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Cristiano Cavina alla Casa Rossa presenta “Romagna Mia!”

Per Cavina la “Romagna in fin dei conti è più un’ invenzione dei suoi abitanti che una precisa espressione geografica: uno stato della mente, insomma, un’isola del carattere”. Dalle infinite sfide a Becaccino ai ritratti pulsanti delle donne fino ad arrivare alle personalissime classifiche delle migliori discoteche frequentate, si alterna un pout pourri di situazioni, fatti ed aneddoti di grande carica emotiva.

Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio (Faenza) nel 1974. E’ cresciuto con la mamma e i nonni materni in un quartiere di case popolari, giocando a calcio e leggendo di tutto: dall’avventura alla fantascienza, dai classici russi agli americani contemporanei. Amava soprattutto ascoltare racconti nei bar, sviluppando così una passione viscerale per le storie. Con la sola eccezione di ‘Scavare una buca’ (2010), tutti i romanzi pubblicati da Cavina sono ambientati a Casola Valsenio, suo paese natale, e hanno come protagonista l’autore stesso, presentato però sotto diverse sfaccettature: il bambino legato al paese e alla famiglia, l’adolescente alle prese con il campionato di calcio della propria squadra amatoriale, oppure l’adulto che si scopre padre.

Il suo primo romanzo, pubblicato nel 2003 all’età di 29 anni, s’intitola ‘Alla grande’ e ottiene un successo inaspettato: vende infatti oltre 10.000 copie e viene tradotto in francese dalla casa editrice Anne Carrière, con il titolo ‘C’est jeant’. Grazie a quest’opera, nel 2006 Cavina si aggiudica il prestigioso “Premio Tondelli”. Nel novembre del 2005, esce nelle librerie il secondo romanzo di Cavina, intitolato ‘Nel paese di Tolintesàc’: questo scritto ottiene ancora più successo del precedente e fa conoscere l’autore in tutta Italia. Per oltre due mesi, Nel paese di Tolintesàc resterà nella classifica dei libri italiani più venduti. Intanto sopraggiunge un ulteriore importante riconoscimento: Cristiano Cavina vince, insieme ad altri due scrittori, il Premio Fenice Europo 2006. Il terzo romanzo, pubblicato nel novembre del 2006, è dedicato alla sua grande passione per il calcio: il buon risultato di vendite di ‘Un’ultima stagione da esordienti’ conferma che ormai Cavina ha un proprio pubblico di affezionati lettori. Il quarto romanzo, ‘I frutti dimenticati’, viene pubblicato nel 2008 e, per la prima volta, ha come protagonista un Cristiano Cavina maturo, adulto. Nel 2010, sempre con la casa editrice Marcos Y Marcos, Cavina pubblica il suo quinto lavoro: ‘Scavare una buca’. A differenza dei romanzi precedenti, questa volta il protagonista non è Cavina stesso, ma un minatore che lavora presso una cava di gesso. (ev.pa.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Versi poetici sulle mani, “spopola” online l’iniziativa promossa da Parco Poesia

MANI Una delle tante immagini tratte dalla pagina Facebook di Parco Poesia

Il prossimo week end a Castel Sismondo è tutto dedicato alla poesia (vai alla nostra notizia QUI) perchè Parco Poesia festeggerà i suoi primi dieci anni. Ma c’è anche il ventennale della scomparsa del Maestro: Federico Fellini. Così, per abbinare le due iniziative, ecco cosa si sono inventati i creativi di Parco Poesia. Qualcosa che in pochi giorni sta riscuotendo grazie ai social network un successo “incredibile”. Ha lanciato un invito ai giovani: scrivete versi sulle vostre mani, fotografateli e postateli sulla pagina Facebook.

In pochi giorni a decine hanno risposto, ormai viaggiano verso i 500 i ‘mi piace’ rivolti all’iniziativa. C’è chi i versi li scrive sul palmo, chi sul dorso, chi compone con le mani quasi una doppia pagina. Ci sono poesie del proprio repertorio e quelle di autori famosi. E’ il segno di quanto la poesia, magari silenziosamente, appartenga tuttora alla passione anche dei più giovani.

Così questa settimana il festival invita a scrivere poesie, a postarle su Facebook con hashtag parcopoesia e rilanciarle. In attesa dei tre giorni clou, quando arriveranno a Rimini oltre 80 poeti per una tre giorni indimenticabile.