Spiaggia e abusivismo, si parte con guardie giurate e volontari

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Tempo scaduto. La spiaggia non è un terriotrio “a parte”, è un bene fondamentale e va tutelato, anche dall’abusivismo commerciale. Entra nel vivo, già da domani con le prime ore di formazione per gli addetti ai lavori, la fase sperimentale che per tutto il mese impegnerà, oltre alle forze dell’ordine, una quindicina di vigilantes e diversi volontari. In totale, a regime, 50-60 persone. Saranno di servizio sulle zone più calde dell’arenile: dal bagno 60 al 150. I dettagli e gli aspetti operativi, sono stati presentati in prefetura.

SICUREZZA Un momento dell'incontro in cui sono state svelate le nuove strategie e il modello sperimentale "pubblico-privato" della vigilanza sulle spiaggie (foto Michela Nicoletti)

Nell’incontro, preceduto dalla firma del protocollo d’intesa tra le locali Confcommercio, Confesercenti, Cna e Aia e le cooperative dei bagnini di Rimini, erano presenti il Prefetto, Dott. Claudio Palomba, e i vertici di Questura, Carabinieri, Polizia Municipale. Tra i politici, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, l’assessore Jamil Sadegolvad e il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali (foto). E’ stato sottolineato come il servizio sia “integrativo” e che sarà svolto in maniera “dinamica” senza compiti di polizia. Niente postazioni fisse dunque, né tanto meno ‘a muso duro’ con i vu cumprà. Bensì azioni di presidio, controllo e segnalazione. Tutto per scoraggiare che gli abusivi prendano il controllo di intere zone dell’arenile. “La lotta ai ‘vu cumprà’ non è una priorità” ha detto il questore Alfonso Terribile. – Noi non cerchiamo lo scontro, anzi. In generale sono persone pacifiche, di religione islamica, ma non sanniti e sciiti ma sufi. Non hanno istinti violenti.”  Per il Prefetto è di fondamentale importanza che “si avvii questa fase di sperimentazione, con un monitoraggio stretto per verificarne l’efficacia”, anche ogni due tre giorni.  Un vero e proprio modello operativo che integra il pubblico (forze di polizia, istituzioni) con il privato (guardie giurate e volontari di associazioni). «Il contrasto all’abusivismo commerciale è un problema di tutti, non può essere affrontato soltanto dalle forze dell’ordine» – ha inoltre detto il rappresentate locale del governo. La parola d’ordine è “prevenzione”, ma anche quest’anno si è aspettato troppo tempo e “la goccia ha fatto traboccare il vaso”.

I fatti più recenti. Martedì 30 luglio i bagnini 136 e 137 di Miramare sono stati sede di una brutale rissa tra vu’ cumprà, che vedeva schierati da una parte i senegalesi e dall’altra i cinesi, a colpi di mazzate e bottigliate. Inutili i pattugliamenti dei giorni immediatamente seguenti effettuati da 12 carabinieri insieme ai militari del quarto battagliore del Veneto e del settimo Vega tra Miramare e Rivazzurra, fino al bagno 120. Sentinelle accostate ogni 3 metri tengono in costante aggiornamento tutta la rete di venditori abusivi. Il problema si sta espandendo a macchia d’olio e ormai le forze dell’ordine non bastano più. Certo, c’è anche un problema di cultura. “In tanti ormai effettuano gli acquisiti da questi venditori ” hanno detto il presidente Vitali e il sindaco Gnassi. Mettere in piedi questa sperimentazione costerà, e non poco. Circa 50-60 mila euro. E a metterli sarà in prevalenza la Camera di Commercio e una piccola quota le associazioni di categorie. Niente dai bagnini, che comunque hanno siglato il protocollo d’intesa.

In sintesi il Prefetto, in accordo con l’amministrazione, vede soluzione nel modello adottato a Jesolo, con le spiagge presidiate dai vigilanti privati, sradicando il problema dell’abusivismo. Che a Rimini, al tramonto, dalle spiagge prosegue lungo i marciapiedi del lungomare. (d.c.)

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