Torna al porto di Rimini la Grande Ruota Panoramica

La novità 2013 è quella della cabine chiuse e la “gondola” vip. In attesa di vederla davvero, questa mattina gli organizzatori hanno convocato i media locali per fare il punto della situazione (nella fotogallery le immagini di oggi – foto Mac). “E’ una lotta contro il …tempo. In tutti i sensi”, è stato detto con un riferimento esplicito alle previsioni meteo dei prossimi giorni. I 25 operai che sono impegnati nella fase di montaggio della ruota panoramica, lavorano incessantemente dalla mattina alle 7 fino all’imbrunire per garantire a tempo di record l’inaugurazione per la Pasqua.

Il viaggio della Grande Ruota Panoramica di Rimini è iniziato ufficialmente proprio una settimana fa. Giovedì 21 marzo da Rotterdam, i tir che trasportavano i container con piloni, cabine, luci, casse ecc. sono partiti con destinazione Rimini. Un viaggio lungo e ricco d’insidie, condizionato dal meteo e terminato lunedì scorso quando i primi bilici sono approdati nel piazzale antistante il Club Nautico. Per “The Whell” è una scommessa ed una sfida da guinness: montare e allestire “La Ruota di Rimini” in appena 5 giorni. La messa in opera di una struttura che raggiungerà i 60 metri di altezza richiede impegno ed attenzione con scrupolose procedure di sicurezza. La Grande Ruota Panoramica di Rimini rimarrà in piazzale Boscovich fino al prossimo 16 settembre e l’area lounge antistante, si potrà trasformare in una grande piazza per eventi e kermesse. Un luogo d’ncontro per i riminesi e per i tanti turisti che da Pasqua scenderanno in Riviera. Nella foto di gruppo l’Assessore alle Attività economiche del Comune di Rimini  Jamil Sadelgholvaad con i rappresentanti della società The Whell, Luciano Tirincanti e Massimo De Carlo e Erni Kipp.

La Ruota di Rimini: numeri e curiosità. Luogo di provenienza Rotterdam (Olanda). Realizzata nel 2000 è stata di scena a Parigi, Lione, Bonn, Berlino, Honk Hong. Alta 60 metri, dispone di 42 cabine chiuse in stile liberty e dotate di cabina vip. Pesa la bellezza di 360 tonnellate circa.  Non proporio economicissima, per farci un giro il biglietto adulti costa 8 euro, 6 euro i ridotti (bambini fino a 10 anni), gratis le persone con disabilità. Esistono anche due convenzioni, una con Italia in Miniatura (2 euro di sconto sul biglietto intero Adulto per la Ruota mostrando il biglietto di Italia in Miniatura), l’altra con il Delfinario (1 euro di sconto sul biglietto intero Adulto per la Ruota mostrando il biglietto del Delfinario).

 

 

 

 

 




Pioggia e frane, chiusa la strada provinciale 32 in località Ventoso

Chiusa temporaneamente al traffico veicolare la Strada provinciale 32 nel Comune di Verucchio in località Ventoso.  I dissesti segnalati – leggiamo in una nota della Provincia – saranno risolti definitivamente da un intervento il cui costo è di 510 mila euro e che prevede la realizzazione di un by-pass stradale di circa 400 metri in variante dell’attuale parte di sede stradale, da questa mattina temporaneamente inibita al transito. Tale intervento risolverà in maniera definitiva i problemi di movimento del terreno e di smottamenti, registrati in quella porzione di Sp32.

Se nei prossimi giorni le condizioni metereologiche ne consentiranno il regolare svolgimento, i lavori di completamento della piccola ‘circonvallazione’ in località Ventoso saranno conclusi entro la seconda metà del mese di aprile 2013. La chiusura temporanea della strada provinciale Sp32 è stata naturalmente concordata con il Comune di Verucchio e con la confinante Repubblica di San Marino.

 

 




Diocesi di Rimini, il programma delle celebrazioni pasquali

Questa sera, giovedì santo, alle ore 18 il Vescovo compirà il gesto di Gesù ai suoi apostoli, la lavanda dei piedi a dodici sacerdoti e seminaristi. La comunità cristiana s’incontra in Basilica Cattedrale per la Messa nella Cena del Signore, memoriale dell’Ultima Cena e dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio.  Domani, venerdì 29 marzo, in diverse località della Diocesi si svolge la Via Crucis. E il giorno di contemplazione del mistero della passione di Gesù, e i fedeli sono invitati al digiuno e all’astinenza dalle carni. Non si celebra la Messa.

