Smartphone e Instagram, evento zero per Alter Ego

Coriano vuole entrare in relazione con tutta la provincia. In particolare con i giovani. Affinchè conoscano una realtà nuova. Così si terrà il prossimo 14 aprile con due concerti, un dj set e un concorso fotografico l’inaugurazione di “Alter Ego”, il nuovo movimento culturale fondato dalla Associazione Carlo Giuliano Onlus. Lo spazio è “rivolto soprattutto ai giovani adulti e a una generazione “curiosa” che vuole esibire, in assenza di discriminazione, il lato meno convenzionale del quotidiano, aggregando e integrando gruppi sociali disomogenei della provincia di Rimini.”.

“Alter Ego – dice il presidente dell’associazione e referente dell’evento, Paolo Severi – vuole essere un movimento, uno spazio culturale di condivisione e sperimentazione artistica dove i giovani possono esprimersi ed esibire le loro curiosità e il loro essere in quanto tali. Abbiamo pensato di andare fuori dalle solite rotte geografiche e sociali scegliendo la frazione di Sant’Andrea in Besanigo. E’ una zona con pochi servizi, dove non c’è una comunità organica e, quindi, l’obiettivo è duplice: rivitalizzare quel contesto e far conoscere ai giovani delle zone un po’ trascurate, non di normale flusso, ma aventi dei punti di aggregazione poco frequentati.” Seguiranno altri eventi  in Maggio, in Ottobre e in Novembre, con altri media: il cinema, la danza, la letteratura. La modalità principale di partecipazione sarà quella del concorso concernente ogni volta  una tematica diversa.   Protagonista quindi è la condivisione artistica in tutte le sue forme con aperture a proposte sperimentali.

L’inaugurazione di “Alter Ego” è stata fatta coincidere con il suo primo evento legato al concorso fotografico denominato “L’altra faccia di…” , patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia di Rimini e dal Comune di Coriano. Per partecipare al concorso sarà necessario scattare delle fotografie con smartphone e inserirle sull’applicazione fotografica mobile Instagram ed inviate via mail all’indirizzo contestalterego@gmail.com entro la mezzanotte del 12 aprile. Le immagini dovranno descrivere una visione alternativa, differente o segreta di te, del posto in cui vivi o dei luoghi che frequenti. Ogni partecipante potrà partecipare con un massimo di 3 fotografie originali e di propria produzione. Saranno premiate le fotografie che meglio rappresentano il tema proposto dal concorso.

La premiazione avverrà, appunto, il 14 aprile a Villa Gomez in Via della Repubblica, 1 a Sant’Andrea in Besanigo. Dalle 17 in poi. Apertura con dj set, alle 18.30 prima band locale che suona, alle 19.30 apericena cruelty free, alle 21.00 seconda band che suona, alle 22.30 circa premiazione del vincitore del concorso. Per informazioni 333-4335271 oppure 333-8003678 e via mail a: paoloseveri@gmail.com

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Trc, ormai è incubo collettivo. L’immancabile duetto Pizzolante-Petitti. E Melucci che rifà i conti

“Mi si perdoni la leggerezza della metafora – scrive l’On. Emma Pettiti (foto) – ma il deputato Sergio Pizzolante mi ricorda un famoso film quando esclama “Si può fare!” parlando di fermare il Trc e utilizzare i finanziamenti per altre opere. Un’operazione mostruosa che abbiamo visto come nella pellicola va a finire”. Ma la neo deputata torna seria. “Fuor di metafora inviterei Pizzolante, visto che auspica un lavoro comune con i colleghi riminesi e le amministrazioni locali, a lavorare non su improbabili e fantasiosi decreti e proposte di legge, ma a rimboccarsi le maniche e intraprendere insieme un’iniziativa che ci consenta di trovare le risorse da destinare alla salvaguardia della balneazione della nostra riviera. Azioni legislative differenti, come appunto quelle ipotizzate dal deputato del Pdl sul Trc, sono improponibili. Non è pensabile poter adottare iniziative simili per opere tra l’altro già realizzate e per acrobatici spostamenti di risorse già impegnate e utilizzate. E ancora una volta non vedo perché qualità dell’acqua e qualità dell’aria dovrebbero essere due impegni in concorrenza fra loro. Noi del PD e i nostri amministratori stiamo lavorando seriamente su entrambi i fronti, che riguardano non solo la città di Rimini, ma la sostenibilità ambientale e la qualità della vita dell’intera riviera”.

