Aeroporto, Cdr: “Rimini esclusa dai tavoli che contano”

L'INCHIESTA Tre rappresentanti della lista civica, da sinistra Salvatore Guarino, Corrado Paolizzi e Salvatore Guarino

Senza polemica, scrivono in chiusura del loro intervento i rappresentanti della lista civica Cuore di Rimini. Ma le questioni che emergono meritano la massima attenzione. Ad essere chiamati in causa sono ovviamente i tre “portavoce” riminesi in Regione: Melucci Maurizio, Lombardi Marco e Piva Roberto. Sono loro i destinatari di questa dettagliata riflessione.

“Ragionando sulla attuale situazione debitoria dell’ aeroscalo cittadino stimolati dalla consapevolezza che il nostro territorio non potrebbe sopportarne non solo la cancellazione ma anche una drastica riduzione dell’ operatività – scrivono – abbiamo cercato di immaginare da dove potessero arrivare finanziamenti importanti che sbloccassero la situazione.” Quindi che cosa è stato fatto? “Abbiamo spulciato alcuni dati relativi alla politica infrastrutture della regione Emilia Romagna e l’impressione che ne abbiamo ricavato è che gli investimenti su servizi universali come il trasporto pubblico locale e le ferrovie in realtà sono presenti esclusivamente su parte della regione, la parte emiliana. L’ idea che ci e’ venuta – scrivono nella loro documentata relazione – sarebbe quella di richiedere strumenti di compensazione per i territori non giustamente interessati in particolari settori, nel caso di Rimini, facciamo riferimento all’aeroporto cittadino.”

Ecco che cosa emerge nel dettaglio e perchè ci sono motivi di preoccupazione. “Siamo preoccupati per la continua esclusione di Rimini dai tavoli che contano e portano ricchezza al territorio. Se la politica Riminese fino ad oggi ha accettato di farsi mettere da parte solo perché Rimini economicamente si autogestiva grazie ai propri operatori, oggi gli scenari sono cambiati e bisogna imporsi con forza per avere almeno quanto gli altri territori; in questo i nostri consiglieri regionali devono sentirsi investiti di questa responsabilità. Viviamo l’epoca dove il prodotto turistico viene collocato velocemente su internet assieme ad un volo low cost ed un aeroporto di prossimità; il bacino turistico della costa romagnola rappresenta una delle prime realtà turistiche europee, si merita ed ha la necessità strategica di essere sostenuto.”

Perché sostengono una certi tesi quelli del Cdr? I motivi eccoli, in ordine. Ferrovie Emilia Romagna (FER) detiene l’infrastruttura ferroviaria di proprietà regionale ed ha in cantiere importanti progetti di innovazione per il rilancio del trasporto pubblico regionale. Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, quantificabili in 400 milioni di euro, Fer si impegna a sviluppare e migliorare infrastrutture e servizi offerti nei prossimi 3 anni di attività. Poi ancora: Servizio Ferroviario Metropolitano Bologna (SFM). Il progetto prevede la trasformazione degli 8 rami ferroviari esistenti in 4 linee passanti e 1 attestata a Bologna centrale; la costruzione di 16 nuove fermate di cui 8 nel comune di Bologna, la riqualificazione delle fermate ferroviari esistenti, orari regolari e scadenzati. Perché il SFM viene finanziato dalla provincia di Bologna e dalla Regione anche se strutturalmente in perdita?

Altro tema decisamente scottante riguarda la fusione tra ATC Bologna, lo scorporo FER e nascita TPER. La fusione – si legge nella dettagliata documentazione di Cdr – è avvenuta con il bilancio non approvato dalla società di revisione esterna e dal collegio sindacale. Ci risulta che il bilancio risulta positivo solo grazie ad un “aggiustamento contabile” dovuto principalmente alle aliquote di ammortamento dei cespiti (dilazionando il tempo di pagamento dei mezzi) e al mancato accantonamento di alcuni rischi economici (cause in corso, il Civis, ecc…). A questi problemi di bilancio sembra aggiungersi lo “storno” di fondi creati negli anni precedenti. Senza questo ulteriore passaggio il risultato sarebbe stato anche peggiore per un altro milione di euro mostrando che il bilancio 2011 di ATC era gravemente in deficit. Ora il Comune di Bologna decide di lasciare questo deficit reale ad ATC-sosta e di portare tutte le risorse patrimoniali in TPER isolando quindi sul campo una compagnia destinata forse a fallire in fretta, ATC.

