Il turismo locale batte in testa, male presenze e fatturati

di LARA BADIOLI

fabio galliSono a disposizione i dati provvisori relativi all’andamento di arrivi e presenze turistiche nel periodo gennaio-settembre 2013. Tre trimestri completi che permettono una valutazione più oggettiva circa l’andamento di una stagione in cui la crisi economica ha evidenziato risultati in chiaroscuro. Gli stranieri sono in aumento (russi e tedeschi in primis) e questa è la bella notizia. Un calo generale effettivo, calcolato da gennaio a settembre, pari al -2,7% di presenze e -1,3% di arrivi è quella un po’ più amara.

La percentuale di presenze dall’Italia diminuisce notevolmente (addirittura -3,9%), che tradotto in fatti significa che i turisti di provenienti dallo stivale hanno accorciato i loro soggiorni e che hanno generato meno entrate. Consola un aspetto emerso nell’analisi dei soli mesi estivi: in giugno, luglio, agosto e settembre 2013, gli arrivi sono stati maggiori che nel 2012, pur contando meno presenze totali. Ciò testimonia nuovamente l’accorciamento della durata della permanenza, ma conferma anche che la provincia di Rimini è ancora meta ambita e desiderata, anche se solo per una vacanza “mordi e fuggi”. L’ultimo mese scrutinato dall’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini (dati provvisori) è quello di settembre che si chiude con – 3,3% di arrivi e – 1,8% di presenze. E questo nonostante i risultati in crescita, sia per arrivi che presenze, dell’evento clou del mese, vale a dire il week end del Gran Premio motociclistico ‘San Marino Riviera di Rimini’.

Numeri che portano il parziale dei primi 9 mesi dell’anno a 2.900.442 arrivi (- 1,3% rispetto al 2012) e 14.836.934 presenze (- 2,7%). Crescono gli stranieri e calano gli italiani: rispettivamente + 3,4% arrivi e + 1,1% presenze (i russi con 883.144 presenze e i tedeschi con 766.797 sono nettamente i mercati esteri dominanti) e – 2,7% arrivi e – 3,9% presenze (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, pur con flessioni contenute, rimangono i bacini turistici principali). Con il dato di settembre si completa il focus statistico riguardante la tradizionale stagione dell’accoglienza, vale a dire l’estate. Sommando i numeri di giugno, luglio, agosto e settembre 2013 si ottiene un totale di 2.197.485 arrivi e 12.822.700 notti trascorse in strutture ricettive della Riviera di Rimini. Nel 2012 vennero accumulati, nel medesimo arco temporale di 4 mesi, 2.189.027 arrivi e 13.071.629 presenze. In sintesi, i mesi balneari hanno portato più arrivi (8.458) e meno presenze (248.929), ennesima conferma di una situazione più difficile del previsto sul fronte della spesa (contrazione di numero di giorni) piuttosto che del desiderio di fare vacanza.

L’assessore al turismo della provincia di Rimini, Fabio Galli (foto), nel valutare i dati, esprime anche la necessità di un’ operazione promozionale organizzata a livello nazionale per rilanciare la meta turistica “Italia” nella sua totalità. Obiettivi primari su cui focalizzarsi per lui sono le infrastrutture e l’ innovazione. “Con questi dati è già possibile stilare un primo bilancio di massima per il 2013 turistico – dichiara Galli-. Stagione contraddittoria in cui se da una parte possiamo essere sufficientemente soddisfatti del parziale degli arrivi, segno di una immutata capacità attrattiva del nostro territorio, dall’altra è più scivoloso il dato delle presenze che è anche spia del rilievo sicuramente più negativo dei fatturati. Tutte le difficoltà dell’Italia, e della sua ridotta capacità di spesa, si riflettono sul turismo nazionale, alle prese con diffusi ‘brividi di freddo’ che anche riparandosi non è possibile del tutto evitare. E teniamo conto che la Riviera di Rimini è riuscita a limitare la febbre di qualche linea rispetto alla concorrenza grazie al dato in ascesa dei mercati stranieri, alcuni dei quali ancora non completamente fidelizzati. L’appuntamento di novembre con il dibattito sulla modifica della legge turistica regionale diventa ancor più strategico, alla luce di quest’annata. Possiamo e dobbiamo fare ancora molto come territorio riminese e Emilia Romagna ma è chiaro che se perdurasse l’assenza totale di politiche turistiche nazionali in ordine a promozione, infrastrutture, innovazione, ogni nostro sforzo a livello locale sarebbe come cercare di guarire dalla polmonite assumendo solo uno sciroppo per la tosse”.

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