Mimma Spinelli replica a Mario Galasso e “difende” San Patrignano

Il sindaco di Coriano, Mimma Spinelli, "difende" San Patrignano

La dichiarazione di Mario Galasso sulla Comunità di San Patrignano non è affatto piaciuta al sindaco di Coriano, Mimma Spinelli (foto). Ecco il punto. L’attuale assessore provinciale ai servizi sociali ne ha parlato ieri sulle colonne del quotidiano locale La Voce definendola “una comunità chiusa, quasi impermeabile all’esterno, autoreferenziale, e con la quale un dialogo è difficile”. Ma sono parole, dichiara la Spinelli alla piazzarimini.it anticipandoci i contenuti di una nota stampa – “di chi, evidentemente, vive poco il territorio e conosce poco di quanto la comunità fa per esso”.

Per mettere in risalto la presenza attiva e costante nel corianese della Comunità fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, Mimma Spinelli mette sul tavolo le principali attività svolte: la compagnia teatrale presenta la prima di ogni spettacolo alla cittadinanza all’interno del Teatro Corte, la riapertura della biblioteca di Ospedaletto è potuta avvenire grazie alla presenza di due volontari di San Patrignano, le iniziative enogastronomiche locali dove la Comunità è spesso presente. Inoltre – dice la Spinelli – il territorio beneficia, e non poco, dell’indotto creato dalla comunità che si rifornisce da tante aziende della zona e che, con i suoi dipendenti, offre tante opportunità lavorative a persone della provincia.

“Come se non bastasse – dichiara la Spinelli –  mi stupisco che Galasso, assessore provinciale ai servizi sociali, si sia dimenticato che San Patrignano ha al suo interno una casa alloggio per malati terminali di Aids, convenzionata con l’Asl di Rimini, attraverso cui si fa carico di tante persone residenti nella provincia che nulla hanno a che vedere con la comunità.” Non bisogna poi dimenticare – dice ancora il sindaco di Coriano – il valore sociale che San Patrignano rappresenta per centinaia di tossicodipendenti provenienti da tutta la provincia e ospitati gratuitamente e per le attività di prevenzione dalle dipendenze messe in atto all’interno delle scuole. “E tutto ciò si può definire chiusura?” conclude la Spinelli. (B.R.)