Il sindaco Giannini in minoranza

Stefano Giannini, Pd, sindaco di Misano

Il sindaco Stefano Giannini, Pd, finisce in minoranza. Nel consiglio comunale del 5 giugno è mancato il numero legale. Assenti consiglieri, assessori e presidente del consiglio di maggioranza. Le minoranze in un primo tempo concordano nell’uscire. Poi, Maurizio Vandi e Antonio Mignani (Pdl) cambiano idea. Paolo Casadei, capogruppo del Pdl, si infuria sorridendo. Battibecco tra Sensoli, Lega Nord e Vandi-Mignani. Il capogruppo del Pd Davide Siliquini riaggiorna la seduta. Sarà un’estate calda per la maggioranza misanese.

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La Romagna ha il suo “Web Economy Forum”

Luca De Biase, una dei massimi esperti su innovazione e nuove tecnologie applicate anche in ambito economico e d'impresa

Viene da dire: finalmente. C’è (oggi ne conosceremo tutti i dettagli) un progetto che – secondo i promotori – dovrebbe servire “per rilanciare le PMI e ricominciare a crescere”. L’incontro di presentazione, al quale non si può assolutamente mancare dal titolo “Imprese e web: tornare a crescere si può!”  è previsto oggi pomeriggio giovedì 6 giugno 2013 alle ore 15.30 presso la Sala Convegni – della Camera di commercio (via Sigismondo 28). Da qualche giorno è on-line la piattaforma partecipativa del Web Economy Forum (WEF) www.webeconomyforum.it “a disposizione di imprese, giovani, istituzioni”. Ieri è stata presentata a Ravenna, oggi tocca a Rimini, domani venerdì 7 giugno ore 9.30 a Forlì.

In apertura dell’incontro ci sarà l’intervento istituzionale della Camera di Commercio con il Presidente Manlio Maggioli. Seguiranno i contributi di Luca De Biase (foto), giornalista economico esperto di innovazione e nuovi media, Giuseppe Giaccardi consulente di strategia e Livia Bosi analista di ricerca. Poi la sorpresa: uno spazio di ascolto e collaborazione moderato da Lidia Marongiu, consulente di web strategy, nel quale gli imprenditori e gli altri partecipanti potranno raccontare le proprie esperienze e porre domande su come utilizzare il web per sviluppare business e innovazione.

Una nota spiega che “si tratta della prima azione concreta di un progetto che ha l’obiettivo di rilanciare l’economia dell’area vasta di Romagna”. La Romagna apripista di un nuovo modo di fare impresa? Il Web Economic Forum sarà quindi un “luogo” disponibile a tutti per entrare in contatto diretto con le imprese e per permettere alle imprese di mettersi in relazione fra loro, per “incontrare” chi sul web sta già lavorando e ha successo, per relazionarsi direttamente con esperti tramite i quali capire e apprendere cosa e come fare, senza perdere tempo, per aiutare l’economia romagnola a tornare a crescere. Di questo ne sono convinte le Camere di commercio di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Unioncamere Emilia-Romagna e le maggiori associazioni economiche delle tre province che hanno appoggiato il progetto ideato e coordinato dallo Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di Direzione, con la collaborazione tecnica del Gruppo24Ore, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna ed il sostegno di Lepida SpA, Unipol Assicurazioni – Assicoop Romagna e Unipol Banca. (D.C.)

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Teatro del Mare e Teatro Corte, 16 mila spettatori. Bilanci e prospettive culturali

di BERNADETTA RANIERI

A distanza di otto mesi dall’annuncio che sanciva la nascita della collaborazione culturale di rilevanza provinciale , ieri mattina un nuovo incontro ha permesso di fare il punto della situazione sulle stagioni teatrali 2012/2013 del Teatro del Mare di Riccione e del Teatro Corte di Coriano. Presenti : il Sindaco di Riccione Massimo Pironi, il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli, l’Assessore Provinciale alla Cultura Carlo Bulletti (foto piccola) e i Responsabili della Compagnia Fratelli di Taglia.

L’idea di una “cultura che unisce” è nata dall’Assessore Bulletti che ha deciso di coinvolgere due amministratori (Riccione e Coriano) “aperti a un visione di grandangolo anche se il momento storico di crisi economica non aiuta di certo” . Quello che è emerso , sostiene Bulletti è che “l’unione di due realtà si è dimostrata del tutto positiva e soddisfacente. La sfida adesso è quella di proporre l’aggregazione di servizi a più realtà locali, in modo tale da fornire una maggiore qualità di essi e creare meno problemi ai cittadini”. A ottobre 2012 i due Comuni avevano siglato un accordo affinché potessero condividere una direzione artistica, tecnica e logistica di comprovata solidità e di gestione teatrale economicamente vantaggiosa sotto l’egida della Compagnia Fratelli di Taglia.

