Moby Cult, torna la balena bibliofila della Riviera

di ALBERTO BIONDI

CENTRO Un incontro relativo alla scorsa edizione nella Vecchia Pescheria

Passi in avanti ne abbiamo fatti e continuiamo a farli. Il volto di Rimini sta cambiando, con la lenta costanza dei mutamenti importanti. Se una volta eravamo fieri di esibire la medaglia di capitale balneare, da qualche anno a questa parte la città lotta per scollarsi di dosso un cliché che inizia a starci stretto: quello di industria turistica a catena di montaggio, in cui l’ospite entra a far parte del solito meccanismo spiaggia-albergo-vita notturna che purtroppo, in tempi di crisi, s’inceppa molto facilmente. L’offerta della Riviera sta cambiando e le iniziative che cercano di spostare l’attenzione dal lungomare al centro storico, dai chiringuitos al Corso, sono sempre più numerose. “Moby Cult, incontri con l’autore” è una di queste e il solo fatto che siamo arrivati alla XXIII edizione la dice lunga sul successo raccolto negli ultimi anni.

Da quando la manifestazione si è spostata dal tendone del porto (vi ricordate?) alla Vecchia Pescheria, il centro si è animato; chi era nei paraggi per infilarsi in una cantinetta magari ha preferito fermarsi ad ascoltare l’ospite prestigioso, il volto noto, e con un pizzico di fortuna i soldi del mojito son finiti in libreria. Perché se da una parte il successo di Moby Cult va ricercato nella crescente offerta culturale di Rimini, dall’altra sono gli ospiti invitati che fanno la differenza e catturano l’interesse: firme del giornalismo, autori, poeti, attori e scienziati, chiamati dall’organizzatrice Manola Lazzarini per promuovere il loro ultimo libro. Il dialogo che nasce con il pubblico è più vicino alle “quattro chiacchiere” tra amici, al talk show letterario, che non al clima imbalsamato delle conferenze ed è anche per questo che negli anni si è formato un vero e proprio pubblico di “aficionados”.

Dodici gli appuntamenti di questa edizione, nove a Rimini e tre Riccione. Si parte a Riccione il 2 agosto con il giornalista Gianantonio Stella che converserà sulla “fiera delle parole” a cui assistiamo ogni giorno in tv e sui giornali; il 3 agosto il documentarista Gianni Fasanella apre il cartellone di Rimini presentando “Una lunga trattativa”, indagine sui rapporti Stato-mafia da poco nelle librerie; martedì 6 agosto è invece il turno di Manuel De Sica, con “Di figlio in padre” assieme all’attore e regista Vittorio; a seguire, l’8 agosto Roberto Pinotti parlerà del suo libro “UFO: oltre il contatto”. Il 10 agosto si torna a Riccione, con Raul Casadei che presenta “Bastava un grillo (per farci sognare)” mentre l’11, a Rimini, l’attrice e monologhista Lella Costa presenta “Come una specie di sorriso”. Il 13 agosto prende la parola un’altra donna, la scrittrice Antonella Boralevi, con il suo “I baci di una notte”, poi il 20 arriva Valerio Massimo Manfredi a presentare “Il mio nome è Nessuno. Il giuramento”. Per il 22 agosto è atteso Mauro Corona, scultore e alpinista, che presenta “Guida poco che devi bere”, mentre il 24 agosto Sergio Zavoli legge “L’infinito istante”. A chiudere la rassegna ci pensano Guido Meda, a Rimini il 27 agosto con il suo “Il miglior tempo”, e Marco Travaglio a Riccione. “L’ammucchiata” è il titolo ironico dato dal giornalista alla serata, che chiuderà il sipario sull’edizione di Moby Cult più ricca di stars.

Gli incontri si terranno presso la Vecchia Pescheria di Rimini e in Piazzetta San Martino a Riccione, alle 21.30. L’ingresso è libero.