Avanti ancora. Capitolo People Mover. L’opera verrebbe finanziata con 30 milioni di euro della Regione Emilia-Romagna. Inoltre, dai patti parasociali la società TPER dovrebbe acquisire entro il 2020 il controllo della società che sarà destinata a gestirebbe il People Mover come da bando. Ci risulta che questa operazione sia stata stoppata dalla stessa Authority degli appalti pubblici. Si potrebbe obiettare che la Regione deve muoversi all’interno di un quadro europeo che definisce gli aiuti di stato. Si porta come riferimento l’aeroporto delle Marche attualmente posseduto dalla regione Marche per il 73%, dove a diverso titolo e nel rispetto delle normative sono stati investiti  28.529.543 di euro (apporti nel capitale sociale, compensazione per oneri di servizio pubblico, contributi fas e por per infrastrutture, attività promozionali).

In conclusione. “Visto che gli investimenti su servizi universali come il TPL e le ferrovie in realtà sono presenti esclusivamente nella parte emiliana della regione si possono creare strumenti di compensazione per i territori non interessati ? Se questo è possibile con che iter e con che tempi? Senza polemica e al servizio della nostra città.” Ora la palla passa ai diretti interessati.

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Prima data italiana a Rimini per Marie-Aude Murail

di ALBERTO BIONDI

Nel panorama della letteratura giovanile, la scrittrice francese Marie-Aude Murail si è guadagnata un posto di primo piano in Europa e nel mondo. Dopo aver esordito a metà degli anni ottanta con Passage, non si è più fermata e oggi ha alle spalle una bibliografia costellata di successi. Più di novanta i titoli pubblicati. Numeri da capogiro. E non finisce qui: figlia d’arte, dal padre poeta e madre giornalista, la Murail può considerarsi un vero fenomeno editoriale, tanto che ogni anno solo in Francia i suoi libri vendono duecentomila copie.

Tra le tante novità dell’edizione 2013 di Mare di Libri c’è anche un incontro con Marie-Aude Murail, domani sabato 15 giugno ore 10.00 al Palazzo dell’Arengo, in cui l’autrice pubblicizzerà il suo ultimo romanzo Miss Charity. Storia liberamente ispirata alla vita della scrittrice e illustratrice Beatrix Potter, Miss Charity narra la vicenda di una ragazzina inglese dell’Ottocento che trasgredisce alle norme borghesi della famiglia per coltivare il suo talento per il disegno. A duecento anni dalla nascita di Jane Austin, questo romanzo è un omaggio alle atmosfere, suggestioni ed eroine nate dalla penna della celebre scrittrice inglese.

Il 15 giugno sarà la prima data italiana della Murail, che proprio da Rimini e da Mare di Libri ha deciso di iniziare la tournèe con Miss Charity, acquistabile in libreria già da mercoledì 5 giugno (Miss Charity, Giunti Editore, 480pagg. 12,90€). Un’occasione, quindi, da non perdere, sia per gli appassionati che già la conoscono sia per i curiosi, magari futuri lettori. Nelle sue opere l’autrice affronta temi come la crescita affettiva, i legami, l’omosessualità, la giustizia, e lo fa con la delicatezza, la grazia e l’ironia che solo possono appartenere ad una grande della letteratura. “Nella letteratura giovanile, – ha detto al Murail – bisogna spesso suggerire, non esibire”, sottolineando come più di ogni altra dote siano necessari un tatto e una sensibilità profondi quando si scrive per i più giovani.

Oh Boy!, il suo romanzo più conosciuto, ha ispirato lo spettacolo teatrale della fondazione Aida che andrà in scena sabato 15 giugno al teatro degli Atti. La sua presenza sarà di sicuro un punto di forza dell’edizione 2013 di Mare di Libri. Buona lettura!

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Mare di libri, Tommaso Galvani nei panni di Charles Dickens

di ALBERTO BIONDI

Mare di Libri è cominciato, e accanto alle pagine dei romanzi c’è sempre uno spazio che gli organizzatori riservano alla scena. Quest’anno sono svariati gli appuntamenti a teatro e uno di questi è lo spettacolo di stasera “Dimmi chi era Charles Dickens” alle 23.00 nel cortile della Biblioteca Gambalunga. lapiazzarimini.it ha avvicinato Tommaso Galvani (foto) che di questo spettacolo è attore e regista.

Allora Tommaso, perché uno spettacolo su Dickens?

