon 40% è dato da visitatori esteri. La nazione che più di tutte sta facendo sentire la sua presenza in fatto di shopping, è sicuramente quella russa.

Altra novità trattata, infine, riguarda le modalità di prenotazione. Secondo i dati forniti da Euromonitor, “il boom del mobile e il consolidamento dei portali di viaggio, assicureranno una crescita a doppia cifra nelle vendite delle agenzie specializzate nell’on-line”. Forte quindi la raccomandazione ad attivarsi per una richiesta sempre più articolata di servizi mobile da parte dell’utenza che, molto presto, utilizzerà questi dispositivi per tutta la gestione dei propri viaggi e non solo. Le maggiori potenzialità secondo gli economisti? Turismo medico, sostenibile, di lusso, shopping. A livello globale il ‘turismo medico’ è quello che registra il maggiore coefficiente di incremento, superando gli 8 punti percentuali, mentre turismo natura e shopping si attestano al 6 per cento e il lusso al 4 per cento. “Altri otto punti di crescita – ha spiegato Angelo Rossini, Travel and Tourism Analyst per Euromonitor -, sono anche previsti per l’on-line travel, che va espandendosi sui mercati turistici del pianeta nelle sue declinazioni più diverse: siti web, app speciali, geolocalizzazione, mobile alert e mobile booking”. A dominare il quadro di mercato del prossimo lustro sarà la Cina, con 47 milioni di viaggiatori pronti a scoprire il mondo in occasione delle vacanze. Seguono Russia, India e Stati Uniti. Anche la Turchia è un bacino di viaggiatori in crescita, grazie alle migliorate condizioni economiche della popolazione, che guarda con crescente interesse alle destinazioni oltre confine. Che dire. Speriamo che qualche messaggio arrivi (o sia arrivato) anche agli amministratori locali.

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