Gnassi ce l’ha fatta, bilancio approvato sull’orlo di una crisi (di nervi)

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Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Alla fine la maggioranza ha tenuto e il sindaco Andrea Gnassi porta a casa il risultato. Dopo sette ore di lavoro, il Consiglio Comunale  ha approvato il Bilancio di previsione 2013 con tutti gli atti collegati. Con un lungo percorso siamo arrivati all’approvazione – ha dichiarato l’assessore Gian Luca Brasini. Dopo i tagli (secondo Palazzo Garampi dal 2011 sono stati pari a oltre 18 milioni di euro, ndr), il Comune di Rimini “ha dato un drastico taglio alle spese (-2.724.234 milioni),  senza però arretrare sul capitolo principale di investimento, il welfare, su cui il Comune ha investito 572mila euro in più rispetto allo scorso anno”. Più di un motivo di soddisfazione deriva dalla “bassa” imposizione fiscale: “più agevolazioni per l’Imu (confermate quelle del 2012, introdotte quelle per le abitazioni locate a canone concordato e per i capannoni produttivi) e un’aliquota di addizionale Irpef che è la più bassa della Regione e con una soglia di esenzione più alta degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna (fino a 15mila euro, ad agevolare 29mila cittadini di cui il 75% dipendenti e pensionati). “Inoltre – aggiunge Brasini –coerentemente con il percorso che stiamo seguendo da quando ci siamo insediati, anche quest’anno non abbiamo inserito in parte corrente gli oneri di urbanizzazione”.

“Questo è il bilancio di una città che ha una traiettoria precisa – spiega invece il sindaco Andrea Gnassi -. Investiremo sulle infrastrutture scolastiche 12 milioni di euro. Altro pilastro è la sostenibilità, quindi il sistema fognario, questione che non si può risolvere in due anni ma su cui si sta lavorando concretamente. Basti vedere il cantiere aperto al Parco Marecchia e altri stanno per partire. Nel bilancio sono previsti 23 milioni per il sistema fognario, di cui 8 provenienti dal Piano Città nell’ambito del progetto per la zona sud di Rimini, gli altri messi dal Comune. Sono queste le ‘travi’ del bilancio, travi che non devono essere perse di vista, magari per focalizzarsi su delle pagliuzze che rischiano di distogliere l’attenzione dalla validità di un bilancio solido e virtuoso”.

Ma il Movimento 5 Stelle, nel corso della stessa seduta, ha chiesto a gran voce  le dimissioni del primo cittadino. Nel bilancio e negli incontri che l’hanno preceduto – avevano già avuto modo di dire i pentastellati – “si glissa su argomenti di fondamentale importanza”. E poi – scrivono sul loro blog i grillini: cosa obbliga il Comune di Rimini ad insistere nella destinazione di risorse per opere inutili, anziché provvedere alle vere emergenze del sistema Città? L’elenco: emergenza fogne, reti gas (che producono reddito), TRC, “opera costosa di cui si vende un futuro sopravvalutato fatto di insostenibilità economica, che tra l’altro è addirittura disallineato con i principi del Masterplan in quanto crea un ulteriore frattura nel territorio”.

Ma il motivo per cui il Movimento ha chiesto a Gnassi d’imboccare la porta d’uscita da Palazzo, è un altro:  riguarda la “bomba” d’acqua che si è abbattuta sulla città lunedì 24 giugno (GUARDA LE IMMAGINI DAL WEB A POCHE ORE DAL NUBIFRAGIO FOTO Un giorno terribile per tutti, drammatico per molti (case, hotel, garage e attività allagate). Una tragedia che ha registrato anche due vittime: Florida Bernabè, 89 anni trovata riversa nel proprio giardino e deceduta, secondo l’autopsia, per annegamento. L’altra a Rivabella, con un uomo di  70 anni che non ha retto allo spavento ed è morto per un infarto. Sull’inferno che si è scatenato su Rimini alle ore 17,00  (e sul quale ricordiamo che  la Procura di Rimini ha aperto due specifiche indagini una per disastro e l’altra per omicio colposo), ecco che cosa si sono chiesti i grillini: “Le paratie sono state aperte per tempo? Si potevano aprire prima dell’inizio della pioggia salvando il centro storico dagli allagamenti? Esiste un piano integrato per la salvaguardia della balneazione e per la sicurezza idraulica? Perché si è scelto di concentrare gli sforzi economici solo sul depuratore di S.Giustina, con oltre 40 milioni di spesa, ponendo in chiusura quello di Bellaria appena potenziato e facendo spendere milioni di euro ai cittadini per pompare l’acqua a monte? Cosa ha a che vedere questo con la salvaguardia idraulica e contro le alluvioni?”

Domande che ancora attendono risposte. Quelle ufficiali non hanno convinto tutti. Per il momento il 28 giugno scorso, giorno d’approvazione del Bilancio, con una mano di qua e una di là, il sindaco Gnassi la magia l’ha fatta, anche quest’anno. (dc)

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