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Banche, cambia il volto “buono” della finanza

PRESIDENTI Maurizio Focchi (a sinistra) e Sido Bonfatti (foto Riccardo Gallini)

Cambia il volto “buono” della finanza etica in città. Come è ancora presto per dirlo. Di fatto con l’operazione iniziata a metà gennaio 2013, Banca Carim ed Eticredito hanno dato risposta e reciproche a differenti esigenze che, ufficilamente, rappresentano per la prima quella di “produrre valore economico e sociale e un importante passo nell’ambito del progetto imprenditoriale di Carim” e, quanto alla seconda, per intraprendere “un momento di svolta”. “Per Eticredito – commenta infatti il presidente Maurizio Focchi – la fusione non è un epilogo o una conclusione, ma un momento di cambiamento, una tappa fondamentale in cui trova compimento la strategia di crescita e si rinnova la missione etica in una diversa prospettiva di sviluppo. La ‘dote’ è assai significativa: una esperienza straordinaria al servizio della comunità e che negli ultimi anni s’è concretizzata nell’accesso al credito di 1.757 famiglie in difficoltà e il finanziamento di oltre 70 progetti sociali”.

“L’unione fra le due realtà – dice il presidente di Banca Carim Sido Bonfatti – consente di creare la prima banca commerciale che opererà istituzionalmente anche con finalità etiche. Da oggi convivono le peculiarità di Eticredito, ossia le esperienze di microcredito e finanza etica, la capacità di tenere insieme la dimensione imprenditoriale e il contributo sociale, valorizzando la collettività, le reti, la sussidiarietà, con la struttura riordinata di Banca Carim, efficiente, con una rete distributiva capillare e mezzi necessari per promuovere iniziative su ampia scala. La nuova Banca Carim testimonierà una nuova cultura di impresa, capace di stare fra mercato ed etica, coniugando efficienza ed equità”.

Nel segno della continuità con Eticredito – si legge nella nota dell’istituto – Carim redigerà un Bilancio Sociale per evidenziare l’impatto sociale prodotto sulla collettività, come strumento di gestione della fiducia degli stakeholders e per rendere conto del perseguimento degli obiettivi e delle azioni compiute in coerenza con la missione etica. Banca Carim – leggiamo – continuerà le iniziative di credito sociale e finanza etica attraverso la propria rete di filiali (circa cento). Ripercussione anche sui conti. In tema di effetti economici, per effetto della fusione Carim ritiene che si raggiungeranno anche “sinergie di costo” ottimizzando attività ora frazionate e poste in carico ad entrambe le banche. Grazie al miglioramento dei coefficienti patrimoniali derivanti dall’operazione, Carim – fanno notare i vertici della banca con sede in Piazza Ferrari – potrà creare ulteriori condizioni positive a sostegno dell’economia del territorio e il marchio Eticredito, patrimonio simbolico che distingue e identifica un modello culturale e imprenditoriale che nessun’altra banca può vantare, sarà al centro delle attività etiche realizzate da Carim come elemento qualificativo nella comunicazione nelle iniziative di credito sociale, di finanza etica, di mutualismo e solidarietà. (d.c.)

I conti di Eticredito. Nel 2012 l’isituto di Via Dante ha chiuso con un utile di euro 8.708, negativo dopo il calcolo delle imposte (-24.869). Tale risultato confrontato con la perdita 2011 pari a euro 461.229 – si legge nella relazione di esercizio – registra un netto miglioramento dovuto principalmente al risultato dell’attività di negoziazione che ha recuperato in gran parte le perdite subite per la stessa voce negli anni precedenti. Rispetto alla raccolta, sempre a fine 2012, la banca attesta tale valore globale a 40,0 milioni (+13,54% rispetto al 2011). Bene anche gli impieghi a clientela ordinaria, pari 35,108 milioni di euro con un incremento sull’anno precedente del 6,81%. (d.c.)

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Quando la vita arriva tutta a un “tratto”

di MILENA ZICCHETTI

Forse a nessuno verrebbe in mente di chiedere a un illustratore di farsi disegnare la propria vita. Cosa mai potrebbe tratteggiare così, su due piedi? Eppure davanti a Marianna Balducci (in copertina in uno scatto di Fabio Gervasoni) questa tentazione un po’ viene. Per come l’abbiamo conosciuta noi, Marianna è una ragazza semplice. Ascolta, sorride, infine parla. Ti guarda e sembra che ti disegni mentalmente, in chissà quale spazio poi. Nel suo amato Borgo San Giuliano, Marianna Balducci, classe 1985, ci racconta del lavoro e delle sue passioni. Un personaggio poliedrico: illustratrice “artigiana”, come ama definirsi, lavora nella comunicazione ed è cantante di un gruppo tutto femminile. 100% “made in Rimini”, anche nella formazione universitaria.

Partiamo proprio da questo Marianna, che studi hai fatto?

