Sullo scaffale, un nuovo libro di Michele Marziani

La penna dello scrittore riminese Michele Marziani sembra non volersi fermare: esce oggi giovedì 17 ottobre nelle librerie il suo ultimo romanzo “Nel nome di Marco” (Ediciclo, 205 pagg. 14,50€). Pubblicato a quasi dieci anni dalla scomparsa di Pantani, il protagonista non è il Pirata in maglia rosa, ma Fausto, un sacerdote che abbandona l’abito per la donna che ama. Il ciclista, o il suo spettro, gioca tuttavia un ruolo narrativo nella storia. “Nel nome di Marco” è il quinto romanzo per Marziani, che inaugura la nuova collana di Ediciclo dal titolo “Battiti”. Segnaliamo che in questi giorni “Barafonda” (Barbés, 170 pagg. 14€), pubblicato dallo scrittore riminese nel 2011, si è aggiudicato la XIV edizione del premio letterario Francesco Serantini. (al.b.)

 




Fisco, buio pesto sui nuovi provvedimenti

gianluca brasiniNon si è fatto in tempo a prendere confidenza con alcuni acronimi che è già cambiato tutto. “E’ ancora difficile fare proiezioni e calcoli sull’impatto che la Legge di stabilità varata dal Consiglio dei Ministri avrà su Rimini” ha dichiarato l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Gian Luca Brasini. – Siamo in una fase di studio, nel tentativo di districarci nella giungla di acronimi e nuove normative, senza avere un testo sottomano e senza numeri di riferimento. Per questo, ad oggi, qualsiasi simulazione potrebbe essere fuorviante. Qualche considerazione però si può già fare. A partire dal fatto che ci troviamo a fare i conti con la terza modifica alla tassazione sugli immobili compiuta nel giro di tre anni. Cambi di direzione che hanno creato confusione nei cittadini e messo sotto stress l’ufficio tributi e tutto il sistema amministrativo, a discapito ancora una volta dei cittadini”.

Non mancano certo aspetti poco chiari sulle cifre. “Anche questa Legge di stabilità ci lascia delle perplessità – spiega Brasini –  in primis perché se ne discute senza sapere ancora i trasferimenti dello Stato agli enti locali del 2013, la cui pubblicazione è stata preannunciata (con tanto di norme di legge) e altrettante volte slittata. La domanda di fondo è semplice: se lo stanziamento di fondi statali sarà solo di 1 miliardo a fronte dei 4,5 miliardi di valore dell’Imu sull’abitazione principale, la parte mancante (3,5 miliardi) chi la metterà? Non vorremmo che il costo di tutta l’operazione dell’abolizione dell’IMU sull’abitazione principale si scaricasse, ancora una volta, sui Comuni e sui loro cittadini. Inoltre, se così fosse, il presunto aumento dell’autonomia impositiva dei sindaci, servirebbe solo a coprire i buchi dello Stato e non a costruire città migliori. Sulla TASI (la tassa sui servizi indivisibili) poi ci sarebbe tanto da dire, anche se in concreto non sembra altro che l’Imu chiamata con altro nome, visto che la Tasi sarà pagata anche dal proprietario di un’abitazione principale. Il proprietario di seconde case, o altro immobile, pagherà invece IMU e TASI, con l’effetto d’introdurre una doppia tassazione sull’immobile. La TASI sarà pagata in quota parte anche dagli affittuari, una scelta penalizzante per chi – solitamente – ha una capacità contributiva inferiore. A questo si aggiunge la Trise, il tributo per i rifiuti, dove pare che non ci siano modifiche: tutti continueranno a pagare. In linea generale, è doveroso evidenziare che ci sono degli aspetti positivi nella Legge annunciata dal Consiglio dei Ministri, come l’allentamento del patto di stabilità, il taglio del cuneo fiscale e l’annunciata esclusione di nuovi tagli nei trasferimenti ai Comuni. Questi “principi” in qualche modo positivi, si scontrano però, con un importo della manovra risibile, che poco può incidere sulle dinamiche degli enti locali, che mai come in questa fase hanno bisogno di certezze e risorse per garantire i servizi ai cittadini.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




