Scopri i falsi miti, come portare a tavola l’acqua giusta

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di MILENA ZICCHETTI

Prima di sfatare alcuni falsi miti legati al mondo dell’acqua (minerale e non), ecco il quarto e ultimo appuntamento sui “tecnicismi” delle minerali. Dopo aver parlato dell’importanza del Residuo Fisso e della lettura dell’etichetta ed elencato le 7 cose che bisogna assolutamente sapere (VAI ALL’ARTICOLO), ora cerchiamo di capire, a seconda della quantità e del tipo di sali contenuti, quali sono le indicazioni e le proprietà specifiche delle acque, così che ognuno possa trovare quella più consona alle proprie esigenze.

Tutte le tipologie di acque a disposizione

Eccole una ad una. Partiamo dall’acqua “Bicarbonata” (bicarbonato > 600 mg/l). Questa è particolarmente indicata per chi soffre di patologie renali e, per la sua azione diuretica, nelle forme di cistite cronica. Se bevuta durante i pasti favorisce la digestione, mentre se assunta a digiuno è indicata per chi ha problemi di acidità gastrica. E’ inoltre consigliata anche a chi pratica sport, in quanto la presenza di bicarbonato è in grado di contrastare la formazione dell’acido lattico. Poi c’è l’acqua “Solfata” (sali di zolfo > 200 mg/l), se assunta in grande quantità, può avere un effetto lassativo. Non è indicata durante la crescita e dopo la menopausa, in quanto i solfati possono interferire con l’assorbimento del calcio. La “Clorurata” (cloruro > 200 mg/l), invece, favorisce un buon funzionamento intestinale, delle vie biliari e del fegato, ma se assunta per un periodo prolungato, può avere una azione lassativa e purgativa. Sconsigliata in caso di disturbi renali e nei soggetti ipertesi. L’acqua “Calcica” (calcio > 150 mg/l) è particolarmente indicata per chi non beve latte o mangia latticini (per problemi di intolleranza), per i bambini e gli adolescenti nella fase della crescita, alle donne in gravidanza o in menopausa e come aiuto nella prevenzione dell’osteoporosi.

Avanti ancora, un po’ di pazienza. L’acqua “Magnesiaca” (magnesio > 50 mg/l) svolge soprattutto una azione purgativa e lassativa, ma può essere utile anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi grazie ad una sensibile azione di dilatazione delle arterie. Il magnesio è inoltre molto importante nell’attività del cervello, per limitare lo stress, aiuta a prevenire crampi o affaticamento muscolare e può avere inoltre un ruolo importante nella terapia delle patologie ostetrico-ginecologiche, in particolare nella gravidanza, nella sindrome premestruale e in quelle tipiche della menopausa. La “Fluorata” (fluoro > 1 mg/l ) è un vero toccasana per rinforzare i denti (soprattutto nella fase della crescita) e per la prevenzione della carie, o per chi ha problemi di osteoporosi. E’ però di fondamentale importanza limitarne l’utilizzo per brevi periodi, in quanto un eccesso di fluoro può causare l’effetto contrario e risultare quindi nocivo per la salute di denti e ossa. Passiamo ora all’acqua “Ferruginosa” (ferro > 1 mg/l), indicata come integratore per chi ha problemi di anemia da carenza di ferro e per tutte quelle persone che hanno bisogno di un elevato quantitativo di ferro come i lattanti, gli adolescenti, gli sportivi e le donne in gravidanza. La “Sodica” (sodio > 200 mg/l) si adatta bene per coloro che svolgono attività sportive in cui si suda molto o, per lo stesso motivo, nei periodi estivi. Controindicata invece per coloro che soffrono di ipertensione. Quella “a basso contenuto sodico” (sodio < 20 mg/l) è indicata per le diete povere di sodio e per combattere l’ipertensione e la ritenzione idrica.

Anche la presenza di anidride carbonica o la quantità del pH può avere determinati effetti. L’anidride carbonica aumenta l’acidità dell’acqua (se > 250 mg/l l’acqua si definisce infatti “Acidula”). Ha effetti positivi sull’organismo limitando la crescita dei microrganismi, è però controindicata per le persone che soffrono di acidità di stomaco, gastrite o ulcera gastrica e per chi è predisposto a fermentazione intestinale. A seconda invece del valore del pH abbiamo acque acide (pH <7), solitamente indicate per chi ha problemi di digestione, mentre quelle basiche/alcaline (pH >7) servono per riequilibrare una eccessiva acidità di stomaco. Naturalmente le caratteristiche appena indicate non devono essere considerate come “terapia” perché l’acqua da sola non può guarire o prevenire una particolare patologia: per questo occorre consultare il proprio medico. Quello che è certo, è che bere l’acqua giusta, abbinandola ad una sana alimentazione e buone abitudini di vita, può essere un buon supporto.

Bene, anche per questo appuntamento è proprio tutto. Chi l’avrebbe mai detto che dietro un elemento così “semplice” come l’acqua potesse in realtà esserci un mondo cosi vasto? E non è ancora finita! Ne vedremo delle belle proprio con i falsi miti divertendoci con un simpatico “gioco” sugli abbinamenti acqua-cibo.

© MILENA ZICCHETTI Copyright lapiazzarimini.it  – Tutti i diritti riservati

 

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