Fogne, soldi anche dal Governo

Avanti con il “modello” Rimini. Parola di ministro. Per Andrea Orlando (foto), titolare del dicastero dell’Ambiente in visita oggi a Rimini, non ci sono dubbi: tecnicamente nulla di eccepire su quanto Rimini intende fare sui temi della riqualificazione ambientale. Rispetto alle risorse economiche necessarie ha detto che “si tratta solo di stabilire il quantum”. Più chiaro di così non si poteva. Due le ipotesi: a Rimini il finanziamento da Roma potrebbe arrivare dagli 1,7 miliardi di euro che il Comitato interministeriale per la programmazione economica – CIPE potrebbe a breve sbloccare oppure – ha spiegato il ministro Orlando – dalla “riprogrammazione” di fondi europei del 2014.

Un momento della conferenza stampa. Presenti, oltre al Ministro, i deputati Emma Petitti e Tiziano Arlotti, il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi (foto lapiazzarimini.it)

Allora facciamo una botta di conti. Il sindaco Gnassi ha detto che a livello provinciale occorrono 220 milioni di euro (154 solo nel Comune di Rimini). Con questi investimenti la “road map” di Palazzo Garampi prevede che  entro il 2020 siano superati tutti gli scarichi a mare. Chi mette le risorse. I finanziamenti pubblici dovrebbero essere pari al 20-25%, dunque circa 30-38 milioni di euro. Mentre il resto sarà anticipato da Hera, Romagna Acque e Amir che se li riporteranno in cassa, come prevede la legge, aumentando il prezzo a metro cubo dell’acqua. Si parla di una media annua del 4-5% dal 2015 per 7-8 anni, che significa di incrementi ben oltre il 30%. Una stangata evitabile? Ma, assicurano dal Comune “la tariffa a regime del territorio riminese si manterrà all’interno della media degli ambiti romagnoli” e che con questo aumento “la tariffa si allinea a quelle del forlivese e del ravennate”.

Ma la notizia di questa mattina è stata anche un’altra. E l’ha messa in evidenza il presidente della provincia Stefano Vitali e riguarda la possibilità, ormai data per certa, che ai comuni, e alla Provincia stessa, sia concesso di sforare i “patti di stabilita'” per effettuare interventi in tutte quelle aree dove sono più alti i rischi di dissesto idrogeologico.  “Sul territorio – ha detto VItali – ci sono circa 5 mila frane attive e senza interventi ci sono intere aree che rischiano di scomparire”. Insomma una buona giornata per Rimini.

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