Gli occhi della legalità sul turismo, si lavora per creare una banca dati

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LEGALITA' Il Prefetto di Rimini, il Dott. Claudio Palomba, aRiccione nel corso di un incontro sul tema della legalità

Garantire la leale concorrenza tra gli operatori, preservare la qualità dell’offerta turistica e l’immagine della riviera, tenere sotto costante osservazione il possibile interesse al reimpiego di capitali illeciti da parte della criminalità organizzata nella gestione di strutture alberghiere e naturalmente controlli. Sono questi i principali punti oggetto di un importante protocollo d’intesa promosso dalla Prefettura di Rimini e sottoscritto il 14 maggio scorso da Provincia e Comune di Rimini, Comune di Bellaria-Igea Marina, Comune di Cattolica, Comune di Misano Adriatico, Comune di Riccione, Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura di Rimini, Federalberghi Emilia-Romagna, Associazione Italiana Albergatori di Rimini, il Consiglio Notarile (Distretti Riuniti Forlì-Rimini), l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Rimini e l’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Rimini.  I vari uffici comunali – si legge in una nota – si dovranno impegnare a sottoporre alla verifica dell’ufficio antimafia della Prefettura un campione significativo delle SCIA (Segnalazioni Certificate di Inizio Attività, delle “semplici” autocertificazioni) di nuova apertura, subingresso o variazioni soggettive relative alle strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta ed extralberghiere di cui alla L.R. 16/2004, rese ai sensi dell’art. 89 del Codice antimafia. Il campione non dovrà essere inferiore al 20% delle autocertificazioni pervenute e sarà costituito secondo i seguenti parametri di criticità: frequenza dei cambi di gestione della struttura ricettiva interessata nell’ultimo quinquennio; tipologia della struttura ricettiva interessata (struttura con classificazione a partire da quelle a tre stelle e con ricettività compresa tra i 40 e i 100 posti-letto); età anagrafica del richiedente (superiore a 60 anni).

Insieme al campione di cui sopra, il protocollo prevede anche che siano sottoposte alla verifica dell’ufficio antimafia della Prefettura tutte le SCIA di nuova apertura, subingresso o variazioni soggettive relative a strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta ed extralberghiere i cui titolari siano stati, nell’ultimo triennio, interessati da contestazioni di violazioni di legge di natura penale ed amministrativa correlate ad attività oggetto di licenza, da parte delle Forze di Polizia, della Polizia Municipale o Provinciale, dei Vigili del Fuoco, dell’A.U.S.L. ; strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta ed extralberghiere interessate nell’ultimo triennio da almeno 2 cambi di gestione.La Prefettura si riserva di disporre ulteriori verifiche sia a fini di prevenzione antimafia che di legalità generale su strutture e relativi titolari nei cui confronti emergano reiterate irregolarità.

Il documento, che prevede un dettaglato modus operandi, prevede anche che sia costituito, presso la stessa Prefettura di Rimini, un Tavolo di coordinamento composto dai rappresentanti delle Parti contraenti che si riunisce con cadenza almeno bimestrale per l’esame e l’analisi comparata di dati ed informazioni finalizzata a fornire al Prefetto elementi utili ad orientare in modo mirato le attività istituzionali di promozione e tutela della legalità nel settore di interesse. In particolare, la Camera di Commercio e i competenti Uffici comunali si impegnano a fornire alla Prefettura e alle Forze di Polizia elaborazioni dei dati del registro delle imprese con particolare riferimento a quelle del settore ricettivo-alberghiero.

Ferma restando l’immediata applicazione di quanto previsto dal protocollo, le parti – specifica il testo diffuso dalla Prefettura – si impegnano a verificare la possibilità di realizzare una banca-dati informatica delle imprese esercenti l’attività ricettiva e dei relativi titolari, sulla base di un disciplinare applicativo che sarà di seguito concordato nella fase esecutiva del presente protocollo. La banca-dati informatica sarà gestita esclusivamente da ciascun Ente-Ufficio pubblico aderente all’accordo, con esclusione di soggetti privati, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali e sarà accessibile ed alimentata da addetti appositamente accreditati, in numero strettamente limitato alle esigenze di funzionalità. Il protocollo avrà validità due anni.

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