Sabato santo 30 marzo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore. Non vi è alcuna celebrazione liturgica. Nella Chiesa di S. Bernardino, alle 10, si canta l’“Ora della Madre”: una preghiera in canto, della tradizione cristiana orientale, in cui si rivive la speranza della Madonna in trepida attesa della risurrezione del Figlio. Parteciperà anche il Vescovo. Alle ore 17.30 il Vescovo – come tradizione – farà visita ai carcerati presso la Casa Circondariale di Rimini. Sempre sabato, alle 22,30 di sabato, in Basilica Cattedrale, il Vescovo presiede la solenne Veglia Pasquale nella notte santa. Aprirà tale celebrazione il “Lucernario”, con inizio sul sagrato: benedizione del fuoco, preparazione del cero, ingresso in Cattedrale, canto dell’Annunzio Pasquale.

Segue la liturgia della Parola, con le letture, il Vangelo e l’Omelia. Il Vescovo procederà alla liturgia battesimale, conferendo i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana a una ventina di catecumeni giovani e adulti di varie nazionalità (e cinque solo cresimandi); seguirà la liturgia eucaristica. Domenica della Santa Pasqua il Vescovo presiede in Basilica Cattedrale la Messa Solenne di Pasqua alle ore 11.

Il Lunedì dell’Angelo (1 aprile), infine, il Vescovo impartisce la cresima ai giovani della parrocchia di Pianventena, alle ore 10.30. Martedì 2 aprile, infine, alle 18.30 il Vescovo presiederà la celebrazione della S. Messa in memoria della Venerabile riminese Carla Ronci (43esimo anniversario della morte), a Torre Pedrera.




RiminiKmZERO, nuovo progetto pronto a decollare

di MILENZA ZICCHETTI

Il tema ormai è noto a gran parte dei cittadini e riguarda la spesa a chilometri zero, ovvero perchè e come mettere nel carrello alimenti prodotti localmente e (meglio se) di stagione. Al parterre degli attori già presenti sul mercato, si aggiunge RiminiKmZERO. “Fare la spesa on line è semplice e veloce”, garantiscono dal team. Infatti basta lasciare i propri dati sul portale (mentre scriviamo è offline, ma solo per motivi tecnici, ci sono lavori in corso e a breve sarà raggiungibile) e via, si parte con la spesa. Oltre agli acquisti, c’è la possibilità per gli utenti di poter scambiare idee, consigli, ricette e interagire direttamente con i produttori. I prodotti a disposizione sono i più diversi: frutta e verdura di stagione, formaggi freschi, salumi, affettati, pasta, riso, biscotti, vino, birra artigianale.

L’originalià, dunque, è rappresentata dal fatto di essere un ‘mercato virtuale’. I produttori sono di aziende che hanno sede nella Valle del Conca e del Marecchia, spesso piccolissimi. Oltre alla possibilità degli acquisti, c’è anche altro? Vediamo un po’.

Partiamo dall’inzizio, come è nata l’idea e da chi è formato il Team di RiminiKmZERO?

Il team è formato da “cervelli liberi pensatori” che lavorano con una visione ad amplissimo raggio. L’azione complessa e articolata che andremo a svolgere entro il 2013, ha l’intento di trasformare Rimini in un nuovo polo di attrazione, diverso da quello per cui è conosciuta ora. Rimini merita di avere nuove chance, quindi ne abbiamo intercettato forti e consolidate potenzialità “green” che andremo ad offrire ad una community presto internazionale.

Come definireste “RiminiKmZERO”?

Come una piazza virtuale, attraversata da persone interessate ed interessanti. Un “luogo” dove poter acquistare con fiducia prodotti che provengono esclusivamente dal proprio territorio, con la comodità di poter ricevere a casa quanto ordinato, pagando esattamente il costo del produttore, senza surplus e senza intermediazioni e dove si può leggere ogni particolare del lavoro appassionato e faticoso dei produttori stessi. A fare da contorno a questa piazza virtuale, una serie di forum e circoli tematici ai quali ci si può iscrivere condividendo interessi e informazioni.

Novità in progetto?

