Riminese, cresce la povertà

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Un senza tetto a terra (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Gugliemo (Valter) Martinese è uno tra i più massimi ricercatori statistici del teritorio, e non poteva mancare la sua collaborazione nella stesura di questo importante Rapporto sulle povertà della Caritas diocesana di Rimini. “E’ uno strumento molto valido – dice – che raccoglie e racconta problemi veri del nostro territorio. La Caritas è in prima fila, sono bravissimi e fanno un grande lavoro in prima linea. Faccio i complimenti alla responsabile dell’Osservatorio sulle povertà Isabella Mancino e ai sui collaboratori. Ho collaborato nella ricerca dei dati macro e micro economici di Italia, Regione e provincia di Rimini. Importante il Focus group con associazioni, istituzioni e Prefettura”.

E’ giunto alla IX edizione il Rapporto sulle povertà della Caritas diocesana di Rimini. L’obiettivo è quello di documentare e comunicare, a più persone possibili, quanti e quali siano le povertà presenti sul territorio riminese. Conoscere per sensibilizzare, per promuovere azioni di solidarietà e per far sì che la nostra comunità sia sempre più attenta ai bisogni di tutti, anche di coloro che sono ai margini. Il tema di approfondimento scelto in questo Rapporto è quello del lavoro, è chiaro infatti che la causa principale dell’aumento delle povertà è proprio la mancanza di occupazione. I poveri aumentano perché il lavoro non c’è. Sono stati quindi coinvolti più Enti presenti sul territorio con il fine di comprendere meglio quale sia la situazione economica e occupazionale a Rimini e in quale direzione si stia andando. È stato realizzato un tavolo di confronto con Camera di commercio, Inps, Centro per l’impiego, Prefettura, Università, associazioni di categoria, banche e sindacati. In un periodo come questo è infatti necessario lavorare insieme, cercare sinergie per offrire risposte il più possibili adeguate alle persone che si rivolgono agli sportelli della Caritas e di altre realtà. La crisi è in atto dalla fine del 2008 e nel 2012 alla situazione già grave si è aggiunta anche l’abbondante nevicata avvenuta in febbraio e il forte terremoto in Emilia a maggio. Peggiorando ulteriormente la situazione economica, soprattutto per quel che concerne industrie, allevamenti e agricoltura.

I dati dei Centri di ascolto presenti in diocesi. I dati 2012 raccolti dai 33 Centri di ascolto presenti in tutta la diocesi mostrano quanto la situazione di disagio sia crescente. Aumentate le persone che si sono rivolte alle Caritas: da 6.130 nel 2010 a 7.025 nel 2012, quasi mille in più in soli due anni. Sono aumentati i residenti: nel 2011 erano 2.756 (tra cui il 30% italiani e il 66% stranieri), nel 2012 sono 3.010 (tra cui il 32% italiani e il 65% stranieri). Aumentate le famiglie: nel 2010 il 33% degli individui che si è rivolto alle Caritas viveva con la propria famiglia, nel 2012 questa percentuale è salita al 40%, quindi il numero stimato delle persone in stato di disagio nel 2012 raggiunge circa le 18.300 unità. Tra questi molti sono minori: solo la Caritas diocesana ne ha contati 422. Sono aumentati di quasi il 50% in soli due anni gli italiani, sono 1.846. Il 56% uomini e il 44% donne, tra quest’ultime la maggior parte è coniugata, mentre gli uomini sono prevalentemente celibi. Il problema che maggiormente riportano è quello del lavoro, ma non è il solo, infatti a questo seguono le difficoltà economiche e abitative che si intrecciano con situazioni familiari complesse e conflittuali. Aumentati i giovani, sono 478 coloro che hanno tra i 19 e i 24 anni (il 20% in più rispetto al 2010) e gli anziani, over 75, sono 105 (il 110% in più rispetto al 2010). Si tratta prevalentemente di giovani stranieri, in gran parte rumeni, ma cresce anche il numero degli italiani (il 15,6% degli italiani ha tra i 19 e i 24 anni). I giovani faticano nella ricerca di un lavoro, e lamentano di vivere rapporti difficili con i familiari. Gli anziani aumentano perché le pensioni non bastano e i figli, nel caso ci siano, non riescono a provvedere alle spese dei genitori malati e anziani, ma anzi cercano da questi ultimi un sostegno economico e morale, specie se hanno perso il lavoro e di più se si sono separati o divorziati dal coniuge. Diminuiti di quasi il 3% gli immigrati, se nel 2011 erano 5.295, nel 2012 sono 5.142, restano comunque la maggior parte delle persone che si sono rivolte alle Caritas presenti in diocesi (sono il 73,2%). Tra le nazionalità prevalgono: – rumeni (1.143): rispetto al 2011 sono aumentati di quasi il 2%; nonostante la crisi economica in atto e le poche prospettive di lavoro, continuano a venire in Italia. La maggior parte sono coniugati e fanno avanti e indietro fra Italia e Romania, vengono qui per la stagione estiva, ma anche per lavori nel settore edilizio e agricolo; – marocchini (956): aumentano del 26%, rispetto al 2010, per la precisione sono aumentate le donne marocchine (sono il 10% in più rispetto al 2010). I mariti hanno perso il lavoro e non riescono più a trovarlo, coloro che avevano usufruito della Cassa integrazione l’hanno terminata, ora spetta alle donne trovare una “soluzione”. La presenza maggiore dei marocchini è registrata soprattutto nelle Caritas dell’entroterra riminese; – ucraini (754): le nazionalità dell’Est Europa sono diminuite (Ucraina -11,6% rispetto al 2011, Russia -26,5% rispetto al 2010). Questo calo è dovuto alla diminuzione delle richieste di badanti da parte delle famiglie italiane: le donne dell’Est, prevalentemente impegnate in questo settore, hanno optato per altri Paesi o per altri mestieri. Altre non si rivolgono più alla Caritas perché si sono ben inserite sul territorio e in caso di difficoltà si affidano alle proprie connazionali con le quali si è instaurata un fitta rete di amicizie e solidarietà; – albanesi (377): aumentati del 36,1% rispetto al 2010. Questo incremento è combaciato con l’aggravarsi della crisi economica. Presenti sul territorio dagli anni ’90 si erano ben inseriti nel mondo del lavoro, soprattutto nel settore edilizio, alcuni avevano persino avviato delle attività in proprio ma, venute meno le occasioni lavorative e finiti gli ammortizzatori sociali, le famiglie albanesi si sono ritrovate in grosse difficoltà, anche perché spesso si tratta di famiglie numerose.