Ecco, già qui iniziano le stranezze perché il mio percorso non è quello canonico. Ho fatto il liceo scientifico e poi mi sono laureata in moda, indirizzo comunicazione. Già il salto dal liceo scientifico alla facoltà di moda stranisce molto, ma questa formazione un po’ eterogenea, alla fine è servita da supporto a tutte quelle che sono diventate le mie competenze specifiche nel tempo. Il disegno per esempio, che non mi ha mai abbandonato e in cui ho incominciato a credere in realtà non da tantissimo, ma da pochi anni, grazie un po’ anche alla rete. Inizialmente disegnavo principalmente per me. C’era sì qualche lavoro in corso, ma erano sporadici e non ci avevo investito più di tanto. Ho iniziato poi a sentire il bisogno di nuovi stimoli: ho aperto quindi un blog e ho detto “mettiamo sù quello che faccio”. E da lì è partita quella voglia di essere visti, di confrontarsi, di migliorare. Lavoro comunque nella comunicazione, non solo nella moda, per cui alla fine tutto il back ground che mi sono costruita è servito e posso davvero definirmi “multitasking”. L’aver investito nella moda, l’aver scelto quella particolare facoltà, è stato perché in quel momento vedevo quel linguaggio come il più creativo in assoluto, più ancora dell’arte contemporanea, l’illustrazione e il fumetto nello specifico. Vedevo che nella moda si stavano concentrando le massime espressioni di innovazione e intuivo che lì poteva esserci qualcosa di interessante che poi avrebbe sicuramente contaminato anche il resto. E così è stato e di questo sono molto contenta.

ILLUSTRAZIONI L'immagine realizzata da Marianna Balducci per Confine Edizioni.

Nel tuo blog personale condividi molte delle tue illustrazioni: cosa vuoi trasmettere a chi ti segue?

Il blog è stato un grosso aiuto, anche se ho deciso sin da subito di non impostarlo come portfolio professionale. Questo mi da psicologicamente una certa libertà nel postare cose che non necessariamente debbano essere legate tra di loro e lavori molto eterogenei come video, grafiche, schizzi veloci… Alla fine è un po’ un desiderio di raccontarsi. Questo “impianto narrativo” è una cosa che ho dentro da sempre ed è forse anche una necessità personale di esporsi, ma in maniera autentica e solo mia.

Per chi non ti conosce, come ti definiresti?

Sul blog io mi sono definita una artigiana e forse quella è la definizione più istintiva che mi viene. Nonostante sia sempre più frequente l’uso degli strumenti digitali (li utilizzo moltissimo per la colorazione di certi lavori, per la grafica, la comunicazione…), nello stesso tempo c’è sempre una struttura di fondo che deve partire dalle mani, dalla testa, dal segno della matita sul foglio, dagli strappi della carta, dagli schizzi…

Tra tutte le tue illustrazioni, ce n’è una a cui sei particolarmente legata?

In realtà ce ne sono diverse… Una potrebbe però essere quella che ho fatto di recente per “Confine Edizioni”, una casa editrice di Bologna. Una illustrazione che in realtà è nata per loro, per dare un augurio ai loro lettori a cui volevano comunicare l’idea della lettura come un qualcosa di positivo, uno slancio verso il futuro… Ne è uscito un omino che apre un libro e vede un po’ se stesso in una corsa felice, gioiosissima su una marea di lettere mescolate, di parole… A distanza di mesi, mi sono accorta che nel momento in cui qualcuno mi chiedeva “mandami qualche illustrazione tua”, quella era sempre nel pacchetto allegati, perché c’è questa dimensione della narrazione che mi piace, c’è il contatto con le parole, che nonostante io sia una illustratrice, rimane molto importante. Sicuramente questa illustrazione mi piace e mi rappresenta bene.

Da cosa trai ispirazione per i tuoi lavori?

Ci sono dei momenti in cui il disegno, quando è per me, è una mezza terapia. Sono nervosa, mi è venuta una idea, ho qualcosa da esorcizzare… effettivamente disegno. Naturalmente non tutti i disegni che nascono così diventano poi qualcosa di utile. Magari rimangono semplicemente un qualcosa che nemmeno faccio vedere, solo per il gusto di riportare sulla carta qualcosa. Per il resto poi dipende… molto spesso mi lascio ispirare da qualcosa che ho letto, oppure se ho una immagine nella testa cerco dei riferimenti narrativi che me la supportino. E’ un po’ anche un modo per esercitarmi a fare ricerca. Poi quando ci sono chiaramente i lavori su commissione, lì mi metto un po’ da parte e cerco di dare una visione che sia sicuramente vicina alla mia sensibilità, però che rappresenti poi effettivamente il committente. E quello non sempre è facile, anche se nella maggior parte dei casi, chi si rivolge a me mi dice, fortunatamente, che gli piace il mio modo di vedere le cose.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un aspirante illustratore?