Tante! Ad esempio il club “BARATTI e BARATTOLI” che condividerà la passione per confetture, liquori, sott’olii rigorosamente fatti in casa. Ci si scambierà barattoli, ricette , sperimentazioni, tutti a KmZERO. Il club “BIRRA e BIRRI” che tratterà del mondo della birra (quella fatta “in casa”) e tante curiosità come quale bicchiere è adatto? Quale pietanza abbinare? Quali aromi le contraddistinguono? Il club “PANE VIVO”, un luogo dove si tratterà della pasta-madre per panificazione casalinga e di fermenti vivi per produrre deliziosi formaggi casalinghi. Quindi tante ricette, uno scambio di preziosi lieviti, un modo nuovo di stare insieme e di condividere una passione antica. Il club ” SEMI.ORTO ” con tante utili informazioni per coltivare con successo in città e in poco spazio. Sementi antiche, erbe aromatiche solite e insolite da acquistare sempre nella nostra piazza di RiminiKmZERO. Il club “CELIAMIA “, dedicato ai celiaci e che vuole trattare questa forma moderna di intolleranza alimentare. Ci saranno gustose ricette , ristoranti dedicati, un forum attento e rispettoso alle esigenze di questo popolo in costante aumento. Infine il club “ETIC .HETTA”, anch’esso un’assoluta novità. Il consumatore è sempre più attento alla composizione del prodotto alimentare : guarda l’etichetta, ne controlla i contenuti, si pone domande e vuole approfondire. Ecco quindi che gli amici di RiminiKmZERO potranno trovare informazioni e aggiornamenti su un argomento così delicato e attuale.

A chi vi rivolgete in particolare?

A tutti i “cittadini in cammino”. Vogliamo interagire con loro, avere il loro assenso ma soprattutto i loro dissensi. La “piazza” è per loro e loro sono la nostra piazza. Il linguaggio che condividiamo è semplice e il nostro lavoro è quello di essere al loro fianco.

Come è avvenuta la scelta dei produttori?

I produttori erano già lì, tantissimi e operossissimi. Il progetto del quale fa parte RiminiKmZERO renderà visibile un mondo intero legato all’entroterra. Una Rimini che non si ferma, ma ha la voce bassa, leggera. A noi piacerà alzarne il volume e valorizzarla come merita, dal punto di vista produttivo e turistico. Crediamo che questo momento di immensa ed attuale difficoltà debba essere un’ altrettanta opportunità di cambiamento. Siamo certi che serva una visione d’insieme e un progetto nuovo per operare una trasformazione. Perchè il futuro è già oggi.

© MILENA ZICCHETTI Copyright lapiazzarimini.it  – Tutti i diritti riservati

 

 

 

 




Giovani, i neo maggiorenni all’RM25

di ALBERTO BIONDI

Quando per una ragione o per l’altra risalgo le scale di lamiera, in stile newyorkese, che portano all’ingresso del centro giovanile RM25, mi tornano alla mente i ricordi di pomeriggi soffocanti passati a suonare sgangheratamente nella sala prove (quasi l’unica, a Rimini, aperta a tutti). Per un paio d’anni ho frequentato il centro solo in funzione della musica, prima che la mia tastiera fosse imballata in soffitta e quella breve, divertente parentesi venisse tristemente chiusa.

Il 15 marzo ci sono tornato, questa volta per partecipare a una conferenza stampa per questa testata. Il titolo è promettente: “Se potessi”. Prendo posto in una sala riempita di seggiole arancioni. In sottofondo, proveniente dalla stanza attigua, il rumore di una pallina da ping pong e molte voci concitate. Nel frattempo le sedie si riempiono. La conferenza inizia con il canto di Giorgia e la chitarra di Michele a riempire di note l’attesa di parecchi ragazzi e ragazze, di oggi e di ieri. Poi è il turno di Tommaso, che legge una poesia scritta da Jonathan, uno dei ragazzi del centro. Da un angolo Jonathan saluta, un po’ timido. Non può non stare simpatico, è il sosia di Mario Balotelli (cresta d’obbligo) e il suo sorriso è contagioso.

