Barafonda, una “trilogia” inaspettata

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Manlio Masini mentre autografa una copia del libro (foto lapiazzarimini.it)

Nessuno protrà fermare quest’onda. Guido Lucchini, Michele Marziani. E adesso Manlio Masini col taglio storico. Una “trilogia” sulla Barafonda non voluta. Che però adesso c’è senza che nessuno la progettasse, tanto meno gli autori e gli editori. Chissà, il destino forse. Perchè sulla rappresentazione, reale e fantastica, della Barafonda (così si chiamava un tempo la frazione riminese di San Giuliano) siamo solo agli inizi. Bastava poco per capirlo, oggi, quando a Palazzo del Podestà si sono radunati barafondesi e simpatizzanti per la presentazione dell’agile pubblicazione “La Barafonda. Da luogo dimenticato a centro turistico” edito da Panozzo scritto appunto dal Manlio Masini (foto).

“La parte più interessante è la prima sulle origini della Barafonda – ha detto in un passaggio l’autore, giornalista e studioso di storia locale nonchè direttore di “Ariminum” che al suo fianco aveva Luigina Ricchi dell’associazione Infezna e Ennio Grassi – . Siamo nel 1910 e il nome e le notizie della Barafonda entrano nella cronaca dei giornali locali. Era un’unica zona, il deviatore sul fiume Marecchia non c’era. Ecco io parto da quel momento. C’erano già i primi villeggianti , le case dei residenti in pratica erano baracche, poco o nulla intorno eppure si passavano piacevolmente le serate e c’era la possibilità di divertirsi. Ma è alla fine degli anni ’20 che si inizia a realizzare quale fosse il valore di abitare al mare.”

Il libro si mantiene costantemente con un taglio di ricerca storica fino all’ultimo capitolo quando Masini, invece, fa qualcosa di insolito rispetto alla cifra stilistica che gli è solita. Lascia i documenti e indossa i panni del giornalista, racconta una storia, quella della Capannina, lasciando parlare un personaggio, la cui identità volutamente tralasciamo in questa breve di cronaca. “Alla Capannina sono andati tutti i più importanti cantanti e mi dispiace non aver frequenato allora quel locale” ha detto Masini mostrando una certa nostalgia per quei tempi.

Non capita così di frequente giungere al termine di una presentazione di un libro e vedere così tanta gente che inizia a mescolarsi, parlarsi, iniziare subito a commentare, ricordare, rilanciare. Sembrava una grande famiglia. Per la Barafonda è l’inizio di un nuovo racconto, che forse non finirà mai. (D.C.)

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La trilogia (non voluta) sulla Barafonda. “Barafonda. Storie di gente alla buona e versi in dialetto romagnolo” di Guido Lucchini (1996,Ed. Capitani); “Barafonda” di Marziani Michele (2011, Ed. Barbès); “La Barafonda. Da luogo dimenticato a centro turistico” di Manlio Masini (2013, Ed.Panozzo). Con questo saggio, si entra nell’analisi storica e, attraverso l’osservazione delle mappe, documenti d’archivio e giornali d’epoca, tenta di ricostruire la genesi di San Giuliano Mare. Manlio Masini, è direttore responsabile di “Ariminum”, periodico di arte, storia e cultura della provincia di Rimini e direttore editoriale delle collane librarie “Artisti Riministi” e “Quaderni di Ariminum”, entrambe edite da Panozzo.

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