Se le sapessi… Sicuramente mantenersi sempre in esercizio. Copiare da quelli bravi, rielaborando naturalmente! Ma la cosa più importante è lavorare sull’archivio personale. Archivio nel senso più lato del termine: archivio di stimoli visivi, letterari, musicali. Più riferimenti hai, più il tuo mondo si arricchisce e più hai lo stimolo per migliorare ed esprimere veramente come vuoi e come la vedi quell’idea che ti è venuta. Fin quando ti dici “no, non è ancora come lo vorrei”, allora ok, sei sulla strada giusta, perché vuol dire che stai cercando di migliorare.

Oltre che illustratrice, sei anche cantante di un gruppo tutto al femminile “LeRaclage”. Che ruolo ha la musica nella tua vita e nel tuo lavoro?

Intanto la parte canora è un hobby, una passione, non lo possiamo definire un lavoro. Ma fin quando ci saranno le energie per farlo, lo faremo, perché è una cosa che fa veramente stare bene, è molto gratificante, divertente… Poi io questa idea della messa in scena ce l’ho penso di natura, la metto anche nei disegni e alcuni la vedono e me lo dicono. La musica sì, ha ispirato molti disegni, la ascolto spesso, ma non sempre la ascolto quando disegno, perché in quei momenti ho bisogno di essere molto concentrata. Magari la ascolto nel momento in cui l’impianto del disegno principale si è già formato e allora devo solo andare a definire, colorare… E’ una esperienza molto intensa, soprattutto quando disegni cose che ti toccano da vicino o che cerchi di rappresentare con un occhio di rispetto nei confronti di chi lavori.

Progetti futuri? Ci puoi anticipare qualcosa?

Nell’imminenza è partita una collaborazione con un marchio di moda che si chiama “Silente” di Francesca Iaconisi. E’ una giovane stilista pugliese che per un po’ di tempo ha lavorato anche qui a Rimini ed è in quel periodo che ci siamo conosciute. Adesso è tornata a Copertino, dove ha il suo laboratorio. Lavora su pezzi unici, spesso con materiali di riuso e anche lei ha una visione molto fiabesca del suo mondo, quindi ci siamo trovate anche per questo. Da poco mi ha chiesto delle illustrazioni per rappresentare i suoi capi contestualizzati alle fiabe, per poter proporre i suoi prodotti in maniera più particolare. Ho poi un progetto che segue un po’ uno degli utlimi lavori, quello sui cent’anni della Trattoria La Marianna, con il recupero delle storie di famiglia. Assieme ad alcune delle persone che avevamo coinvolto in quella occasione, stiamo cercando di fare qualcosa che, con il linguaggio dell’illustrazione, riesca a parlare della riminesità e del Borgo, un qualcosa di più ampio insomma. Siamo ancora in fase di ricerca, ma stiamo lavorando.

Un sogno nel cassetto?

Bhé, quello di tutti i disegnatori: pubblicare un libro illustrato. Ma lo farò nel momento in cui sarà giusto farlo. Per me l’editoria è ancora un terreno sconosciuto, che approcio con molto timore e quindi non mi sono mai proposta. Ho sicuramente tante idee, ma sono ancora in fase di crescita e forse non è ancora il momento per me… non lo so.

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Grotte di Onferno, si va verso la riapertura