Tommaso finisce di leggere, si risiede, e a prendere la parola è Silvia Sanchini, direttore della Fondazione San Giuseppe. “Diventare maggiorenni – dice – non è facile per i ragazzi usciti dalle comunità. Spesso si associa questo passaggio alla patente, al voto, ad esperienze positive. Purtroppo per chi ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza lontano dal nucleo familiare (perchè inadeguato o assente) significa uscire dall’ambiente protetto delle case famiglia ed essere scaraventati nel mondo “dei grandi” senza alcun sostegno. Già da tre anni la fondazione San Giuseppe si occupava di seguire i ragazzi in questa fase di passaggio. Molti sono stati i progetti che abbiamo realizzato, l’ultimo dei quali è lo Sportello del Neomaggiorenne, che presentiamo oggi. Abbiamo deciso di chiamarlo “Se potessi” perché è la frase che più spesso sentiamo quando parliamo con i nostri ragazzi. Se potessi avere un lavoro, se potessi avere una casa dove abitare, se potessi rimanere ancora un po’ in comunità per finire la scuola… Con la creazione di questo sportello vogliamo che questi desideri si possano esaudire. Non vogliamo assolutamente sostituirci ai servizi già presenti sul territorio, ma piuttosto integrarli”.

Dal momento che il progetto è pensato su scala provinciale, erano presenti anche Stefano Vitali, Presidente della Provincia di Rimini, e Maurizio Bigi, direttore dell’Unità Operativa “Tutela Salute Famiglia, Donna ed Età Evolutiva” della USL di Rimini. Quest’ultimo è intervenuto in apertura: “Noi come azienda sanitaria abbiamo già progetti simili che chiamiamo post-18, ma da oggi si aggiunge questo validissimo strumento nell’accompagnamento di quella che chiamiamo terza adolescenza, fase in cui ci distacchiamo dalla famiglia. Sentiamo la necessità di separarci da essa, ma al contempo dobbiamo rinegoziare la nostra posizione nella società. Chiaramente per chi a monte non ha una famiglia, questo è tutto più difficile. Da parte nostra, noi siamo la parte “sanitario-sociale”, l’ospedale. Fino ad ora mancava quella componente puramente umana che seguisse i ragazzi in questo processo. Siamo felici di poter contribuire”.

Il clima della conferenza è molto informale e spontaneo. Quando interviene Stefano Vitali, non si avverte alcuna distanza tra cittadini e istituzione. Inizia sottolineando come i parametri sociali a cui apparteniamo oggi rasentino quelli del dopoguerra: “E’ una sciocchezza pensare che un diciottene riesca, in questi tempi, ad assumersi il carico dello stato, una professione e un’autonomia pari a quella di un coetaneo negli anni ’50. Non c’è nessun diciottenne che può pensare di fare a meno di ciò che serve ai miei come ai vostri figli. Il problema però sorge quando la famiglia è assente, e allora attraverso l’opera legislativa siamo chiamati come istituzioni a farci carico di chi certe agevolazioni non può ottenerle come gli altri. Al diciottesimo anno d’età si viene “cacciati”, purtroppo, dalla tutela delle case famiglia. Bisogna senza dubbio riuscire a prolungare il tempo di permanenza al loro interno, se non altro finchè non si sia raggiunta una certa autonomia, anche economica. L’accoglienza “fuori” è molto più difficile di quella all’interno di un ambiente protetto. Quel Se potessi è legato alle opportunità che ti offrono le persone che sono fuori, opportunità che oggi è sempre più difficile avere. Oggi abbiamo una missione in più: sensibilizzare la gente che sta all’esterno al fatto che una seconda possibilità vada data realmente a tutti”.

Entriamo più dettagliatamente nel merito delle difficoltà che incontrano i neomaggiorenni. Interviene Federico Zullo dell’Associazione Agevolando: “Le istituzioni sono più propense a versare contributi negli enti che accolgono e seguono bambini e adolescenti fuori da un contesto familiare adeguato. Il problema è che quando questi ragazzi e ragazze compiono diciott’anni e vengono messi, a malincuore, alla porta, c’è il rischio che se tornassero nelle famiglie disagiate da cui sono stati tutelati tutti quei soldi sarebbero stati spesi inutilmente. Quello che come Associazione Agevolando, assieme alla Fondazione San Giuseppe, vogliamo è garantire a questi ragazzi che per almeno uno, due fino a cinque anni dalla maggiore età possano essere seguiti nella ricerca di un impiego e una stabilità adatti. Il rischio degrado, dopo un ritorno alla famiglia d’origine, può diventare altissimo, con un enorme costo sociale ed economico aggiuntivo. Occorre una legge, e in fretta. Per fortuna dopo anni di pressioni, il dibattito pubblico comincia ad interessarsi di questo problema e devo ammettere che a livello regionale siamo molto avanti. Non essendo l’Emilia-Romagna una regione a statuto speciale, le risorse disponibili erano ancora meno rispetto ad altre, eppure questo Sportello rappresenta un vero primato in Italia. Abbiamo già scritto un’utile guida con tutte le informazioni necessarie ai ragazzi per muoversi nel mondo del lavoro e delle istituzioni (dove prendere contatti, recapiti di uffici di collocamento, spiegazioni di procedure burocratiche altrimenti incomprensibili). In due o tre anni avremo aperto nuovi sportelli nelle altre province della regione”.

Ma in cosa consiste lo Sportello del Neomaggiorenne? Quali funzioni rivestirà? Che tipo di aiuto potrà fornire ai neo maggiorenni “in uscita” dalle comunità?

“L’aiuto che vogliamo offrire – racconta Manuel, uno degli educatori – è sia di tipo informativo sia più umano. Allo Sportello potranno rivolgersi i ragazzi che hanno bisogno di numeri utili, indirizzi, consigli sul curriculum da scrivere, ma prima di tutto sarà uno spazio di ascolto. I ragazzi possono venire da noi anche per trovare una valvola di sfogo, parole di conforto e di incoraggiamento. Vogliamo, rispetto ai servizi sociali che spesso si mantengono distaccati e procedurali, fondare un contatto umano diverso, più profondo. Inoltre molte esigenze quotidiane che noi diamo per scontato essere facili, per questi ragazzi spesso non lo sono. Lo Sportello sarà anche questo, uno spazio dove anche le più semplici indicazioni potranno essere fornite senza pregiudizi”.

La conferenza ha raccolto anche le testimonianze di due ragazzi seguiti dal centro, Najwa e Jonathan, che hanno raccontato le loro esperienze e messo in luce come vi sia questa forte esigenza di creare spazi come questo in tutta Italia. Per il momento Rimini è in prima linea nell’accompagnamento ai neomaggiorenni. Un primato che deve renderci orgogliosi: da oggi, Rimini sarà più vicina nel sostenere i giovani in difficoltà che superano la fatidica soglia dei diciotto. Al momento ci godiamo il primato, ma c’è ancora tanto da fare. Sul territorio e in tutto il paese. Speriamo che presto molte altre città si uniscano nella lotta per garantire diritti e libertà a questi ragazzi. Ora più che mai ce n’è un disperato bisogno.

© ALBERTO BIONDI Copyright lapiazzarimini.it  – Tutti i diritti riservati




Economia in stallo, serve qualcosa di veramente nuovo

Nelle pagine di Attualità di oggi diamo ampio risalto all’Economia. Ci scusiamo con tutti coloro che i numeri proprio non li sopportano. Ma ieri, nell’Aula Magna del Campus di Rimini dell’Università di Bologna, è stato presentato il 19° Rapporto Economico della provincia. Una quantità davvero importante di dati. Ma “chi siamo” e “dove andiamo”? Come tutti i rapporti sono un’istantanea, un fermoimmagine. Non è realistico pensare che all’interno di quelle cifre ci siano statiche e comode soluzioni ai gravi problemi dell’economia locale.

Tuttavia il presidente della Camera di Commercio di Rimini, Manlio Maggioli, nella sua relazione introduttiva (che pubblichiamo QUI) e per il ruolo che gli compete, accenna agli sforzi istituzionali in corso, facendo anche un esplicito riferimento alla plenaria che si è svolta il 12 marzo scorso in Sala Manzoni, all’ombra del Tempio Malatestiano. Al tavolo “anti crisi” organizzato e coordinato dalla Prefettura, quel pomeriggio, c’era davvero tutta la Città: la politica, le istituzioni, alcune banche, i sindacati, le principali associazioni di categoria.

Molti osservatori, più o meno ufficialmente, hanno intuito due cose: la gravità della situazione e il “fallimento” di quasi tutte le iniziative già intraprese. Scarse, insufficienti, poco incisive, non sempre coordinate. Non si spiega diversamente (chi ha abbastanza memoria non ricorda niente di simile) un’intervento così esplicito e “teso” dell’esponente del Governo centrale per creare, invece, un “metodo” di lavoro idoneo ed efficace per affronatare la contingenza. La soluzione intrapresa dalla Prefetura è stata quella  di creare “gruppi di lavoro” tematici. Speriamo che diano buoni frutti. Serve davvero l’impegno di tutti (per approfondire il discorso del prefetto il Dott. Claudio Palomba e i gruppi di lavoro QUI).

Senza numeri (pubblicati suddivisi per argomento per facilitarne la consultazione) non c’è analisi seria. Ed è per questo che li abbiamo stesi sul video, cercando di coglierne i fatti essenziali. Cosa non sempre facile. Rimane un punto. Senza risposte-azioni concrete le analisi diventano “aria fritta”. Siamo in emergenza e non reggono più le statistiche per sapere se siamo “sopra o sotto” una determinata media (regionale o nazionale che sia) o discorsi riferiti alla “morale”. Quando la pancia è vuota non c’è capacità di ascolto. Servirebbe invece, e subito, qualcosa di veramente nuovo per soddisfare, almeno, i bisogni primari: una casa, un lavoro. (D.C.)

Vuoi commentare e dire la tua su come uscire dalla crisi? Scrivi a: redazione@lapiazzarimini.it

 




SPECIALE RAPPORTO ECONOMICO 2012-2013 / Cassa integrazione e mobilità

Per ciò che concerne la Cassa Integrazione Guadagni, Ordinaria e Straordinaria (rappresentanti i due strumenti di intervento previsti dalla legislazione ordinaria), nel 2012, in provincia di Rimini, si è avuto un incremento complessivo del numero di ore autorizzate dell’82,5% (da 3.111.648 ore del 2011 a 5.677.306 ore del 2012). Nel dettaglio aumenta la CIG Ordinaria del 31,2% (da 909.462 ore del 2011 a 1.193.355 ore del 2012) e la CIG Straordinaria del 103,6% (da 2.202.186 ore del 2011 a 4.483.951 ore del 2012). Per ciò che riguarda, invece, la cosiddetta Cassa Integrazione in Deroga (espressamente prevista sulla base dell’accordo tra Regione Emilia-Romagna, UPI, ANCI e parti sociali del 18 maggio 2009), si riscontra una diminuzione del numero di ore autorizzate del 10,4% (da 3.916.849 ore del 2011 a 3.509.602 ore del 2012).

Il “settore” che maggiormente ha risentito del ricorso alle tre tipologie di CIG è stato quello manifatturiero con oltre 5,7 milioni di ore autorizzate (in particolar modo quello dell’abbigliamento e della meccanica con più di due milioni di ore ciascuno) mentre quello che fa registrare la più alta variazione percentuale, sul 2011, è quello del commercio (+180,7%) seguito dall’edilizia (+64,0%); la “tipologia di occupati” maggiormente interessata alla CIG è quella degli operai con oltre 5,6 milioni di ore autorizzate, mentre il maggiore incremento percentuale, sul 2011, riguarda gli impiegati (+51,2%). Nel complesso, nel 2012, in provincia di Rimini, l’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria, Straordinaria e in Deroga) aumenta, rispetto al 2011, del 30,7%, passando da 7.028.497 ore autorizzate del 2011 a 9.186.908 ore autorizzate del 2012. Il dato veramente preoccupante è quello relativo alla CIGS, la cui crescita esponenziale evidenziata nel 2012 in provincia di Rimini costituisce un’anomalia sia rispetto al lieve aumento rilevato in Emilia-Romagna (+3,1%), sia rispetto alla variazione negativa riscontrata a livello nazionale (-5,5%); poiché la Cassa Integrazione Straordinaria rappresenta sovente per l’azienda il primo passo verso una riduzione del personale, tale peculiarità del sistema produttivo riminese potrebbe generare ulteriori conseguenze negative sul piano occupazionale.

Altro dato che fotografa l’andamento dell’occupazione è rappresentato dai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (lavoratori cioè che hanno subito, a seconda dei casi, un licenziamento individuale o collettivo), che nel 2012, in provincia, sono risultati essere 2.470 (dato provvisorio) rispetto ai 2.176 iscritti nel 2011, con una variazione percentuale del +13,5%. Questo dato conferma le persistenti difficoltà in cui versano molte imprese del territorio, in quanto questi licenziamenti sono anche l’esito conclusivo di crisi aziendali iniziate nel triennio 2009-2011 e per le quali il ricorso alla Cassa Integrazione non è riuscito ad evitare l’espulsione di una parte della manodopera o addirittura il fallimento dell’impresa.




SPECIALE RAPPORTO ECONOMICO 2012-2013 / I movimenti turistici

I dati elaborati dall’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini ci dicono che nell’anno 2012, in provincia di Rimini, si sono registrati 3.196.584 arrivi – 2.462.977 arrivi italiani (77,1% sul totale) e 733.607 arrivi esteri (22,9%) – e 15.983.745 presenze – 11.968.098 presenze italiane (74,9% sul totale) e 4.015.647 presenze estere (25,1%). In termini di variazioni percentuali 2012-2011, per ciò che riguarda gli arrivi, si evidenzia un aumento dell’1,8% mentre per ciò che concerne le presenze, si rileva una diminuzione dell’1,6%; nello specifico: +0,1% gli arrivi italiani e +8,2% gli arrivi esteri, -3,8% le presenze italiane e 5,7% le presenze estere.

Si riscontra, quindi, una maggiore difficoltà nella domanda nazionale a cui si contrappone una buona performance nella domanda estera. Entrando nel dettaglio della “principale clientela estera”, si registrano incrementi di turisti russi arrivi: +19,7%, presenze: +17,5%), tedeschi (arrivi: +7,0%, presenze: +5,5%), svizzeri (arrivi: 11,3%, presenze: +9,0%), austriaci (arrivi: +3,0%, presenze: +3,5%), belgi (arrivi: +7,8%, presenze: +4,4%) e olandesi (arrivi: +5,8%, presenze: +9,4%); calano, invece, i turisti francesi arrivi: -1,8%, presenze: -3,9%), gli arrivi polacchi (-7,0%, presenze: +4,0%) e le presenze rumene 0,2%, arrivi: +11,8%).

Interessante è il dato riguardante i giorni di permanenza media (rapporto presenze/arrivi) del turista: il rapporto, che si assesta a 5,0 giorni, risulta essere maggiore per il turista straniero (5,5 gg.) rispetto al turista italiano (4,9 gg.) e decisamente più alto nelle strutture complementari (6,2 gg.) rispetto a quelle alberghiere (4,9 gg.).

 




SPECIALE RAPPORTO ECONOMICO 2012-2013 / Le previsioni, settore per settore

Il pallino delle previsioni del sistema economico provinciale è nelle mani di Prometeia e Unioncamere Emilia-Romagna su fonte Istat.

In sintesi: tra il 2013 e il 2015 il tasso medio annuo di crescita del valore aggiunto in provincia di Rimini sarà del +0,6%, inferiore al valore atteso medio annuo del +0,9% per l’Emilia-Romagna e sostanzialmente in linea con il tasso di crescita annua dell’Italia (+0,7%). A livello provinciale, la crescita investirà tutti i macrosettori; quello che ne beneficerà maggiormente sarà l’industria manifatturiera, con un tasso medio annuo del +1,1%, a cui seguiranno, nell’ordine, l’agricoltura 0,7%), i servizi (+0,5%) e le costruzioni (+0,4%).

Tra il 2013 e il 2015 l’export aumenterà in provincia di Rimini in misura media annua del 2,2%, presentando però una crescita inferiore rispetto al trend regionale (+3,8%) e nazionale 3,8%). La propensione all’export (export/valore aggiunto x 100), in provincia, crescerà leggermente (dal 22,0% nel 2012 al 23,0% nel 2015), in misura decisamente minore rispetto all’incremento che si avrà in Emilia-Romagna (dal 38,4% nel 2012 al 41,8% nel 2015) ed in Italia dal 26,7% nel 2012 al 29,2% nel 2015).

Nel mercato del lavoro riminese si evidenzierà, tra il 2013 ed il 2015, una minima crescita delle unità di lavoro, quantificabile in un +0,3% medio annuo, variazione in linea con a quella che registrerà in ambito regionale (+0,4%) e superiore a quella che si avrà a livello nazionale 0,1%).

