“Lucciole”, Rinaldis (Aia): “Insulto alla dignità umana, o si proibisce o si regolamenta”

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di Patrizia Rinaldis *

Come ogni anno il problema della prostituzione si ripresenta con tutte le sue criticità. Tutte le città si dovrebbero sentire offese per lo spettacolo che spesso si presenta ai turisti e ai cittadini. È un insulto alla dignità umana e Rimini, località importante a livello turistico internazionale, è stanca di presentarsi alle famiglie con questa mancanza di decoro. Decine e decine di lucciole quotidianamente percorrono i nostri marciapiedi sapendo di poterlo fare. Un settore che non conosce crisi. Infatti, nonostante l’impegno della Amministrazione passata e di quella attuale, le ordinanze prodotte dai Sindaci (solo Gnassi ne ha presentate due) sono state tutte rigettate dalla nostra Procura. L’impegno delle forze dell’ordine si scontra con una mancanza di strumenti: non esiste il reato sull’esercizio della prostituzione, ma soltanto lo sfruttamento della prostituzione e chi esercita questo mestiere conosce la normativa. In questo modo abbiamo soltanto arricchito alcuni avvocati e lasciato l’amaro in bocca a chi tutt’oggi si impegna in questa battaglia. È ora che si affronti una strategia a livello nazionale in linea con quello che succede in altri paesi Europei. Non si possono lasciare sole le città ad affrontare il problema con le armi spuntate. Non si possono lasciare sole le donne che vengono sfruttate. Non dimentichiamoci l’insegnamenti di Don Oreste Benzi che ha cercato di risolvere il problema sensibilizzando la società attraverso tutti gli organi mediatici e che ha trascorso ore della sua vita sulla strada per cercare di dare un’altra opportunità a queste ragazze. Non si debella il mestiere più antico del mondo, la pratica della prostituzione era considerata un male necessario, una posizione assunta anche da Sant’ Agostino ma dietro la strada si nasconde un anello della criminalità organizzata che si arricchisce e che resta impunita su questo sporco traffico. È questo che vogliamo? Ma c’è chi lo sceglie per professione. Come dice Machiavelli “il fine (soldi) giustifica i mezzi” e quindi le parole e i falsi perbenismi non portano a risultati anzi in questo caso andrebbe regolarizzata la posizione fiscale. Potremmo anche pensare ad un accordo con l’Ufficio delle Entrate che una parte di questi introiti restino sul territorio: probabilmente potremmo incassare più dell’imposta di soggiorno. Chiederò anche alla Federalberghi Nazionale di farsi portavoce sui tavoli della politica di questo problema affinché venga veramente affrontato, lo Stato non può restarne fuori dalla disputa o si proibisce o si regolamenta. Esempio in Inghilterra è illegale attirare clienti in strada o in luogo pubblico mettendo così di fatto la prostituzione fuori legge. E’ così difficile prendere una posizione?

 *Presidente Associazione Albergatori Rimini

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