Le Grotte di Onferno potrebbero presto riaprire. La notizia emerge dall’incontro che si è tenuto ieri a Gemmano tra il sindaco Riziero Santi, il suo vice Manuel Tienforti e la Presidente dell’ente Macroarea Luciana Garbuglia e il direttore Massimiliano Costa. Per promuovere e ringiovanire il territorio da un punto di vista culturale, naturalistico ed ambientale, l’Amministrazione comunale ha messo in campo un progetto che prevede la realizzazione di un “Parco letterario e musicale” dedicato a Dante Alighieri e alla Divina Commedia e che sarà presentato al pubblico il 17 agosto prossimo. Sarà – sostiene il Comune – il primo Parco letterario dell’intera regione Emilia Romagna, che vede fervente interesse a una futura collaborazione da parte dei vertici di Macroarea presenti all’incontro. In questo contesto si è concordata una modalità di collaborazione futura nella gestione della Riserva e delle Grotte, precisa risposta alla volontà espressa nell’incontro dal Sindaco Riziero Santi di ri-acquisire piena competenza nelle attività gestionali. Per dare continuità alla collaborazione con macroarea, il Comune ha annunciato l’intenzione di volere entrare negli organismi di gestione dell’Ente. Gemmano progetta il futuro e – come afferma Santi – “la qualità della proposta che si rivolgerà al mondo della scuola e della formazione oltre che al turismo naturalistico e culturale, sarà in grado certamente di catalizzare l’attenzione e l’interesse del mondo istituzionale ed economico del nostro territorio”. (m.nic.)




37 gradi percepiti, Rimini sotto la morsa di Caronte

L’ondata di calore che investe in queste ore Rimini, come gran parte dell’Italia, ha raggiunto oggi la temperatura massima di 31.5 gradi (reale) e di 37 (percepita). Rimangono le condizioni di bel tempo per tutta la settimana con temperature che nel Riminese, secondo il Servizio Metereologico dell’Aeronautica Militare, dovrebbero mantenersi stabili agli attuali livelli.  Le raccomandazioni diffuse dall’Ausl locale suggeriscono alcune semplici regole di comportamento per attenuare i disagi di questo caldo africano chiamato Caronte, dal nome della creatura mitologica  dell’antica Grecia. Innazi tutto cosa fare in caso di emergenza. Anche quest’anno è attiva una linea telefonica dedicata che unitamente ad un indirizzo di posta elettronica (emergenzacaldo@auslrn.net) serve a fornire informazioni utili e per ricevere eventuali richieste d’aiuto.

Il numero per le emergenze è lo 0541-707305

Come limitare i disagi. Bere molto e spesso (fino a due litri d’acqua al giorno) anche quando non si ha sete. Mangiare molta frutta e verdura; fare pasti leggeri. Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Nelle ore più calde usare tende o chiudere le imposte. Fare bagni o docce con acqua tiepida. Stare il più possibile con altre persone. Passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata. Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare. Pulire i filtri dei condizionatori periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25/27 gradi , e comunque non troppo bassa rispetto a quella esterna. Se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano l’assunzione continua di farmaci, l’Ausl raccomanda che è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo-farmaco o sole-farmaco.

Cosa non fare quindi? Evitare di bere bibite gassate e contenenti zuccheri, alcolici, caffè. Evitare di consumare cibi troppo caldi e limitare l’uso del forno e dei fornelli. Evitare, per quanto possibile, di uscire tra le 12 e le 17. Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d’aria. Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole. Ridurre il più possibile l’utilizzo del pannolino per i bambini e degli analoghi presidi per gli anziani.

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Come realizzare un fumetto, cinque incontri gratuiti con gli autori di Cartoon Club

Far nascere una storia sotto i propri occhi. Realizzare il proprio divertente personaggio, pennellata dopo pennellata, disegno dopo disegno. Adesso anche a Rimini si può giocare con le “nuvole parlanti” direttamente in spiaggia, grazie ai “Fumetti sotto l’ombrellone” organizzati al Bagno 34 di Rimini “La Dolce Vita” (Lungomare Murri 6, marina centro), con il festival Cartoon Club. “Fumetti sotto l’ombrellone” sono laboratori per imparare a disegnare e realizzare piccoli fumetti, per bambini e ragazzi, in programma dalle 16.00 alle 18.00 per cinque incontri: giovedì 25, giovedì 1 agosto, domenica 28 luglio, giovedì 1 agosto, sabato 3 agosto.

È l’unico appuntamento del genere in Provincia, dedicato a bambini e ragazzi amanti dell’avventura disegnata desiderosi di apprendere le basi dell’arte dei comics. Uomo Ragno, Topolino o le Winx, “tutti coloro che desiderano misurarsi con il fumetto, anche chi non ha mai disegnato, possono divertirsi. – informa Sabrina Zanetti, direttore artistico di Cartoon Club -: E gli insegnanti sono professionisti in grado di mettere a proprio agio chiunque”. Alla cattedra di questa scuola della fantasia c’è il tutor Mauro Masi, illustratore e fumettista riminese, affiancato da Luca Giorgi, altra matita targata Rn e alcuni animatori. “Attraverso il gioco, l’animazione e la partecipazione attiva, i bambini possono vivere un’esperienza divertente e stimolante” assicura il riminese Mauro Masi, illustratore e disegnatore tra l’altro di Pinturocchio, Winx, Jonathan Steele, Masinfonia.