Aumentati di quasi il 70%. rispetto al 2010, coloro che vivono in casa in proprietà: sono 219 persone tra cui: giovani coppie (16 italiane e 11 straniere), adulti che vivono soli o con familiari o amici (105 italiani e 37 stranieri) e anziani (44 italiani). Cresce anche la percentuale di coloro che vivono in case in affitto da Ente pubblico, sono il 79% in più rispetto al 2010. Complessivamente sono 3.834 coloro che hanno un domicilio, tra questi il gruppo più numeroso è rappresentato da coloro che sono in casa in affitto da privato: 3.302 persone. Tra coloro che hanno casa riscontriamo problemi con le banche per il pagamento dei mutui, difficoltà nel pagare gli affitti e quindi numerosi casi di rischio sfratti e difficoltà con gli enti gestori delle utenze. Spesso gli operatori Caritas si sono fatti portavoce di queste problematiche chiedendo direttamente agli enti la rateizzazione delle spese. Numerosi sono stati gli aiuti economici per far sì che intere famiglie non si trovassero in strada o senza luce, acqua e gas. Aumentati del 44%. rispetto al 2010 coloro che sono privi di abitazione, si tratta di 1.167 persone. Complessivamente sono 2.242 coloro che hanno dichiarato di non avere un domicilio stabile (si appoggiano da amici, dormono in rifugi di fortuna, in macchina o in strada). Con la crisi economica coloro che faticavano a pagare l’affitto sono finiti in strada e, non trovando lavoro, non riescono a vedere soluzioni, se non quella di spostarsi da un posto all’altro per cercare nuove occupazioni. Aumentati del 14,2%. rispetto al 2010, i disoccupati, sono 4.690. Scendono del 41,9% rispetto al 2010 e del 11,8% rispetto al 2011 coloro che hanno un’occupazione. È evidente che il problema più grave è proprio l’assenza del lavoro, ma anche quando c’è, non è sufficiente per sostenere le spese economiche della famiglia e dell’individuo.

I dati della Caritas diocesana. La Caritas diocesana nel 2012 ha incontrato 2.530 persone, il 52,5% è rappresentato da persone che si erano già rivolte alla Caritas in passato. Una percentuale così elevata di “ritorni” non si era mai registrata, tale fenomeno evidenzia che chi si trova in stato di povertà, difficilmente riesce a uscirne in un lasso di tempo breve. Sono il 4% in meno rispetto al 2011 i cittadini stranieri che si sono rivolti alla Caritas diocesana nel 2012, restano comunque il gruppo più numeroso pari a 1.779 persone. Prevalgono rumeni, marocchini e ucraini. Tra gli immigrati 268 sono residenti a Rimini. Aumentano di circa 100 unità gli italiani: passati da 659 nel 2011 a 750 nel 2012. Un italiano su due non si era mai presentato alla Caritas in passato, si tratta quindi di italiani che prima non erano in una situazione di bisogno. Coloro che hanno residenza a Rimini sono 218. L’aumento degli italiani presso la Caritas diocesana è stato registrato soprattutto in mensa e nel dormitorio. L’Associazione Famiglie Insieme nel 2012 ha aiutato 320 famiglie, per un totale di prestiti pari a circa 300 mila euro di cui: 192 mila euro per affitti e utenze, 25 mila per spese sanitarie, 43 mila per il pagamento di automezzi (assicurazioni, bolli ecc.),12 mila per spese scolastiche e i rimanenti per arredi e ricongiungimenti familiari.