Così invece l’assessore al Turismo Maurizio Melucci, che dal proprio profilo Facebook nel replicare a Sergio Gambini, rifà i conti per affrontare l’obiezione relativa alla sostenibilità economica dell’opera da parte dei comuni. Che poi è una delle principali questioni su cui si discute. Ebbene – scrive Melucci – ad esempio al Comune di Riccione l’opera costa 6,2 milioni già coperti da mutuo acceso nel 2008. Al Comune di Rimini l’opera costa 15 milioni di euro. Anche in questo caso coperti da mutui ed in gran parte spesi come per Riccione. La restante parte dell’opera é finanziata dallo Stato 60% e dalla Regione oltre ad un finanziamento di Agenzia mobilità. Non vi é nessun ulteriore necessità di copertura per altri 80 milioni di Euro (come lascerebbe intendere l’intervista rilasciata da Sergio Gambini)”. Di tutti gli investimenti fatti per le grandi opere nel territorio Riminese – continua Melucci – quella del Trc é quella che ” pesa” meno sui bilanci dei comuni e chiamare ora in causa presunti impedimenti del patto di stabilità é solo una “scusa”, per altro maldestra, per cercare di scendere dal Trc. Tra l’altro il Governo proprio in questi giorni sta cercando di concordare con l’Europa l’uscita dal patto di stabilità di investimenti strategici. Il Trc ne farebbe parte. Quando il Trc entrerà in funzione sarà inserito nel TPL ( trasporto pubblico locale) al pari dell’attuale trasporto pubblico della nostra città. La tecnologia prevista per il Trc é sempre stata la stessa. Infatti Gambini sosteneva l’opera dopo 10 anni senza metterne in discussione la modernità. Non mi pare che vi siano stati stravolgimenti tecnologici in questo settore negli ultimi anni.”

Insomma, la questione è tutt’altro che a un passo dal dirimersi. Una cosa è certa. Il Trc i cittadini non lo vogliono. Questo lo sanno anche i muri e gli alberi che sono già stati abbattuti. (d.chi)

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Investimenti pubblici, il Patto è di “stabilità” o di “instabilità”? L’analisi di Marco Lombardi

Il Patto di Stabilità interno per le amministrazioni locali – scrive il Consigliere Regionale Marco Lombardi (foto) – viene spesso accusato di essere irrazionale in quanto impedirebbe ai Comuni di “spendere i soldi che hanno già in cassa”. Questo è allo stesso tempo vero e falso. Come dimostra anche il caso di Bellaria Igea Marina. È vero – motiva Lombardi – perché da qualche anno il saldo-obiettivo per i Comuni è calcolato secondo il criterio della competenza mista: competenza giuridica per la parte corrente, e cassa per il conto capitale. Quest’ultimo, dal lato delle uscite, corrisponde in massima parte agli investimenti in opere pubbliche. Essendo basato sulla cassa, ed avendo alcuni enti locali in passato impegnato in competenza ingenti spese, il vincolo di cassa sugli investimenti genera automaticamente l’accumularsi di residui passivi (che sono somme impegnate ma non erogate), cioè opere pubbliche già finanziate e spesso anche già avviate o addirittura completate, ma che non possono passare alla fase della liquidazione a causa del vincolo sulla cassa.

La discrasia tra competenza e cassa è acuita dal fatto che l’indebitamento, ossia una delle due principali fonti di finanziamento degli investimenti pubblici, non viene conteggiato tra le entrate rilevanti per il computo del saldo del PSi. Le somme così finanziate, dunque, non possono essere erogate a meno di un peggioramento del saldo. In pratica è come se un individuo comprasse un gran numero di prodotti alimentari ma avesse poi un vincolo su quanti ne possa effettivamente mangiare, essendo a dieta. Probabilmente starebbe tutto il giorno davanti allo scaffale pieno, interrogandosi per quale motivo abbia comprato tutto quel ben di Dio senza poi poterlo consumare. Probabilmente non si chiederebbe come mai ha comprato – a debito – tutta quella roba, ma lancerebbe semplicemente strali contro la dieta che gli impedisce di goderne i frutti.

Tuttavia – continua nella sua analisi Lombardi – l’affermazione secondo cui dall’attuale configurazione del PSi discenda automaticamente un blocco degli investimenti è anche falsa. Per quanto riguarda il rispetto del saldo-obiettivo, il PSi non distingue tra parte corrente e parte in conto capitale. Nulla vieta ad un Comune che voglia salvaguardare i pagamenti dei propri investimenti di effettuare l’intera manovra di aggiustamento sulla parte corrente, riducendo gli impegni di spesa sotto il livello delle entrate accertate (o aumentare queste ultime sopra il livello delle spese impegnate). Questo implica un avanzo di parte corrente che può essere destinato al finanziamento degli investimenti l’anno successivo o all’abbattimento dello stock di debito.

Ma molti amministratori locali – speiga il Consigliere – sono restii ad intraprendere questa strada, perché il taglio della spesa corrente implica un’azione costosa sia in termini di tempo (una vera revisione della spesa non si improvvisa in due minuti) sia in termini politici (il livello eccessivo di spesa corrente spesso serve a remunerare interessi di lobby e ad acquisire consenso politico). Nulla vieta agli enti locali, inoltre, di rimpinguare le entrate rilevanti ai fini del Patto, per esempio accelerando le dismissioni patrimoniali. Tuttavia, anche trascurando la fase estremamente complicata del mercato immobiliare, il vincolo di cassa ancora una volta torna a mordere: per essere rilevante ai fini del Patto, infatti, non basta un’immobile pubblico all’asta (il che darebbe luogo ad un accertamento di entrata) ma occorre incassare materialmente la somma (che genera un incasso di liquidità).

Riassumendo – e conclude – anche se non è necessariamente vero che il PSi impedisce, di per se’, gli investimenti, si tratta comunque di uno strumento incerto (per le Regioni funziona in un modo, per i Comuni e Province in un altro), oscuro (partorisce percentuali senza alcun senso economico), inefficiente (non ribalta sulle amministrazioni locali la stessa grandezza rilevante in sede europea) e ingiusto (scarica sugli enti di prossimità i sacrifici che l’amministrazione statale non vuole o non riesce a fare).

 




Libri, i 30 più venduti in Città

PERSONAGGI La "tabaccaia è un personaggio del film Amarcord diretto da Federico Fellini.

Cosa si legge in Città? Lo sveliamo con le classifiche dei libri più venduti presso tre punti vendita in Centro storico a Rimini: Feltrinelli, Mondadori e Libreria Riminese. Due le “riminesità” in piazzetta San Gregorio. Il Libro dei Sogni di Federico Fellini e Barafonda di Michele Marziani.

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LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI – Marzo 2013

dati rilevati il 28/03/2013

FELTRINELLI – L.go Giulio Cesare 4 (ang. Corso d’Augusto) RIMINI e.mail: rimini@lafeltrinelli.it

  1. La Rivoluzione della Luna di Andrea Camilleri (Sellerio)
  2. Non so niente di te di Mastrocola Paola (Einaudi)
  3. Fai bei sogni di Massimo Gramellini (Longanesi)
  4. Felicità in questo mondo di Giuseppe Cloza (Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai)
  5. Zavagliando (Bottega Bertaccini – Faenza) Autori vari
  6. Educazione siberiana di Lilin Nicolai (Einaudi)
  7. Le signorine di Concarneau di Georges Simenon (Adelphi)
  8. Evelina e le fate di Simona Baldelli (Giunti)
  9. La lucina è un libro di Moresco Antonio (Mondadori)
  10. Il coraggio di sognare. Noi, gli One Direction (L’Ippocampo)

MONDADORI – Piazza Tre Martiri, 6 – RIMINI e.mail: mftremartiri@gmail.com

  1. Uno splendido disastro di McGuire Jamie (Garzanti)
  2. Giocastickers dei Barbapapà (Doremì Junior)
  3. Sintomi di felicità. La mia passione per il canto contro la malattia di Voleri Marco e Gazzola Giuseppe (Sperling & Kupfer)
  4. Fai bei sogni di Massimo Gramellini (Longanesi)
  5. Letto di ossa di Patricia Cornwell (Mondadori)
  6. Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia (Mondadori)
  7. Riflessi di te. Crossfire Trilogy di Sylvia Day (Mondadori)
  8. Cose che nessuno sa di Alessandro D’ Avenia (Mondadori)
  9. Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (Mondadori)
  10. La notte di Wiesel Elie (Giuntina)

LIBRERIA RIMINESE – P.tta Gregorio da Rimini, 13 – RIMINI e.mail: libreria.riminese@libero.it

  1. Il potere che frena di Massimo Cacciari (Adelphi)
  2. Scegliere il principe. I consigli di Machiavelli al cittadino elettore di Viroli Maurizio (Laterza)
  3. Via di qua. Imparare a morire di Curi Umberto (Bollati Boringhieri)
  4. Panikkar. Un uomo e il suo pensiero di Bielawski Maciej (Fazi)
  5. Il tempo è un dio breve di Veladiano Mariapia (Einaudi)
  6. Il caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia di Paolo Flores d’Arcais, Vito Mancuso (Garzanti)
  7. Il libro dei sogni di Fellini Federico (Rizzoli)
  8. Stoner di John Edward Williams (Fazi)
  9. Il tramonto dell’euro di Alberto Bagnai (Imprimatur)
  10. Barafonda di Michele Marziani (Barbes)

La classifica precedente FEBBRAIO 2013

La lettura è solitudine. Si legge da soli anche quando si è in due.
(I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore)

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