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Alcool, il divieto di vendita scatta alle 22

Di qualunque gradazione siano, scatterà alle 22 di ogni sera il divieto alla vendita di bevande alcoliche in bottiglie di vetro. La norma è stata discussa e approderà in Consiglio comunale con parere favorevole della I Commissione (6 sì e 4 astenuti). Riguarda la proposta di modifica dell’articolo 34 Ter del regolamento di Polizia Urbana che ora fissa il divieto alle 23.

Altra novità è che dall’articolo si propone anche di stralciare la capienza delle bottiglie: col regolamento attuale, infatti, è vietata la vendita di bottiglie di vetro di capienza uguale o inferiore a 66 cl, mentre con le modifiche proposte è bandita la vendita di bottiglie di qualsiasi capienza, senza distinzione. “Si tratta di una modifica che va incontro all’esigenza di una maggiore sicurezza – spiega l’assessore Sadegholvaad – e per salvaguardare il decoro urbano”. Il divieto vale sia per gli esercizi di somministrazione di bevande ed alimenti (dalle 22 alla chiusura), sia per gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio del settore alimentare e per i distributori automatici (dalle 22 alle 6).

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Aeradria, il Tribunale accetta il concordato

Il Tribunale di Rimini – fa sapere con una nota la Provincia di Rimini – ha inviato formalmente l’omologa della proposta di concordato, presentata dalla società Aeradria. Con questa buona notizia – dichiara il presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali – inizia così il percorso che si concluderà con l’assemblea dei creditori, convocata per il giorno 23 ottobre, e la verifica dell’ accettazione della proposta economica contenuta nel concordato da parte della maggioranza degli stessi. Si tratta – ha rimarcato Vitali – di un risultato importante, che riconosce la validità del lavoro portato avanti negli ultimi due mesi tra compagine societaria e creditori, a partire da Banca Carim. Soprattutto un risultato atteso con ansia da tutto il territorio, per il quale l’aeroporto rappresenta un asset strategico in ogni politica di sviluppo futuro del sistema socioeconomico riminese. A questo punto credo di non sbagliare se dico che sussistano tutte le condizioni per proseguire quel lavoro congiunto che garantisca una realistica e solida prospettiva di sviluppo allo scalo riminese.

Soddisfazione anche da parte dei vertici di Cassa di Risparmio di Rimini. “Banca Carim apprende con soddisfazione che il Tribunale di Rimini ha ammesso la Società Aeradria SpA al concordato in continuità. E’ il primo passo di un lungo e impegnativo percorso che comporterà un’attività da svolgere nel rigoroso rispetto degli impegni assunti, con l’orizzonte di una gestione economicamente sostenibile. Banca Carim esprime ulteriore soddisfazione per un risultato che premia gli sforzi compiuti da tutti i soggetti coinvolti, sia in termini di impegno diretto, sia nell’esercizio della responsabilità assunta, al fine di giungere a questo risultato nell’interesse generale dell’economia locale e dello sviluppo delle infrastrutture del territorio.”

Adesso proseguiamo con tenacia e convinzione nel percorso avviato insieme ai creditori e Carim – dichiarato a caldo il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Le strumentalizzazioni politiche che hanno portato persino all’auspicio da parte di qualcuno che l’aeroporto potesse saltare, ci spingono ancora di più in a mettere in campo tutte le azioni necessarie nella ricerca di partner industriali e professionali di settore, che insieme ai creditori permetteranno di definire la strada per il rilancio definitivo del Fellini”.