Turismo, inaugurato il TTG: tutti i problemi e le opportunità del settore

TTG2013_inaugurazione

Il turismo soffre, altro che. Sul tavolo ci sono un mucchio di problemi. Non si sa neppure quanti saranno esattamente gli alberghi che a Rimini potranno aprire ad aprile prossimo per il problema dell’adeguamento alle norme antincendio. Li ha elencati tutti i nodi venuti al pettine dell’economia turistica locale e nazionale l’assessore regionale al Turismo dell’Emilia Romagna Maurizio Melucci. Proprio oggi, in occasione dell’inaugurazione del 50° TTG Incontri, rassegna che fino a sabato 19 ottobre farà del quartiere fieristico riminese e della città il più grande marketplace turistico internazionale in Italia. Chiarito quanto sia “apprezzabile il rinnovato dialogo tra Ministero e Regioni e anche le indubbie competenze del Ministro” e “il contatto con ENIT per la promozione all’estero”, un minuto dopo l’ex vice sindaco del Comune di Rimini ha sottolineato come siano necessari “segnali concreti” buona parte dei quali si giocano sulla Legge di Stabilità. In sintesi: adesso o mai più, perchè poi sarà difficile trovare le risorse. Eclatante l’esempio Expo 2015 “per il quale sul 2014 non sono previste adeguate risorse per la sua promozione”. Altri temi sono l’imposta di soggiorno “che va corretta perché ha creato situazioni a macchia di leopardo, poi incentivi all’innovazione turistica per esempio estendendo gli incentivi sulle ristrutturazione delle abitazioni private anche alle strutture ricettive, poi arrivare a una classificazione alberghiera unica nazionale, definire il ruolo e le caratteristiche delle imprese turistiche. Ma soprattutto alleggerire fiscalità, semplificare le burocrazia e migliorare l’accesso al credito attraverso la creazione di Distretti e Reti d’Impresa: in Emilia-Romagna ci stiamo lavorando da tempo e i risultati sono molto interessanti”.

Per il Sindaco di Rimini, e neo-Presidente della Commissione Turismo ANCI, Andrea Gnassi “i dati in controtendenza delle presenze di operatori a TTG Incontri e TTI dicono che davvero il turismo è uno dei settori economici trainanti dei prossimi decenni. I dati turistici indicano gli stranieri in aumento e gli italiani in calo. Ciò significa che mentre il mondo investe l’Italia ci prova ma senza avere una vera politica industriale sul turismo. Nel Country Brand Index, che di 118 paesi valuta qualità della vita, ambiente, cultura e affari, l’Italia è solo 15^. Siamo fuori dalle prime dieci posizioni quanto a percezione complessiva mentre siamo primi nelle classifiche dedicate a patrimonio artistico e tradizione enogastronomica. Siamo dunque una destinazione ambita. Considerato che i turisti oggi sono sempre più city users, ovvero cittadini temporanei, il gap da colmare è quello tra i nostri giacimenti turistici e i servizi offerti per i quali serve una politica nazionale mentre oggi in tanti settori, pur con risultati spesso positivi, si va avanti con il fai da te degli operatori”.

Presente all’inaugurazione il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray (nella foto al centro taglia il nastro) che, in apertura del suo intervento, snocciola alcuni dati salienti. “Il turismo vale oggi il 10,3% del PIL nazionale e l’11,7% della forza lavoro occupata in Italia. A livello internazionale il 2012 è stato un anno record per il turismo globale con +4% di flussi su 2011, un trend atteso anche per i prossimi anni.” Il mercato chiede e il Ministro risponde: “Ci sono segnali di vitalità, ma servono linee strategiche coordinate sul medio e lungo periodo e anche azioni concrete che diano da subito risorse e supporto alle politiche del turismo. Il Piano Strategico per il Turismo è ormai pronto e verrà presentato nella sua versione definitiva tra poche settimane – ha annunciato Bray –. Sarà un lavoro di sintesi sulle differenti istanze ricevute che ruoterà su cinque punti chiave: la governance per migliorare il coordinamento del sistema; la valorizzazione dell’ENIT attraverso risorse adeguate; il miglioramento dell’offerta potenziando il patrimonio diffuso e le eccellenze; la riqualificazione della ricettività; l’investimento sulla formazione di tutta la filiera. Nel frattempo stiamo per varare i primi interventi concreti: un Bando da 8 milioni di euro a sostegno delle Reti d’Impresa, per il momento destinati alle piccole e medie imprese ma in prospettiva anche per le grandi; un Decreto per riattivare i Buoni Vacanza; l’istituzione di un Fondo Nazionale per il Turismo a sostegno delle piccole e medie imprese nella riqualificazione dell’offerta turistica. Non ho dubbi che potremo successivamente varare un Decreto Valore Turismo concordato con le Regioni, con le quali stiamo rilanciando il rapporto di collaborazione e siamo pronti a una nuova classificazione alberghiera nazionale e a riprendere in mano il Codice del Turismo. Siamo pronti da subito anche al confronto con ANCI per armonizzare l’imposta di soggiorno attraverso un regolamento nazionale che lo renda un contributo di scopo destinato al turismo. Non c’è dubbio: è la domanda che fa l’offerta e la maggior parte delle scelte turistiche oggi vengono veicolate principalmente dal mondo web sul quale investiremo a partire da un portale Italia.it, totalmente interattivo e multimediale, di cui poter finalmente essere orgogliosi. Obiettivo dell’Expo 2015 sarà quello di proiettare i turisti in tutte le regioni italiane per far conoscere il nostro Paese e creare occasioni di sviluppo. Questo non potrà prescindere da semplificazioni e facilitazioni nell’ottenimento dei visti, a cui stiamo lavorando assieme a ENIT, e soprattutto conoscendo i consumatori attraverso una banca dati per profilare i nostri turisti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA