Giornata internazionale della donna, tutte le iniziative in programma

di MILENA ZICCHETTI

Un programma vasto e variegato, pieno di eventi, momenti di riflessione e manifestazioni di ogni genere, quello voluto e organizzato dalla Provincia di Rimini e dall’Associazione delle Pari Opportunità in collaborazione con enti, associazioni di volontariato e sindacati in occasione della prossima Giornata internazionale della donna.

L’inaugurazione ufficiale si terrà domani venerdì 8 marzo in Provincia, con il saluto del Presidente Stefano Vitali e del Consigliere Delegato alle Politiche di Genere e Pari Opportunità Leonina Grossi, ma gli eventi si estenderanno per tutto il mese di marzo, coinvolgendo non solo la città di Rimini ma anche diversi altri comuni del circondario che hanno aderito all’iniziativa.

Tra i principali appuntamenti, segnaliamo: in data 6 marzo alle ore 17:30 presso il Cinema Tiberio di Rimini, la conferenza dibattito ad ingresso gratuito “Il corpo violato”, organizzata dalla associazione Acli Coordinamento Donne dove il relatore Maurizio Stupiggia tratterà il tema del trauma psicocorporeo dell’abuso. Dall’8 al 22 marzo, sempre a Rimini, presso l’Openspace NFC in via XX Settembre 32, la mostra “Art quake woman”, una collettiva di 23 artiste donne che metteranno in vendita, tramite donazione, i propri lavori e il cui ricavato andrà a sostegno delle popolazioni terremotate dell’Emilia. In data 9 marzo, presso il Palazzo del Turismo di Riccione “Opportunity. Donna e lavoro: career day”, rivolta a tutte le donne in cerca di lavoro a cui verrà data la possibilità di incontrare titolari di azienda ed enti di formazione. Una occasione in cui sarà possibile lasciare i propri curriculum e avere informazioni dirette su corsi o possibilità di creare nuove imprese.

Sempre il 9 marzo alle ore 20:30, presso la Sala Il Lavatoio di Santarcangelo, un interessantissimo dibattito in collaborazione con l’Arma dei carabinieri su “Stalking: come agire”. Ed è proprio sulla sicurezza della donna che si incentra anche il progetto “Sicura-mente Donna”, promosso dall’Associazione Ronin Academy A.K.S che vuole sottolineare l’importanza dell’arte marziale per le donne per la propria autodifesa. Il corso, iniziato il 5 marzo, è gratuito e si svolgerà per dieci lezioni nelle serate di martedì e giovedì dalle ore 20:30 alle 22:00 presso la palestra della Scuola Elementare di Santa Giustina.

Il 20 marzo alle ore 21:00 presso la sede della Provincia di Rimini (P.le A. Bornaccini nr. 1 – Sala 3° Piano) una conferenza esperienziale gratuita tenuta da Simona Oberhammer, in collaborazione con il Servizio di Pari Opportunità della Provincia di Rimini dal titolo “Libera di essere! Esprimere i Propri Talenti nella Via Femminile”, rivolta donne affinché possano capire come appropriarsi del loro modo di essere e sentirsi libere di esprimersi. Come ultima segnalazione, per data e non per importanza, un evento della memoria, per ricordare quello che successe il fatidico 8 marzo del 1911. Presso il Centro Giovani di Santa Giustina, il Teatro Officina Zimmermann, in data 22 marzo alle ore 21:00 metterà in scena “Triangle Factory” facendoci rivivere, attraverso una rappresentazione teatrale, il dramma dell’incendio dove morirono 146 operaie, tutte donne (ingresso gratuito).

E’ possibile scaricare qui il programma completo con tutte le iniziative della Provincia di Rimini

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Archeologia, inaugurazione mostra scavo area Pritelli

Inaugurazione domenica 10 marzo alle ore 17 presso il Museo della Regina della mostra dedicata alla prima campagna di scavo archeologico che nel 2004 venne effettuato nel centro della città (Via Carlo Marx) nell’area di proprietà Pritelli. Lo scavo  – spiegano gli organizzatori – ha portato alla luce alcune strutture murarie e cortilizie che sembrano confermare il ruolo preminentemente utilitaristico dell’intero complesso, la cui costruzione e risistemazione aveva reso necessario tra l’altro il drenaggio del suolo, ottenuto con una serie di anfore distese e infilate l’una nell’altra. Le fasi di vita dell’area sono le medesime già indicate dallo studio della Ex Piazza del Mercato Ortofrutticolo: installazione in età augustea, un secondo impianto tra fine I sec. d.C. e inizi II sec. d.C., abbandono e trasformazione dell’area verso la fine del III secolo.

Nel corso dell’inaugurazione Raffaella Angelini presenterà il risultato della sua ricerca e illustrerà alcuni dei materiali più significativi tra quelli rinvenuti, gli stessi che saranno esposti: ceramiche soprattutto, poi anfore, qualche moneta, oggetti in metallo, un interessante strumento tubolare in osso a punta acuminata, quasi certamente uno stilo per la scrittura su tavolette cerate, segni e segnali della vita quotidiana della città nella prima e media età romano-imperiale. Interverranno l’Assessore alla Cultura dott.ssa Anna Sanchi e l’archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, dott.ssa Annalisa Pozzi, funzionario di zona. La mostra archeologica rimarrà allestita fino al 15 settembre.

 

 

 




Come navigare nella crisi, il convegno Api Rimini

Sarà l’Hotel Le Meridien di Rimini ad ospitare venerdì 8 marzo dalle 15.00 alle 18.30 il convegno “Imparare a navigare nella tempesta perfetta. Nuove soluzioni per le PMI al tempo della crisi”, organizzato da API Rimini con il contributo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Tra i relatori dell’incontro, moderato dal consulente Giordano Mancini, ci saranno Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, Toni Russo, Presidente Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia e alcuni imprenditori che porteranno la loro testimonianza sui percorsi innovativi accessibili alle PMI per affrontare un cambiamento oggi ineludibile.

Ad aprire i lavori sarà Massimo Colombo, Presidente Api Rimini, a seguire Giordano Mancini, consulente e moderatore del convegno, spiegherà come l’intrecciarsi delle crisi finanziaria, economica, sociale, energetica e ambientale generi “la tempesta perfetta” che investe i mercati. Proseguirà Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, illustrando il ruolo centrale della PMI nel cambiamento dal vecchio sistema politico-economico basato sulla crescita quantitativa del PIL ad uno nuovo basato sulla “crescita selettiva” della produzione industriale. La prima parte del convegno sarà conclusa da quattro case history aziendali d’eccellenza. Da Astorflex – Ragioniamo con i piedi di Gigi Perinello, che con le sue calzature a concia vegetale ha inaugurato una filosofia aziendale sostenibile e no logo, aprendo un canale di vendita attraverso i Gruppi Acquisto Solidali, a tre aziende, la Celli SpA, div. ALMA di Gianluca Celli, la Tanari Srl di Tiziano Tanari e Il Ciclo Velò di Marcello Grassi che stanno cambiando, o hanno già cambiato i loro modelli di business, i prodotti, la comunicazione e altre strategie aziendali per cogliere le opportunità del grande cambiamento.

Il convegno affronterà poi il tema dei fondi a supporto delle imprese, grazie all’intervento di Massimiliano Cotechini della Cassa Depositi e Prestiti, mentre la comunicazione sostenibile, dal futuro della carta stampata, alla ‘rivoluzione’ della rete, alle qualità richieste da una comunicazione efficace sarà l’oggetto dell’intervento del direttore responsabile di “INNOVARE: la sfida della PICCOLA E MEDIA IMPRESA”, Marco Tenaglia. A chiudere gli interventi ufficiali, prima del dibattito che tirerà le fila del convegno, sarà Toni Russo, Presidente Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia, che illustrerà l’esperienza di 800 piccole e medie imprese austriache verso un economia etica e sostenibile, auspicando la diffusione dell’Economia del Bene Comune anche in Italia.

 




Donne e lavoro, incontro con le imprese del territorio

Maria Grazia Tosi Foto Nicoloro G.

di MILENA ZICCHETTI

In occasione della Giornata internazionale della donna di venerdì prossimo 8 marzo, la Commissione per le Pari Opportunità di Riccione ha organizzato l’evento “Opportunity. Donne e lavoro”. Una giornata dedicata alle donne che cercano lavoro. L’iniziativa, che si terrà il giorno dopo sabato 9 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 18 presso il Palazzo del Turismo di Riccione (Piazzale Ceccarini), ha come intento quello di mettere in contatto le donne in cerca di lavoro con persone e aziende del territorio che possano offrire possibilità di impiego, formazione e orientamento.

Particolarmente soddisfatta di questa iniziativa, inedita per il nostro territorio, Maria Grazia Tosi, (nella foto) Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune: “Sarà un career day rivolto a sostenere in qualche modo le donne di tutte le età, quelle che cercano il primo lavoro, che sono in cassa disoccupazione o mobilità e anche quelle che per motivi familiari si sono dovute dedicare ad altro e che poi vengono ritenute ‘fuori corso’. L’obiettivo finale non sarà solo far trovare un’occupazione, ma anche consegnare a queste donne gli strumenti utili per capire meglio come intercettare le aziende, come adeguarsi alle esigenze del mercato, valutare la possibilità di creare una propria professione, ma anche semplicemente come redigere un curriculum o come comportasi ad un colloquio. E’ stato molto complesso organizzare un evento di questo tipo, ma devo dire che da subito abbiamo riscontrato la piena adesione da parte delle più importanti associazioni di categoria di Riccione e della Provincia, che non solo saranno presenti nel loro specifico desk, ma si sono date molto da fare nel trovare i giusti esperti che, nell’aria formazione, svolgeranno un ruolo molto importante nell’instradare verso percorsi spesso non così chiari e facili”.

Diverse le aree tematiche alle quali poter accedere durante la giornata. Ci sarà la possibilità di incontrare direttamente imprese e associazioni del territorio a cui presentarsi a lasciare il proprio curriculum. Nella specifica area “nuove idee”, si potranno incontrare consulenti, associazioni e istituti di credito a cui chiedere informazioni o chiarimenti in merito alle modalità per creare nuove imprese o progetti. Saranno possibili incontri con consulenti e formatori che daranno utili consigli su come prepararsi alla ricerca del lavoro o su eventuali corsi di specializzazione, utili ad una più completa formazione. Infine si potranno ascoltare preziose testimonianze si donne che sono riuscite a realizzare il proprio sogno, a cimentarsi in un nuovo lavoro o anche ad inventarselo. Per informazioni: pariopportunita@comune.riccione.rn.it – 0541.426033

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Informazione, il Nuovo Quotidiano da domani in edicola a pagamento

Da domani 6 marzo il Nuovo Quotidiano di Rimini sarà in edicola a euro 0,50 insieme a Italia Oggi, il quotidiano di informazione politica, economica, giuridica. Due volte al mese, sempre a 50 centesimi il Nuovo Quotidiano diretto da Claudio Casali regala anche i mensili Capital e Class.

Le copie gratuite – fanno sapere dal giornale – saranno sempre disponibili negli NQpoint convenzionati, oltre che sfogliarlo gratuitamente dal sito web NQnews.it e dagli applicativi Apple e Android. In bocca al lupo per la nuova iniziativa.




REGIONE L’Ausl unica della Romagna e il documento “fantasma”

“L’Ausl unica della Romagna si basa su un documento ‘fantasma’.” A sollevare la questione è Mauro Manfredini, capogruppo della Lega Nord in Assemblea Legislativa. Sottoscritto dai quattro presidenti delle conferenze socio-sanitarie interessate – e già illustrato alla stampa – risulta ignoto alla Regione. Che ci sia stato un ripensamento? Si chiede il consigliere firmatario di una richiesta di accesso agli atti, dalla quale risulta che il documento non è mai stato in possesso della Regione.

Nella risposta il direttore generale alla Sanità e alle Politiche sociali di viale Aldo Moro, Tiziano Carradori precisa infatti che “non si dispone, al momento, di alcun documento ufficialmente pervenuto o elaborato in materia”. Quel documento, datato 19 novembre 2012, sarebbe stato firmato dal presidente della conferenza di Rimini Andrea Gnassi e dai colleghi Paolo Lucchi (conferenza di Cesena), Paolo Zoffoli (conferenza di Forlì) e Claudio Casadio (conferenza di Ravenna), come da loro stessi annunciato alla stampa, e avrebbe dovuto sancire il via libera al progetto. “O quella dei firmatari del documento è una clamorosa ‘fuga in avanti’, o la Regione arriva tardi. O, ancora, è in atto un ripensamento sul progetto – osserva Manfredini -. In tutti i casi la trasparenza impone spiegazioni. Dopo i proclami stampa degli amministratori territoriali, i cittadini hanno il diritto di conoscere il vero ‘stato dell’arte’ sull’Ausl unica. La Regione ci deve delle spiegazioni”.

 




INCHIESTA Aeradria sulla pista di rullaggio

di DOMENICO CHIERICOZZI

Nel giro di un anno sul “Fellini” è successo un po’ di tutto. A marzo dell’anno scorso, secondo studi nazionali finiti sul tavolo dell’allora ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, i piccoli aeroporti regionali dovevano praticamente chiudere. Poi, a gennaio appena passato, la buona novella: il “Fellini” è aeroporto di interesse nazionale nel firmamento con altri 30 scali. La festa però è finita presto. Aeradria, la società che l’aeroporto lo gestisce dal 1962, bussa al Tribunale di Rimini con richiesta di un piano di concordato in continuità. Ovvero di avvalersi di una recente novità introdotta dal Decreto Sviluppo (L. 34/2012) che consente di affrontare con strumenti “innovativi” le crisi aziendali. Aeradria è “tecnicamente fallita”.

Perchè e come sia potuto accadere (nonostante alla società non sia mai mancato il sostegno economico) è la principale domanda alla quale si dovrà trovare risposta nei prossimi mesi. Ma non è l’unica. Visto e considerato che febbraio, oltre che il mese delle delibere per i finanziamenti pubblici, è stato anche il mese degli esposti. Uno del consigliere Fabio Pazzaglia (Sel Fare Comune), l’altro della consigliera Carla Franchini del Movimento 5 Stelle. Per cui la questione “Fellini” ha già varcato la soglia degli uffici della Procura della Repubblica di Rimini e quelli dei confini locali andando direttamente a Roma alla Corte dei Conti. Che cosa vuole l’opposizione? Sulla società, che è partecipata e a maggioranza pubblica, le forze politiche di minoranza chiedono agli organi competenti di verificare se nella concessione di finanziamenti pubblici da parte del Comune di Rimini (considerato il palese e grave stato di crisi del “Fellini”) si ravvisi il “danno erariale” o se ci siano stati, ai vari livelli della società che gestisce lo scalo, altri eventuali tipi di reato. Insomma, gli organi giudiziari sono stati “invitati” ad occuparsene. E sarà da procura e magistratura contabile che dovranno arrivare le risposte.

Dalle ipotesi alle certezze. L’ultimo bilancio disponibile che fotografa i conti del “Fellini” riguarda il 2011. Diversi punti da chiarire. E’ stato approvato il 27 novembre del 2012 dopo quattro revisioni. Perchè tanta indecisione? Anche per quello del 2010 non sono stati rispettati i tempi. Se a questo si aggiungono i tanti i campanelli d’allarme lanciati sia dal Collegio sindacale sia dalla società di revisione dei conti, ecco che altri dubbi emergono. Senza considerare – come scrivono i revisori – l’opacità nei comportamenti, ovvero la mancanza di documenti a supporto di alcune significative voci di bilancio. Per intenderci. Al momento come stiano le cose nessuno lo sa esattamente.

Sulla vicenda Aeradria ci sono questioni politiche e tecniche che si mescolano. Per molti osservatori è evidente che il management di Aeradria si debba dimettere il prima possibile. Cosa che il suo presidente, Massimo Masini (foto), non ha escluso fare anche prima del giugno del 2013, scadenza naturale Cda. Per il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, meglio “non gettare alle ortiche tutti i sacrifici e gli investimenti fatti fino a questo momento” e “evitare il rischio di vedere il Fellini chiudere i battenti con le conseguenze devastanti che tutti possiamo immaginare: tante persone senza più un lavoro, creditori senza nulla in mano e una città priva di uno strumento fondamentale per il nostro sviluppo”. Tuttavia stanno emergendo, giorno dopo giorno, questioni che, se confermate, dovranno essere quanto meno giustificate da chi di dovere. I fatti sono ormai noti. I consulenti di Aeradria sono ancora al lavoro. Il piano, che doveva essere depositato in Tribunale il 28 febbraio, con apposita istanza di Aeradria è stata richiesta e ottenuta una proroga di un mese. Quindi il destino di questa realtà sarà più chiaro a fine mese.

Secondo le ultime notizie, ci sarebbero in corso trattative per la “privatizzazione” del Fellini con almeno tre soggetti e “con uno di questi è molto seria” ha detto di recente presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali. Questo è quanto. Che dire. Dopo aver ficcato Riminiterme nel vicolo cieco della cooperativa immobiliare reggiana Coopsette con i suoi mega progetti (tutt’ora sulla carta) a Rimini sud, aver messo in ginocchio la Cassa di Risparmio di Rimini, la sensazione e che un altro gioiello dell’economia locale stia per finire in chissà quali mani. Speriamo buone.

Un po’ di numeri. Aeradria è dal 2005 che tenta di raggiungere gli obiettivi di “autosufficienza”. E il sostegno economico non gli è mai mancato. Il Piano degli investimenti e di sviluppo e programmazione economica finanziaria è stato condiviso tra i soci dal 2008 ad oggi. L’ultimo atto approvato dal Cda di Aeradria è stato nella seduta del 27 marzo 2012 a valere per il periodo 2012-2015 che presenta un conto importante: 94,8 milioni di euro di investimenti di cui 63,2 per interventi da soggetti diversi da Aeradria e 30,8 per interventi invece a carico della società. Che proprio quest’anno, secondo i piani, avrebbe dovuto raggiungere il pareggio di bilancio. Quanto ai più recenti apporti di capitali pubblici, nel 2013 registriamo quelli del Comune di Rimini (per 729 mila euro), del Comune di Riccione (319 mila), Fiera di Rimini e Camera di Commercio (per complessivi 3 milioni). Aeradria presenta col bilancio 2011 una perdita di 6,2 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 7,6 del 2010. Il totale debiti verso banche nel 2011 è di 13 milioni (nel 2010 era di 12,4), quelli verso fornitori  15,8 (erano 8,3 nel 2010). Infine il fatturato: 15,9 milioni nel 2011 contro i 10,9 del 2010 con costi di produzione più che superiori pari 19,5 milioni nel 2011 (16,2 nel 2010). La ricaduta economica indotta sull’economia locale è stata stimata da Aeradria intorno ai 900 milioni di euro. Nonostante l’articolo 20 dello statuto preveda la possibilità avere un direttore generale, Aeradria non ha mai pensato di nominare una figura manageriale così importante per affrontare la “battaglia” dei cieli. 

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Trc, nuovo intervento del Movimento 5 Stelle

Da un po’ di tempo sembra che ci si accusi di strumentalizzare le lotte civili per fini elettorali , per creare consensi … questi mezzucci li lasciamo ai più navigati soggetti politici noi non ne abbiamo bisogno. Ricordiamo che là dove ci sono da difendere i diritti sacrosanti dei cittadini , di noi tutti e senza nessun tipo di interesse personale , noi ci siamo e ci saremo sempre , come ci siamo stati nelle diverse lotte proposte dai movimenti spontanei dei NO TRC di Rimini e Riccione , ricordando che questa lotta ha origini lontane composta perlopiù da residenti arrabbiati e che ha raggiunto il suo massimo livello sopra tutto a Riccione con la raccolta di firme per il referendum contrario all’opera ( bocciate 4.000 firme dal regolamento comunale ) e con le varie ed incisive forme di protesta (smile e cortei pacifici).

Cittadini appartenenti a credi politici diversi o semplicemente liberi di poter esprimere un opinione sacrosanta che riguarda la loro città , pensando di poter contare qualcosa…. ma la classe dirigente , che ha retto per decenni lo scettro del potere ha tirato dritto fregandosene letteralmente delle opinioni delle gente , fregandosene dell’esorbitante spesa prevista per quest’opera inutile, fregandosene di quella che sarà poi la spesa per mantenerla , fregandosene di deturpare e spianare aree pubbliche e private ,fregandosene di tagliare alberi , fregandosene di dare giuste informazioni sull’opera cercando anzi di nascondere le verità sul tutto e pensare che si sono spacciati per quelli che varavano la politica dell’ascolto e della condivisione e così che essendo sordi e ciechi riacquistano miracolosamente udito e vista all’indomani dei risultati elettorali che hanno denunciato semplicemente la loro arroganza data da poteri e sistemi ormai corrosi al loro interno. Il cappello lo hanno messo loro su scelte discutibili, su incarichi pilotati, sulla cementificazione selvaggia, sull’agonia delle imprese, sulla loro burocratica visione del tutto e quel cappello ora se lo mettessero in testa per ripararsi dal sole della vera democrazia e dal vento del rinnovamento.

 




San Leo, la città della Valmarecchia

di RITA CELLI

Gara di primati per il titolo di città in Valmarecchia. E’ scattata la diatriba qualche settimana fa tra Bellaria, Santarcangelo e Verucchio. Oggi lo storico Ugo Gorrieri vuole precisare che il primato di città spetta a San Leo. “Già nell’anno 680 d.C. – dice l’esperto – il ‘geografo’ ravennate menziona la Mons Feretrus (Montefeltro), nome antico di San Leo, come Civitas Montis feretri in ragione della sede vescovile”. Nel Medioevo “il titolo di città spettava solo alle sedi vescovili” continua Gorrieri. Nell’età moderna, i papi dichiararono città anche altre località non sede di diocesi. “Queste venivano provvedute di una chiesa collegiata col capitolo dei canonici – spiega Gorrieri – come è il caso di Verucchio e Santarcangelo. San Leo non ha però mai perduto il suo titolo di città, perchè non ha mai perso i suoi diritti episcopali. Per questo il suo duomo è cattedrale a tutti gli effetti, sia giuridici che canonici. La bolla di Pio V del 1572, emanata da Gregorio XIII, è molto chiara: la chiesa feretrana prestava provvisoriamente ad altri i suoi ‘munera, salvo iure tituli civitatis’. La conferma si trova nella solenne epigrafe su marmo sollocata nella cattedrale, dopo i restauri del 2006, come pure nello stemma episcopale moderno posto sul portale. Capitale del regno italico (dal 962 al 964) con Berengario II, a capo della diocesi-contea di Montefeltro per tutto il Medioevo, e della provincia feretrana in età moderna, San Leo si è vista riconoscere ufficialmente il suo titolo di secolo in secolo da ogni vescovo e da ogni altra autorità civile e religiosa. Ne fanno fede innumerevoli documenti e sigilli”.

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Ragazze e mamme tossicodipendenti, nuova iniziativa di San Patrignano

San Patrignano lancia il progetto “Una casa per crescere”, dedicato all’accoglienza e ai servizi che la comunità dedica alle donne. Dalla comunità spiegano che l’obiettivo è poter fare di più per le ragazze e le mamme tossicodipendenti con i loro bambini. All’interno di San Patrignano, infatti, è stata riadattata una struttura, chiamata “la casa delle mamme”, dove alcune madri, con più necessità di vivere l’infanzia dei propri bambini e bambine, trascorrono la loro giornata. Ma le necessità di accoglienza aumentano giorno dopo giorno e le strutture abitative del villaggio di San Patrignano, compresa la stessa casa delle mamme hanno bisogno di notevoli e costosi interventi di riqualificazione, quando non di un ampliamento. Allo stesso tempo la volontà della comunità è quella di creare una o più strutture al suo interno dedicate unicamente a ragazze minorenni, che vista la giovane età hanno esigenze differenti rispetto alle ragazze più grandi.

«Il percorso di recupero delle donne è, in media, maggiormente problematico rispetto a quello dei ragazzi. Esse devono, infatti, affrontare vissuti spesso caratterizzati da situazioni limite, estremamente degradanti, che ne hanno seriamente pregiudicato il percorso di crescita – spiega Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale di San Patrignano – In particolare le ragazze molto giovani e con una personalità fragile sono alle prese con momenti di paura e di sconforto. Le madri, invece, hanno bisogno di ricreare con i propri figli, spesso vissuti in condizioni emotivamente disagiate o con i nonni, una dimensione familiare spesso mai sperimentata, con l’aiuto di esperti dell’infanzia e educatori».

Il fenomeno della tossicodipendenza, soprattutto legata alla cocaina, è in continua ascesa fra le donne. Si calcola che ogni 5 tossicodipendenti, uno sia di genere femminile: solitudine e depressione sono fra le cause più comuni, ma prevale soprattutto la convivenza con un partner che beve o si droga. Ad oggi, in linea con i dati nazionali, circa 250 donne stanno svolgendo il percorso di recupero in comunità. Di queste una decina sono minorenni e diverse sono madri che nel tempo sono state raggiunte in comunità dal figlio. Alcune di queste ultime, hanno dovuto affrontare, con l’ausilio gratuito dell’ufficio legale della Comunità, controversie legate all’affidamento dei figli quando non al pericolo che fossero dati in adozione.

Per effettuare una donazione ci sono diversi canali attivi. In particolare da oggi  lunedì 4 fino a domenica 10 marzo sulle reti RAI andrà in onda una campagna di raccolta fondi in favore del progetto per cui telespettatori potranno inviare denaro con un sms dal cellulare. Per informazioni esiste anche un numero verde: 800316614 (b.r.)