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LA CRONOLOGIA DELLA CRISI

Le ultime vicende. Il 25 ottobre 2012 Aeradria, che gestisce lo scalo aeroportuale civile di Rimini, ha depositato davanti ribunale di Rimini un ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo. Ma il 13 maggio 2013 il Tribunale di Rimini ne ha dichiarato l’inammissibilità. Aeradria ed i suoi consulenti non demordono. Così il 24 giugno scorso con un “bando” pubblico Aeradria ‘batte la grancassa’ per raccogliere risorse ‘cash’.  Risponde all’appello Banca Carim il 3 luglio, (che mette nel piatto 3 milioni di euro). Dopo pochi giorni segue Asset Banca (1 milione). Arriva anche Confindustria Rimini (con ‘appena’ 100 mila euro). Segue la Camera di Commercio di San Marino (con 1 milione). Infine il tour operator riminese Italcamel Travel Agency che in dote porta due volte gli industriali, 200 mila euro. Con 5,3 milioni ‘freschi’ il Tribunale (la notizia è di oggi) accetta la proposta e la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo presentata in data 20 giugno 2013 presso lo stesso tribunale. Ma non sarà una ‘partita’ facile. Sul ‘Fellini” gravano 52 milioni di debiti. (dc) © RIPRODUZIONE RISERVATA




Tre cene futuriste al FU.MO, anche in maniera “diffusa”

Dal 26 al 28 luglio a Morciano di Romagna, torna FU.MO – FUturismo MOrcianese, alla sua quarta edizione. Un modo inedito e nuovo per rendere omaggio al movimento novecentesco del Futurismo, con un occhio di riguardo al compaesano Umbero Boccioni, pittore e scultore di origine morcianese e Filippo Tommaso Marinetti, colui che nel 1909 fondò la corrente futurista.

La particolarità di questa edizione, è senza dubbio legata alla cucina, che verrà naturalmente rappresentata in chiave futurista. Base di partenza, un manifesto e un testo redatto dallo stesso Marinetti dal titolo “La cucina futurista”. La cucina per Marinetti è un’arte, e nei suoi scritti si legge: “Nasce con noi futuristi la prima cucina umana, cioè l’arte di alimentarsi. Come tutte le arti, essa esclude il plagio ed esige l’originalità creativa. Non a caso questa opera viene pubblicata nella crisi economica mondiale di cui appare imprecisabile lo sviluppo, ma precisabile il pericoloso panico deprimente. A questo panico noi opponiamo una cucina futurista e cioè: l’ottimismo a tavola… Pur riconoscendo che uomini nutriti male o grossolanamente hanno realizzato cose grandi nel passato, noi affermiamo questa verità: si pensa, si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia”. In altre parole: siamo quello che mangiamo!

E’ proprio partendo da questo suo dictat che si ispirano le tre cene futuriste, cavallo di battaglia della manifestazione. A mettersi in gioco, due chef del territorio: Tiziano Rossetti e Luca Angelini, con la complicità di Paolo Bissaro e le suggestioni di Luciano Tona e Luca Govoni. Ma come potrà mai essere un piatto perfetto per i futuristi? L’organizzazione non ci ha concesso nessuna anticipazione “perché” dicono “molto si basa sull’effetto sorpresa, che altrimenti sarebbe rovinato”. Giusto qualche indizio, “rubato” dagli scritti di Marinetti, secondo cui questi dovrebbero essere gli “ingredienti” fondamentali: una armonia originale della tavola (cristalleria vasellame addobbo) coi sapori e colori delle vivande; l’originalità assoluta delle vivande; l’invenzione di complessi plastici saporiti, la cui armonia originale di forma e colore nutra gli occhi ed ecciti la fantasia prima di tentare le labbra; l’abolizione della forchetta e del coltello per i complessi plastici che possono dare un piacere tattile prelabiale; l’uso dell’arte dei profumi per favorire la degustazione. Ogni vivanda deve essere preceduta da un profumo che verrà cancellato dalla tavola mediante ventilatori; l’uso della musica limitato negli intervalli tra vivanda e vivanda perché non distragga la sensibilità della lingua e del palato e serva ad annientare il sapore goduto ristabilendo una verginità degustativa; l’abolizione dell’eloquenza e della politica a tavola; l’uso dosato della poesia e della musica come ingredienti improvvisi per accendere con la loro intensità sensuale i sapori di una data vivanda; la presentazione rapida tra vivanda e vivanda, sotto le nari e gli occhi dei convitati, di alcune vivande che essi mangeranno e di altre che essi non mangeranno, per favorire la curiosità, la sorpresa e la fantasia; la creazione dei bocconi simultanei e cangianti che contengano dieci, venti sapori da gustare in pochi attimi. Questi bocconi avranno nella cucina futurista la funzione analogica immensificante che le immagini hanno nella letteratura. Un dato boccone potrà riassumere una intera zona di vita, lo svolgersi di una passione amorosa o un intero viaggio nell’Estremo Oriente. Infine, una dotazione di strumenti scientifici in cucina: ozonizzatori che diano il profumo dell’ozono a liquidi e a vivande, lampade per emissione di raggi ultravioletti (poiché molte sostanze alimentari irradiate con raggi ultravioletti acquistano proprietà attive, diventano più assimilabili, impediscono il rachitismo nei bimbi, ecc.), elettrolizzatori per scomporre succhi estratti, in modo da ottenere da un prodotto noto un nuovo prodotto con nuove proprietà, mulini colloidali per rendere possibile la polverizzazione di farine, frutta secca, droghe ecc.; apparecchi di distillazione a pressione ordinaria e nel vuoto, autoclavi centrifughe, dializzatori. L’uso di questi apparecchi dovrà essere scientifico, evitando per esempio l’errore di far cuocere le vivande in pentole a pressione di vapore, il che provoca la distruzione di sostanze attive (vitamine, ecc.) a causa delle alte temperature. Gli indicatori chimici renderanno conto dell’acidità e della basicità degli intingoli e serviranno a correggere eventuali errori: manca di sale, troppo aceto, troppo pepe, troppo dolce.