Mah, se posso fare dell’ironia diciamo che le aspettative di vita di un inglese ottocentesco medio, per lunga tradizione imbottito fin dal mattino di uova e pancetta con occasionali spruzzate di birra, non potevano certo far presagire un futuro troppo longevo per un uomo come Charles Dickens, particolarmente scrupoloso quando si trattava di restare fedele alle proprie tradizioni. Eppure, qui è il punto, lo scorso febbraio ha compiuto duecento anni, e stando alla fortuna della sua opera non se ne andrà prima di essersene fatti altri duecento.

Quindi una scelta dettata da una ricorrenza speciale…

La ricorrenza del duecentenario ha regalato l’intuizione agli organizzatori di Mare di Libri, e ha subito incontrato il mio entusiasmo. L’unica consegna: ci parlerai un po’ di Dickens?

Sul palco sei salito in diverse occasioni. Stasera sarà il tuo debutto come attore e regista di te stesso.Cos’hai pensato questa volta?

Innanzi tutto mi son detto che, se volevo accettare, avrei dovuto leggermelo in blocco! Di Dickens avevo un’immagine confusa, stracci di brani e riduzioni cinematografiche… Conoscevo Oliver Twist e il vecchio Scrooge, avevo sentito parlare di Pip, e David Copperfield lo ricordavo in relazione alla prima pagina del Giovane Holden. Poi, sorpesa. L’incontro con Dickens ha avuto qualcosa di sbalorditivo: la prima impressione è stata quella di aver davanti non tanto uno scrittore, quanto più un attore consumato.

E io che Dickens lo credevo un timidone… Allora mi sbagliavo?

Mi spiego: ci sono libri che esistono a prescindere, che nella loro apparente imparzialità nascondono la loro forza, che sono così e basta, e danno l’impressione di essersi scritti da soli. Non è il nostro caso. Dickens è un autore che acquisisce fisionomia man mano che si svelano i tratti dei suoi personaggi, man mano che ci si appassiona, e più avanti si va più si vorrebbe averci a che fare, lo si vorrebbe avere lì. Ecco il punto, lui è lì.

Vuoi dire che attraverso i suoi libri riusciamo a sentire la sua voce?

Sì, Dickens non esiste senza un pubblico. Come un attore. Non reciterebbe in una sala vuota e per riempire la sala escogita sempre qualche cosa di nuovo, di mirabolante, spesso di improvvisato: il risultato è un registro che non esclude il dramma dei più commossi sentimenti e non scoraggia le gag da torte in faccia. Tutto questo non per il nulla, ma con una visione del mondo ben precisa. Leggerlo è stato terapeutico. Insomma per una serie di motivi l’ho subito amato, e ho subito voluto che anche gli altri lo amassero. In un certo senso, ho cercato di fargli un video e di condividerlo con più pubblico possibile.

Come ti sei preparato alla messa in scena?

E’ seguito un transfert immediato di responsabilità: di colpo mi sono trovato regista, scenografo e autore di me stesso. Non è un caso se l’evento è gratuito (ride accarezzandosi il pizzetto).

Che pubblico vorresti questa sera nel cortile della Gambalunga?

Il pubblico me lo sono immaginato come forse se lo sarebbe immaginato Dickens: adulti ma non troppo. Esiste una fascia scoperta nell’ambito del teatro o più in generale della narrazione, calcolata poco o male: si tratta dei ragazzi delle medie. Adulti in embrione ancora ricchissimi degli spunti creativi dei bambini, dalla risata vera e dalla commozione docile, eppure sembra che il mondo si sia dimenticato di loro. Uno stand-by culturale: mentre il teatro dei bambini è rigoglioso e quello degli adulti assodato, il ragazzo delle medie non viene invitato da nessuna parte, è sempre troppo piccolo o troppo grande. Non ama i burattini e difficilmente si rivedrà delle rivisitazioni intellettualoidi di Shakespeare. Il mio problema è stato ricercare una formula a metà tra la serietà e il gioco, tra la lezione e il racconto, non senza la libertà di farsi due risate, che potesse incontrare le esigenze dei ragazzi e spingerli a fare uno spontaneo saltello in libreria, il giorno dopo.

La difficoltà maggiore?

Riuscire a catturare l’attenzione proprio di questa fetta di pubblico, ecco qual è stato il mio scoglio. Spero di averlo bypassato a dovere!

Ricordiamo l’appuntamento per stasera?

Per chi c’è ci vediamo venerdì 14 alle 23:00 nel cortile della Biblioteca Gambalunga. L’orario è tattico: la durata è contenuta e chi ha bisogno di digerire può farsi una dormita, chi invece vuol seguire se la farà subito dopo… Veniamo incontro a tutte le esigenze!

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