Il cartellone del Teatro Corte di Coriano, per la stagione 2012/13, ha proposto una programmazione popolare e contemporanea fatta di 30 appuntamenti che ha richiamato 3640 spettatori, con una media di 120 presenze a spettacolo. Sul palcoscenico si sono alternati spettacoli di prosa, di teatro dialettale amatoriale, favole per ragazzi, le selezioni LoComix 2013 realizzate con l’Associazione Locomotiva della Repubblica di San Marino e , non ultimo per importanza, ma fiore all’occhiello è stato il connubio teatro-territorio con la rassegna enogastronomica DegustiAmo – l’arte dei sensi a Km Zero. Iniziativa organizzata da La Cantinetta della Corte e da La Greppia con il patrocinio del Comune che ha proposto degustazioni a filiera corta e momenti di spettacolo in sei serate da tutto esaurito, per un totale di 600 presenze. Dunque, “un risultato sorprendente – dice il Sindaco Spinelli – se si considera che la Fondazione era incompatibile con la Galleria del Sic e che questa amministrazione ha fatto del Teatro la sua stella polare, riavvicinando la cittadinanza e rilanciando il territorio corianese”.

Il Teatro del Mare di Riccione, invece, ha visto in scena 64 appuntamenti per un pubblico complessivo di 12477 spettatori, per una media di 195 presenze a rappresentazione. Un bilancio più che positivo, con un incremento del 17% rispetto alla stagione precedente. Sul palco si sono avvicendati protagonisti del territorio riccionese e nomi affermati del teatro italiano, le favole per ragazzi, la rassegna Riccione In Jazz, gli appuntamenti di danza & musical e il trittico Diversamente Theatro. Questa stagione conclude il triennio di gestione e direzione artistica affidata alla Compagnia Fratelli di Taglia e “ciò che va sottolineato – afferma il Sindaco Pironi – è l’intreccio , per la prima volta per il nostro Comune, tra pubblico e privato. Perché è importante far sentire il proprio territorio un punto di riferimento per il cittadino”.

Ora non resta che attendere l’uscita del bando per attribuire di nuovo la gestione del Teatro del Mare di Riccione. Coriano , che al momento è impossibilitata a pubblicare bandi per il suo teatro essendo questo collegato al Museo Simoncelli, andrà ancora una volta “a braccetto” con Riccione.

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Fotografia Digitale, l’esperienza “DIPHOTOS L’Officina di Cronos”

Ci sarà domani venerdì 7 giugno alle ore 11:00 presso l’aula magna dell’Istituto O. Belluzzi di Rimini si terrà la presentazione dell’esperienza di “DIPHOTOS L’Officina di Cronos” Laboratori esperienziali di Fotografia Digitale: come facilitare l’uso della fotografia digitale fra i cittadini senior, e non solo – Finanziato dal Progetto Europeo LIFELONG LEARNIG- GRUNDTVIG. Dopo la Conferenza stampa verrà donata da Auser all’Istituto Geometri, una statua realizzata dall’artista riminese Giò Urbinati, uno degli studenti senior del progetto.

Saranno presenti: Luciana Gori vice Preside dell’Istituto Tecnico per Geometri O. Belluzzi, Paolo Zani Presidente AUSER Rimini, Claudia Righetti Responsabile del Progetto DiPhotos di Cronos, gli studenti del Belluzzi (docenti e tutor per l’apprendimento), gli studenti ‘senior’, tra cui lo scultore Giò Urbinati. Presenti anche gli insegnanti che hanno seguito gli allievi nel progetto.

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Pedretti, il poeta della porta accanto

di ALBERTO BIONDI

Di Nino Pedretti non avevo mai sentito parlare. Qualcuno della vecchia guardia, forse, ricorderà di aver letto il suo nome in una raccolta di poesie dialettali, magari accanto a quello di Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci. Per un pugno di santarcangiolesi, il nome di Pedretti significa ancora un viso una voce ben distinti; perché Nino è stato il poeta della porta accanto, quello che fino a pochi anni fa potevi incrociare in bicicletta o al bar, per strada o in bottega, prima che la malattia decidesse di portarselo via a soli cinquantasette anni, nell’81. Per chi è nato dopo o per chi non ha avuto occasione di conoscerlo di persona, c’è ancora la possibilità di “incontrare” questo grande della letteratura attraverso le parole che ci ha lasciato, parole di una rara bellezza, immeritatamente dimenticate. Grammatiche (Raffaelli Editore, 137 pagg. 15 euro) è una piccola raccolta di ventisette monologhi e racconti brevi, provenienti per la maggior parte dall’Archivio Pedretti della Biblioteca Comunale “A. Baldini” di Santarcangelo. Quando ho sfogliato il libro per la prima volta, ho subito pensato che in così poche pagine potesse starci solo una raccolta di poesie o un’opera teatrale, e in fondo non mi sbagliavo: Grammatiche, pur essendo in prosa, raccoglie brani dalla musicalità e ritmo quasi poetici, mentre il carattere dei monologhi, l’alternarsi dei personaggi, delle atmosfere, delle suggestioni non possono che richiamare un palcoscenico davanti al quale a sedere è il lettore.