Le cene inizieranno alle 20:15 e avranno luogo all’aperto, sotto il portico del Comune, in Piazza del Popolo, con un costo a persona di euro 40,00. La prenotazione è obbligatoria (fino al raggiungimento di 50 posti a serata). Per informazioni e prenotazioni: 328.4203462. Durante le tre giornate, sempre in ambito culinario, sarà possibile degustare anche una “cucina futurista diffusa”: lampioncini luminosi guideranno in un percorso gastronomico tra le osterie, i ristoranti, i bar, le gelaterie che rivisiteranno in maniera creativa piatti futuristi. L’elenco completo dei ristoratori che parteciperanno all’iniziativa, sarà disponibile al punto informazioni. Questa edizione di FU.MO. è curata da Città Teatro, cooperativa teatrale riccionese e promossa dal Comune di Morciano di Romagna con il contributo della Provincia di Rimini e della Regione Emilia Romagna. (M.Z.)

 




Digitale per “Volta” e “Gobetti”

A promuovere il progetto nelle due scuole è la Sis (la società a capitale pubblico che si occupa di acqua e depurazione). Il presiede Gianfranco Cenci. Afferma: “Noi siamo il braccio operativo delle pubbliche amministrazioni che hanno un ruolo fondamentale nella crescita del benessere sociale. Questa felicità collettiva non può che passare dalle tecnologie informatiche. L’obiettivo è ambizioso e importante: preparare la comunità del futuro alla digitalizzazione”.

Tre fasi, più un sogno (almeno per oggi). La prima: agenda digitale. la seconda, una banda adeguata rispetto ai servizi che si vogliono erogare. Terzo, almeno un tablet per ogni aula ed una lavagna multimediale (Lim) per la digitalizzazione della didattica. Il sogno, invece, è mandare a scuola ogni alunno con i libri digitali racchiusi in quella scatolina che è il tablet. Via il peso e gli alti costi dei libri cartacei. “Quello che stiamo portando avanti – continua Cenci – è su mandato dei sindaci. I poli scolastici fondamentali della zona sud della provincia sono due: Morciano col Gobetti-De Gasperi e Riccione col Volta-Fellini. Coordinati dal Comune di Morciano, i primi contatti con la scuola ci sono stati in febbraio. Poi ci siamo incontrati col sindaco di Riccione Massimo Pironi e il dirigente scolastico del Volta-Fellini Donatella Zoffoli. Si è individuato un percorso; sia al Volta-Fellini, sia al Gobetti-De Gasperi. La Sis darà un robusto contributo per dotarsi della digitalizzazione. Nostro intento è coinvolgere anche le famiglie dei ragazzi; permettetemi la battuta, non solo per controllare i figli. Cioè con un tasto si vede se è in classe o ha fatto ‘puffi’, come si dice in gergo”.

“Diciamo – conclude Cenci – che la scuola mette in piedi una specie di alfabetizzazione informatica. C’è una crescita quando le persone si mettono in relazione tra loro. Tale percorso formativo naturalmente richiede alcuni anni; e lo proporremo ai soci nel bilancio consuntivo 2012. L’agenda digitale a livello nazionale prevedeva un sacco di belle cose; causa la mancanza di soldi, è stato tagliata dal decreto sviluppo del governo. Noi vorremmo partire col registro digitale; per realizzarlo ogni aula deve essere collegata alla rete”.

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