Nel 2015, inoltre, in provincia di Rimini si attende un tasso di disoccupazione (persone in cerca di occupazione/forze lavoro x 100) pari al 9,3% (in diminuzione rispetto al 9,8% del 2012), valore superiore a quello che ci si aspetta per l’Emilia-Romagna (6,5%) e inferiore a quello che si avrà in Italia (11,2%). In sostanza, lo scenario che si profila tra il 2012 e il 2015 appare caratterizzato da un’uscita dalla recessione che dovrebbe realizzarsi sul finire del 2013 e da una ripresa graduale e relativamente debole per il biennio seguente. Tale scenario di recupero graduale dell’economia, delineato per il triennio 2013-2015, contribuisce alla previsione di una domanda occupazionale ancora poco dinamica e, pertanto, non ci si può attendere, nei prossimi anni, una discesa rilevante dei tassi di disoccupazione.

 




SPECIALE RAPPORTO ECONOMICO 2012-2013 / Il sistema bancario

A fine dicembre 2012 – su dati Banca d’Italia – la consistenza degli Impieghi totali erogati dalle banche a livello locale ammontava a 11.800 milioni di euro con una variazione percentuale, rispetto a dicembre 2011, del 5,8% (da 12.532 milioni di euro a dicembre 2011 a 11.800 milioni di euro a dicembre 2012). Gli Impieghi alle Imprese (che rappresentano il 68% degli Impieghi totali), quantificabile in un -8,5% (da 8.761 milioni di euro a dicembre 2011 a 8.020 milioni euro a dicembre 2012).

Riguardo alla consistenza dei Finanziamenti per cassa, in provincia di Rimini, ammontano, al 30/09/12, a 11.092 milioni di euro, con una variazione percentuale negativa, rispetto al 30/09/11 (12.947 milioni di euro accordati), del 14,3%; tale calo risulta essere superiore quello di tutte le altre province emiliano-romagnole, dell’Emilia-Romagna e dell’Italia. Anche le garanzie reali che assistono tali finanziamenti sono diminuite, passando 5.967 milioni di euro del 30/09/11 a 5.280 milioni di euro del 30/09/12 (-11,5%).

Per ciò che riguarda, poi, la consistenza dei Finanziamenti oltre il breve termine, in provincia Rimini, si passa da 8.656 milioni di euro del 3° trimestre 2011 a 7.726 milioni di euro del trimestre 2012 (di cui il 99,0% a tasso non agevolato), con una diminuzione del 10,7%; come finanziamenti per cassa, anche in questo caso è il territorio riminese che fa registrare il maggior decremento percentuale rispetto alle province emiliano-romagnole, all’Emilia-Romagna e all’Italia. Anche per ciò che concerne, inoltre, la consistenza dei finanziamenti agevolati la situazione, provincia, non è confortante, passando da 89 milioni di euro del 3° trimestre 2011 a 79 milioni euro del 3° trimestre 2012, con una diminuzione dell’11,2%.

Alla riduzione del credito concesso da parte delle banche, si aggiungono, per contro, i dati Sofferenze bancarie che spiegano la difficoltà della clientela (imprese e non) nel restituire finanziamento avuto dalle medesime banche; i dati dicono che, in provincia di Rimini, al 30/09/Sofferenze ammontano a 835 milioni di euro, con un incremento, rispetto al 30/09/del 23,3%. In questo complesso scenario l’intervento dei Confidi è stato molto importante per le imprese, anche se contraddistinto da crescenti difficoltà. Il loro compito tradizionale è quello di agevolare ottenimento del credito da parte del sistema bancario e attenuare la rischiosità dell’operazione finanziamento attraverso il rilascio di garanzie a costi accessibili.

Il perdurare della crisi ha iniziato però a farsi sentire ed il profilo di rischio delle garanzie rilasciate è costantemente aumentato negli ultimi anni. L’incidenza delle partite deteriorate è cresciuta costantemente e rappresenta la voce che maggiormente sta influenzando in negativo la chiusura dei conti economici dei Confidi, erodendo l’entità dei patrimoni a presidio dei rischi in essere. Il perdurare della crisi, inoltre, ha fiaccato la resistenza dei Confidi. Il ruolo che hanno svolto in particolare negli ultimi 5 anni ha permesso al mondo delle PMI di prendere respiro e di resistere di fronte alle difficoltà summenzionate. Tutto questo peraltro ha un prezzo che si chiama “credito deteriorato”. Il profilo di rischio dei portafogli confidi è aumentato costantemente e le risorse finanziare rischiano di non essere più sufficienti per svolgere con immutata efficacia l’attività fideiussoria. I Confidi hanno bisogno di fondi freschi, un problema che supera i confini provinciali e regionali.