I cani di Coriano trasferiti a San Patrignano

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Quello che si è palesato agli occhi del Sindaco Mimma Spinelli, accompagnata da Polizia Municipale, Carabinieri e cooperativa chiamata a effettuare il trasferimento degli animali, presentandosi presso il canile comunale è stato qualcosa del tutto inaspettato. Al cancello principale i volontari dell’associazione “Amici di Benny”, che gestiscono la struttura da anni, hanno fatto trovare attaccato un cartello con i 26 musi dei cani ospiti, molti dei quali con una croce sopra. Già, perché nelle ore precedenti lo sgombero l’associazione si è data da fare con un passaparola incessante per dare in adozione cani e gatti. Riuscendo così a trovar casa a tutti i 21 felini e a 15 cani, in una staffetta andata avanti dalle ore 16,30 alla mezzanotte del martedì precedente.

Inoltre, fin dalle prime ore dell’alba di mercoledì, volontari e animalisti hanno formato una sorta di scudo davanti al canile con l’obiettivo di non permettere l’ingresso agli operatori incaricati di sgomberare l’area: sdraiati a terra, assiepati contro il cancello d’ingresso, minacciosi e in alcuni momenti si son raggiunti attimi di grande tensione, ma il Sindaco è riuscito a entrare nel canile e a supervisionare le attività di trasferimento degli ultimi 10 cani con destinazione San Patrignano. Il Sindaco ha più volte ripetuto a tutti i presenti che “il canile non verrà chiuso definitivamente. Che i cani non saranno definitivamente spostati a San Patrignano. Ma, fatti i lavori di adeguamento dell’area, con le dovute autorizzazioni sanitarie (allo stato attuale mancanti), il canile potrà ricominciare la propria attività e i cani trasferiti potranno tornare a vivere qui”.

Le polemiche, però, non si son fermate e son continuate soprattutto sui social network e, in particolare, sulla pagina facebook “Canile di Coriano” dove delle donne hanno “colpito” verbalmente il Sindaco sia per il modus operandi con cui è stato temporaneamente chiuso il canile e sia per i suoi modi di vestire e di porsi. Sono volate parole grosse, insulti di un certo spessore :“Ma cosa vuoi aspettarti da un cesso di donna altezzosa e gasata come quella…” e ancora “a costo di andare in galera la pigliavo per il collo…tanto in galera manco ci va il Kabobo che ha picconato 3 persone… sono stufa di subire la superiorità di chi si crede al di sopra solo perché è sindaco… ma va a c…!” e infine “ma cosa vuoi aspettarti da un c…. di donna altezzosa e gasata come quella… lei se la tira e si fa fotografare con la (nostra) si fa per dire ministrazza nera!” Parole che hanno indotto gli amministratori locali a intraprendere le vie legali e che hanno fatto immediatamente riflettere la Spinelli: “Ma se fosse stato un uomo il sindaco, queste donne si sarebbero comportate alla stessa maniera?” (B.R.)

 

 

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