Il museo in “onda” con le radio storiche

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STORIA Emanuela Furia e Iacopo Suzzi del Museo delle Radio. Per informazioni sulle visite tel. 0541 343808 (foto lapiazzarimini.it)

di MILENA ZICCHETTI

Impossibile resistere alla tentezione di lasciare la postazione di lavoro e visitare personalmente questo nuovo museo allestito presso lo Spazio Mostre della Stazione in Piazzale Gramsci. Qui, infatti, è nato il Museo delle Radio Storiche, curato dalla restauratrice Emanuela Furia in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e Verdeblu.

Inaugurato lo scorso 4 luglio, ha finalmente dato una collocazione fissa e definitiva a questo straordinario patrimonio, di grande valore, che fino ad ora è sempre stato itinerante. L’esposizione raccoglie ben 143 radio, di varie marche e nazionalità, tutte funzionanti ed in buone condizioni. A parte qualche pezzo relativamente recente, ma si parla comunque degli anni ’40-’50, sono tutte risalenti al periodo compreso tra la metà degli anni ’20 e la fine degli anni ’30. Lo scopo della mostra, intitolata “sulle onde della storia”, è quello di far conoscere e raccontare al pubblico, il fascino e l’evoluzione di una tecnologia di cui oggi siamo tutti un po’ “schiavi” e che si è comunque rilevata fondamentale nello sviluppo dei moderni mezzi di comunicazione.

I modelli presenti sono davvero i più disparati e ad illustrare ogni piccolo particolare e singola radio è Iacopo Suzzi, una guida davvero appassionata ed esperta che, nonostante la giovane età, è capace con le sue descrizioni e racconti, di riportare il visitatore indietro nel tempo. Troviamo dalle prime radio, ingombranti e poco curate, alle radio realizzate per essere dei veri e propri oggetti di arredamento, come il “mobile radio” ad esempio, fino ad arrivare alla forma più elaborata di soprammobile e di consolle. Esposte anche due radio risalenti al periodo del fascismo, con tanto di mobiletto e fasci littori e un particolarissimo giradischi da pic-nic, “talmente raro” racconta Iacopo, “che un collezionista in visita al museo, ha detto di averne visto solo un altro modello vent’anni fa”.

“E’ molto bello che il comune abbia deciso di investire in cultura, così da far conoscere Bellaria non solo per il turismo e il mare” dice Emanuela Furia, curatrice dell museo. “Il primo blocco di radio è stato acquistato nel ’93 da un privato, continuando poi di volta in volta ad acquistare tutti gli altri pezzi fino ad arrivare all’enorme patrimonio attuale. Sono tutti molto preziosi, alcuni addirittura introvabili. Le posso poi dire che sono venuti a vedere la mostra anche molti collezionisti e abbiamo riscontrato che la nostra, è una delle collezioni più ricche a livello nazionale. Non nascondo che queste sono grandi soddisfazioni!”. Buona la risposta anche da parte del pubblico, con una registrazione di 50/80 presenze a sera tra cui, sottolinea la dottoressa Furia, “tantissimi sono anche i bambini, accompagnati dai genitori e dai nonni, curiosi di vedere quelle che sono le antenate dell’attuale i-pod”.

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta tutti i giorni dalle ore 20:30 alle ore 23:00 fino all’8 settembre 2013, ma vista l’affluenza, è possibile che rimarrà aperta anche nel periodo invernale in concomitanza di fiere ed eventi. Una occasione interessante ed educativa per far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, da dove tutto è cominciato.

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