Citando le parole di Nino: “Chi scrive in prosa non vede il mondo per punti, come in poesia. Lo vede per itinerari” si capisce come il concetto di scrittura proprio dell’autore si radichi in un senso di mobilità, di progressione continua, che ci porta a compiere un vero e proprio viaggio nella mente delle sue creature.

Così il primo a prendere la parola è un portinaio: “Ogni giorno come dal finestrino di un treno, io vedo passare persone diverse, così diverse che pare impossibile che stiano sotto lo stesso tetto. Ed anche forestieri. Io capisco da chi può andare un forestiero. A volte mi dico: questo va dal Manzi, questo va dal colonnello, quest’altro invece dal ragiunat. E spesso non mi sbaglio. Ed è questo di più che metto nel mestiere che lo rende bello, non dico ai miei occhi, ma al mio senso dell’immaginazione”. E poi c’è quello che vive degli affari altrui, il furbo, il bottegaio, il professore morto di fame che confessa: “Io sono un ammalato cronico di mancanza di denaro e mio malgrado ho preso ad avere un’occhiata adunca verso il denaro, simile a quella dei bottegai, di cui tuttavia non ho l’animo volgare e sciatto. Io ho letto Platone in greco, non lo dimenticate. E Platone dentro di me rugge e ha le convulsioni. E si lamentano anche Petrarca e l’Ariosto. Il Tasso poi, come potete immaginare, è disperato”.

Pedretti scrive avvalendosi di un’ironia sottile, dal sapore pirandelliano, di certo influenzato dalla lettura dei russi (Dostoevskij in primis, di cui si avverte l’eco all’inizio di ogni monologo). Lo stile è limpido. L’aggettivazione, dietro l’apparente semplicità, parca e studiatissima. Come filo sotteso tra un capitolo e l’altro c’è una visione tragica e fatalista della vita, pur comunque smorzata all’interno degli affanni quotidiani che hanno il potere straordinario di rendere tutto meno serio, più controllabile e tollerabile. Dietro alla scrittura di Pedretti si intravedono gli accenni di un suo personale sistema filosofico, esplicitato dalle parole di una suora che si domanda: “Ecco, io non capisco. Capisco la realtà del dolore, la sento, ma non afferro la sua necessità. Perchè, perchè? Ho allora concluso che è una condizione. É la condizione della nostra vita, come il cerchio è tondo o l’aria azzurra. E la gioia è fatta di piccoli spazi, fori, dove noi non possiamo stare che poco, un nulla o quasi”.

Niente per Pedretti sfugge al suo destino, alla sua fine, nemmeno l’amore, quando scrive: “Ecco, disse lui: questa sarebbe stata la nostra vita. Perchè dici sarebbe stata la nostra vita? disse lei che non aveva capito di trovarsi in un sogno. Hai ragione, concluse lui, è la nostra vita, ma non possiamo condividerla. Neanche se ci vogliamo bene? disse lei. Neppure se ci vogliamo bene perché l’amore è una trasversale che taglia l’impossibile solo quando le cose della realtà quotidiana sono possibili. Allora l’amore non è grande cosa, disse lei. Tu mi hai abbandonato, disse lui, non perché sei malvagia, ma perché l’amore non è sufficiente. Non si ama infatti con l’amore, ma si ama con l’assurdo e questo vale per la vita e per la religione”.

“Grammatiche”, il titolo della raccolta, può significare molte cose. Nino Pedretti fu anche linguista e traduttore, visse per alcuni periodi della sua vita in Germania e qui ebbe modo di contrarre la passione (tipicamente tedesca) per la filologia. Da alcune sue lettere possiamo intuire che il significato di “Grammatiche” vada ricercato in un “paradigma” di personaggi che, alla stregua di un sistema ordinato di segni linguistici, può esistere solo grazie a strutture profonde che ne stanno alla base. Grammatiche dell’Essere, in una certa misura, utili a rivelare tutta l’infinita e abissale complessità del nostro io. Leggendo questa raccolta è inevitabile associare alle creature pedrettiane un volto noto, un conoscente, un personaggio di quartiere o un parente. Come ha scritto Carlo Bo: “Pedretti è uno dei rari poeti per necessità in un tempo ricco di poeti per convenienza o per casuale coincidenza”.

Il 2013 segna il novantennale esatto dalla nascita di Nino Pedretti. Sarebbe un vero peccato non cogliere l’occasione per leggere e ri-leggere gli scritti di questo grande non della letteratura locale, ma oseremo dire nazionale, perché se c’è morte peggiore per uno scrittore è quella a cui vanno incontro le sue parole, soprattutto se hanno ancora il potere di dirci qualcosa.

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