Estate 2013, le località che rischiano di più

Avvitata su se stessa, diffidente, decisa a risparmiare, a ridurre i budget di spesa, a contrarre le giornate di vacanza e tagliare lo shopping turistico. Non è delle migliori l’istantanea dell’Italia scattata da Trademark Italia, la società riminese attiva nel settore delle consulenze in campo turistico. Secondo la ventiduesima indagine, il dato nazionale di arrivi e presenze sarà mediamente in calo di oltre 7 punti percentuali. Il dato però “risparmia” alcune mete “tradizionali”, assicurano da Trademark, tra cui la Riviera dell’Emilia Romagna che dovrebbe perdere mediamente “solo” il 4,2%. Molto, ma molto meno di  Versilia, Sicilia, Sardegna e Ponente Ligure.

Più precisamente ecco i dati previsionali località per località: Lidi di Comacchio  (- 7,8%), Lidi Ravennati (-5,9%), Cervia-Milano Marittima (-4.1%), Cesenatico-Valverde-Villamarina (-3,2%), Bellaria-Igea Marina (-5,4%), Rimini (-5,5%), Riccione (-2,4%), Cattolica (-3,3%). Questo – fanno notare gli esperti di Trademark – peserà negativamente  anche sull’occupazione stagionale che scenderà di ulteriori 250-300 posti.

Il dato più grave – secondo l’osservatorio – riguarda il ridotto numero delle persone che hanno già deciso dove andare e quando andare che sarebbe pari al 22% con il 54,5% che risponde in modo disinteressato e nega la necessità (per sé e per gli altri) di un periodo di riposo e rigenerazione. Il 23,5% del campione prevede di fare una vacanza ma non ha ancora deciso dove andare e quando partire. Secondo Trademark rispetto al 2012, circa 5,4 milioni di italiani in meno potrebbero non fare vacanze. Tradotto in soldoni per l’industria del turismo significa rischiare di perdere 2,7 miliardi di euro di ricavi lordi. Tuttavia la spesa per una famiglia in vacanza (media nazionale 9 giorni per una media di 2,4 persone) crescerà 5% e sarà di circa 70 euro e si attesterà sui 1.460euro. Questo – ci spiegano – perchè il 65% del movimento avviene tuttavia tra luglio e agosto (alta stagione) quando tutto costa molto di più. In 10 anni i prezzi sono cresciuti del 29,5% (il 2,9% all’anno).

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Banca Popolare Etica, assemblea dei soci e dibattito: obiettivi e priorità della finanza etica

Se c’è un merito che va riconosciuto a Banca Popolare Etica è sicuramente la trasparenza. Lo dimostra anche la prossima occasione d’incontro (aperto al pubblico) tra tutti i soci della della Provincia  di Rimini  e della Repubblica di San Marino che si svolgerà domani martedì 7 maggio con inizio alle 18,30 presso la Sala Conferenze della CGIL (via Caduti di Marzabotto, 30) in occasione dell’assemblea annuale. L’incontro verte – scrivono gli organizzatori – sugli obiettivi e le priorità della finanza etica nell’attuale contesto di crisi economica. Quindi si dibatterà di come la finanza etica può conciliarsi con l’economia e la finanza tradizionale, partendo proprio dall’esperienza concreta di Banca Popolare Etica.

A condurre le riflessioni anche un nutrito gruppo di riminesi, giunti in breve tempo a ricorpire ruoli di primo piano nell’istituto nato nel 1999 con sede a Padova ispirato esclusivamente ai principi di finanza etica. Prenderanno quindi la parola Anna Fasano (Consigliere d’amministrazione) con un aggiornamento istituzionale sulle attività di Banca Etica, Gigliola Ricci (Banchiere Ambualnte) per fare il punto della situazione sulle attività a livello locale e Ivan Pesaresi (Responsabile culturale d’area) che illustrerà la Campagna “Con i miei soldi”. A seguire, a cura di Nazzareno Gabrielli (Responsabile Area Innovazione), il tema legato alle prospettive di innovazione della banca. Chiuderà l’incontro la presentazione, a cura di Andrea Zanzini, di una realtà locale finanziata da Banca Etica.

Sempre nella stessa sala alle 21,00 ci sarà la presentazione in anteprima nazionale dello spettacolo “Pop Economix. Da dove allegramente vien la crisi e dove va”. Prodotto dal Teatro Popolare di Torino e da Banca Etica, racconta i fatti storici e i meccanismi del sistema economico attraverso una comunicazione diretta tra narrazione e dialogo con il pubblico. Una sorta di conferenza-spettacolo, spiegano i promotori dell’iniziativa, per riflettere sull’uso responsabile del denaro a partire dalle vicende della crisi, che vengono affrontate in maniera approfondita ma con un taglio ironico e accattivante, offrendo chiavi di lettura e spunti per stili di vita più sostenibili.

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