Trc, ormai è incubo collettivo. L’immancabile duetto Pizzolante-Petitti. E Melucci che rifà i conti

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“Mi si perdoni la leggerezza della metafora – scrive l’On. Emma Pettiti (foto) – ma il deputato Sergio Pizzolante mi ricorda un famoso film quando esclama “Si può fare!” parlando di fermare il Trc e utilizzare i finanziamenti per altre opere. Un’operazione mostruosa che abbiamo visto come nella pellicola va a finire”. Ma la neo deputata torna seria. “Fuor di metafora inviterei Pizzolante, visto che auspica un lavoro comune con i colleghi riminesi e le amministrazioni locali, a lavorare non su improbabili e fantasiosi decreti e proposte di legge, ma a rimboccarsi le maniche e intraprendere insieme un’iniziativa che ci consenta di trovare le risorse da destinare alla salvaguardia della balneazione della nostra riviera. Azioni legislative differenti, come appunto quelle ipotizzate dal deputato del Pdl sul Trc, sono improponibili. Non è pensabile poter adottare iniziative simili per opere tra l’altro già realizzate e per acrobatici spostamenti di risorse già impegnate e utilizzate. E ancora una volta non vedo perché qualità dell’acqua e qualità dell’aria dovrebbero essere due impegni in concorrenza fra loro. Noi del PD e i nostri amministratori stiamo lavorando seriamente su entrambi i fronti, che riguardano non solo la città di Rimini, ma la sostenibilità ambientale e la qualità della vita dell’intera riviera”.

Così invece l’assessore al Turismo Maurizio Melucci, che dal proprio profilo Facebook nel replicare a Sergio Gambini, rifà i conti per affrontare l’obiezione relativa alla sostenibilità economica dell’opera da parte dei comuni. Che poi è una delle principali questioni su cui si discute. Ebbene – scrive Melucci – ad esempio al Comune di Riccione l’opera costa 6,2 milioni già coperti da mutuo acceso nel 2008. Al Comune di Rimini l’opera costa 15 milioni di euro. Anche in questo caso coperti da mutui ed in gran parte spesi come per Riccione. La restante parte dell’opera é finanziata dallo Stato 60% e dalla Regione oltre ad un finanziamento di Agenzia mobilità. Non vi é nessun ulteriore necessità di copertura per altri 80 milioni di Euro (come lascerebbe intendere l’intervista rilasciata da Sergio Gambini)”. Di tutti gli investimenti fatti per le grandi opere nel territorio Riminese – continua Melucci – quella del Trc é quella che ” pesa” meno sui bilanci dei comuni e chiamare ora in causa presunti impedimenti del patto di stabilità é solo una “scusa”, per altro maldestra, per cercare di scendere dal Trc. Tra l’altro il Governo proprio in questi giorni sta cercando di concordare con l’Europa l’uscita dal patto di stabilità di investimenti strategici. Il Trc ne farebbe parte. Quando il Trc entrerà in funzione sarà inserito nel TPL ( trasporto pubblico locale) al pari dell’attuale trasporto pubblico della nostra città. La tecnologia prevista per il Trc é sempre stata la stessa. Infatti Gambini sosteneva l’opera dopo 10 anni senza metterne in discussione la modernità. Non mi pare che vi siano stati stravolgimenti tecnologici in questo settore negli ultimi anni.”

Insomma, la questione è tutt’altro che a un passo dal dirimersi. Una cosa è certa. Il Trc i cittadini non lo vogliono. Questo lo sanno anche i muri e gli alberi che sono già stati abbattuti. (d.chi)

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