Gli albergatori: “Sarà una stagione difficile”

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di GIOVANNI CIORIA

Cauto ottimsmo. Pessimismo. La questione Iva. La burocrazia. L’aeroporto a rischio. Sono le riflessioni dei presidenti degli albergatori della provincia di Rimini, allargata a Gabicce Mare (il Monte da sempre impreziosisce l’offerta turistica riminese). Quando la natura non ha confini. Maurizio Cecchini, presidente a Cattolica: “Fino a quando non chiudono le scuole, i problemi sono i soliti. Per la seconda metà di giuno sembra che ci sia un discreto interesse, superiore rispetto a quello dell’anno passato. Una partita importante si gioca in maggio con le prenotazioni. E questo perché le nostre imprese mettono in campo un’ottimo rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, questo non significa condividere alcuni prezzi-saldo. Un conto è una sana politica del prezzo, un altro il degrado. Le crisi si affrontano con buon senso e testa. In questo momento però un aiuto dovrebbe arrivare dallo Stato, che dovrebbe incentivare chi riqualifica. Dovrebbe, lo Stato, mettere mano ad una legislazione fatta coi piedi. Dovrebbe anche mettere a disposizione più risorse. Invece, nel carrozzone Enit, pagato i dipendenti, poco resta per la promozione. Inoltre, dovremmo fare come in Francia; dove incentivano il turismo coi buoni vacanza. Là si muovono 8 milioni di persone per un giro d’affari di 2 miliardi di euro; da noi 25mila per un giro di 10 milioni di euro”.

Bruno Bianchini, Riccione: “Forse a luglio si lavorerà. A giugno, le prime due settimane, quest’anno non esistono. Sono difficili anche le altre due. Giugno era il mese degli stranieri, dei gruppi sociali, degli emiliani. Col gap prezzi non riusciamo ad essere incisivi con gli stranieri, i gruppi, causa i tagli delle amministrazioni locali sono sempre meno. Poi c’è la questione terremoto. Sull’aeroporto c’è stata troppa commistione politica-economia, ben oltre le necessità. Forse una volta si poteva, ora non più. Credo che nel turismo sia tutto da rifare, anche se non so se è tutto sbagliato. Gli ultimi 24 mesi di crisi hanno capovolto il mondo. Ogni istituzione che si occupa di turismo si dimostra inadeguata. E’ da 25 anni che ho a che fare con i ministeri; più che essere l’Enit a non funzionare, è l’aria di Roma. C’è troppa lentezza e alcuni luoghi pubblici sono una cosa a parte rispetto al lavoro”. Iliana Baldelli, Misano Adriatico: “Al momento le prenotazioni non sono felici, mancano gli stranieri. Si spera di poter lavortare con i last minute. Diciamo che finora chiedono dei gran preventivi; lavoriamo per quello. La nostra speranza è che l’aeroporto non chiuda. E’ indispensabile. In questo momento più che nei decenni indietro, si ha il bisogno di una politica a sostegno del nostro comparto, sia a livello locale, sia a livello nazionale. Una nostra debolezza è quando svendiamo il prodotto; si fa un male alla collettività. Con i prezzi bassi, si deve tagliare sulla qualità. E si innesta un domino che non porta da nessuna parte. Noi a Misano, grazie al fatto che gli alberghi sono gestiti dalle proprietà, abbiamo strutture aggiornate ed efficienti. Diciamo che nel mio bicchiere mezzo pieno, ci vedo del pessimismo”.

Angelo Serra, Gabicce Mare: “Dalle prenotazioni, siamo alla frutta. Peggio non potrebbe andare. Nel ponte del 25 aprile-primo maggio massimo gli alberghi hanno avuto 10 clienti. Se lo scorso anno di questi tempi avevo il 40% delle prenotazioni, quest’anno sono al 5. Dall’estero poca roba. Credo che la stagione 2014 vada preparata già da adesso. Dobbiamo tornare ad andare fuori a cercare i clienti come facevamo negli anni Sessanta. Insomma, ricominciare daccapo. Per farlo però bisogna muoversi insieme, in consorzio, come stiamo cercando di fare qui a Gabicce Mare. A Roma chiediamo cose concrete: niente tassa di soggiorno, Imu e immondizia adeguate e l’Iva sui livelli della Spagna e della Francia; da noi è al 10%, fuori sul 5-7%. E’ una forbice competitiva che penalizza. Quanto all’Enit, con Andrea Babbi non si potrà fare che un buon lavoro”. Patrizia Rinaldis, Rimini: “Si presenta con un cauto ottimismo. L’incertezza economica, prima ancora della crisi, influisce sulla spesa delle famiglie. Tutte aspettano. Tutti aspettiamo. Il fatto positivo è che si pensa alle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Il sistema turistico di Rimini è molto competitivo; da bandire, ovvio, gli eccessi al ribasso. Per la fiera del Wellness c’è chi fa 16, 19 euro, anche insospettabili alberghi a quattro stelle. Ecco questo fa male. Vuol dire non avere considerazione del proprio lavoro e del valore del territorio. Con la consapevolezza di chi siamo, riusciremmo a lavorare meglio. Ora, lo snodo del nostro futuro è l’aeroporto. E’ imprescindibile. La sua situazione economica, ci fa dire che d’ora in poi non si può non lavorare insieme. La difesa del mio interesse deve finire. Per sempre. Il mio vantaggio è quello degli altri, deve essere quello del territorio. Tutto il parlare, la progettualità si deve tradurre in operatività. Dovremmo iniziare, finalmente, da un ministero con il portafoglio. Con la volontà divina non si fa economia. Noi siamo migliaia di piccole aziende che fanno un totale gigantesco. Il Pil del turismo vale la doppia cifra”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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