I dati delle altre realtà. La Mensa dei frati cappuccini dell’Opera Sant’Antonio nel 2012 ha incontrato 1.998 persone, mentre nel 2011 erano 1.883. Cresce il numero degli italiani passati da 377 nel 2011 a 452 nel 2012. Seguono rumeni, ucraini e marocchini. Aumentati i pasti serviti in mensa, passati da 45.986 nel 2011 a 48.429 nel 2012. Cresciuto notevolmente anche il servizio docce, segnale di un aumento di persone che vivono in strada, da 1.277 nel 2011 sono passate a 1.917. La Capanna di Betlemme dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, nel 2012 ha dato ospitalità a 851 persone, di cui 713 uomini e 138 donne, per un totale di 17.774 notti. Nel 2012 le persone sono il 5% in più rispetto al 2011 e il 15% rispetto al 2010. Le accoglienze totali sono aumentate del 13% dal 2011 e dal 2010. L’Assocciazione Banco di solidarietà Onlus opera attraverso la consegna a domicilio di pacchi alimentari a famiglie in difficoltà. Si tratta quindi di persone che hanno tutte un domicilio. Nel 2012 ha assistito 261 nuclei familiari di cui 72 nuovi, complessivamente si tratta di 564 persone (392 adulti e 172 minori). I pacchi distribuiti sono stati 3.572, contro i 2.353 per 217 nuclei familiari del 2011. I Centri di aiuto alla vita presenti a Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria e come servizio delle Caritas parrocchiali di San Mauro Pascoli, Coriano e Morciano, nel 2012 hanno aiutato complessivamente 680 mamme in difficoltà, contro le 569 mamme del 2011. Altissima la percentuale di mamme che hanno dichiarato di non essere in grado di sostenere le spese degli affitti e delle utenze. Il Centro di solidarietà ha accolto circa 500 persone, tra uomini e donne. Si tratta principalmente di over 35 per la maggior parte italiani. Gli utenti stranieri sono soprattutto nord-africani, albanesi ed europei dell’Est. Circa 430 sono persone appartenenti a categorie di svantaggio tra cui: 15 in cassa-integrazione, 35 disabili e circa 150 disoccupati di lungo periodo e/o privi di titoli di studio. Acli Colf nel 2012 ha incontrato 350 assistenti familiari. Ha segnalato una leggera diminuzione della disponibilità di lavoratrici straniere, (311 nel 2012 contro le 405 del 2011) è invece aumentata la richiesta da parte delle cittadine italiane. Complessivamente sono andati a buon fine 120 contratti, contro i 178 dell’anno precedente.

L’Associazione Rumori sinistri nel 2012 ha avuto 120 contatti telefonici con lavoratori stagionali, si tratta prevalentemente di donne rumene, ma non mancano anche le segnalazioni da parte di lavoratori italiani, senegalesi e altre nazionalità. Su 120 persone 7 hanno dichiarato di lavorare in nero, le altre hanno in gran parte contratti a chiamata o part time. Lo Sportello sociale del Comune di Rimini nel 2012 ha incontrato 1.795 persone, contro le 1.312 dell’anno precedente: 341 persone hanno fatto richiesta di contributo economico (nel 2011 erano 272), 212 hanno segnalato di avere problemi con la casa (nel 2011 erano 118), 201 con il lavoro (nel 2011 erano 105) e 78 hanno ricevuto lo sfratto (nel 2011 erano 20). Gli Sportelli sociali di Riccione e Misano hanno incontrato 360 persone. Tra le persone che si sono rivolte allo Sportello il maggior numero è rappresentato dagli italiani, seguono: nord africani, europei dell’Est, sud americani, senegalesi e nigeriani. Sempre di più durante i colloqui le richieste vertono sulla ricerca di un alloggio; gli sfratti sul territorio di Riccione, nel 2012, sono stati più di 100. Nel 2012 lo Sportello sociale di Bellaria Igea Marina ha incontrato 583 persone di cui 117 sono nuovi casi; 20 persone si sono rivolte per problematiche inerenti a sfratti già in fase esecutiva o in fase di notifica. Le richieste di maggior rilevanza sono quelle di natura economica e riguardano il pagamento di bollette.

Gli Sportelli sociali dell’Unione dei Comuni Vallemarecchia nel 2012 hanno incontrato 556 persone. Le maggiori richieste sono state: contributi economici, ausilio/compilazione di documenti, sostegno nella ricerca del lavoro, aiuto per la domanda di invalidità, permessi per disagio lavorativo, pagamenti di affitto.

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