Teatro dialettale, la compagnia “La Mulnela” al Rosaspina

Sabato 2 marzo alle ore 21 si apriranno ancora una volta le porte del Teatro Comunale “Rosaspina” di Montescudo: la compagnia “La Mulnela” di Santarcagelo porterà in scena due farse dialettali “E salot da gl’occasiòn” e “Tempi moderni. Duvè c’andrèm a finòi!!”. Il primo spettacolo si affaccia sul mondo delle attività commerciali che nascono come funghi e che qualche volta, entrando dalla porta sbagliata, può capitare che il vicino non sia proprio quello desiderato. La seconda farsa ironizza su due amiche che, raggiunti gli … -anta, vengono di colpo catapultate nel mondo dell’estetica … con disastrose conseguenze. Si tratta della più vecchia e importante rassegna dialettale della provincia di Rimini, giunta al 20° anno e che si interseca con la più ampia programmazione di teatro contemporaneo denominata Oltremisura 2013, giunta alla sua 13° edizione e curata dall’associazione culturale “L’Attoscuroteatro”.

L’appuntamento teatrale di domenica 3 marzo alle ore 18 vede come protagonista Marta Cuscunà con lo spettacolo satirico “La semplicità ingannata” , alla quale è stata assegnata la menzione d’onore come attrice emergente del Premio Teatrale Eleonora Duse 2012. Marta, con l’aiuto di sei “pupazze” e della testa minacciosa di un vescovo, crea un variegato affresco ambientato nel Cinquecento, quando avere una figlia femmina era un problema piuttosto grosso. Inoltre, parallelamente allo spettacolo, in sala mostre si potranno ammirare le opere di Georgia Matteini “Le temps du plumage” e al termine del tutto la ProLoco offrirà un aperitivo a tutti. Per informazioni: 0541-864010. (b.r.)

 

 




Leonardo Grandicelli, il ‘genovese’ della Valmarecchia

UNA VITA NEI MARI - Leonardo Grandicelli con i suoi tantissimi ricordi.

di RITA CELLI

Dalla Marina Militare alle navi mercantili, la storia del genovese residente a Novafeltria che ha visitato tutti i continenti, sembra quasi una leggenda. Il suo sogno nel cassetto:“Poter ricevere il congedo ufficiale da Roma, e la giusta qualifica per quei duri anni di guerra”. Ha girato tutto il mondo, navigato su tutti i mari e attraccato nei porti di tutti i continenti. E’ sopravvissuto alla guerra senza nemmeno una ferita, ha conosciuto decine di popoli, tradizioni, culture diverse. La storia di Leonardo Grandicelli di Novafeltria sembra quasi una leggenda. Nato il 10 luglio del 1921 a Genova, è entrato nella Marina militare giovanissimo, nel 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Il periodo più duro della mia vita – racconta Grandicelli – quando ho perso mia madre e sono rimasto solo con i miei tre fratelli. Dopo il trasferimento dalla Liguria a Secchiano, a casa di zia Eleonora, ho dovuto lasciare tutti e andarmene a Pola. Poi da qui mi hanno inviato a Venezia, infine all’isola di Lero, in Grecia. Ero puntatore mitragliatore scelto”. Quattro anni e mezzo, vissuti nel vortice del conflitto bellico, ma per Grandicelli nemmeno un graffio. “Ho sempre avuto mia mamma che dal cielo mi proteggeva, ne sono certo –  ha gli occhi lucidi. Mi ricordo ancora che per poter sfamare dei bambini, andavo anche a rubare armato di pistola. La vita in guerra è dura. Se ne vedono davvero di tutti i colori. Fortunatamente poi nel 1945 sono tornato in Italia, con licenza illimitata, ma sotto la Polizia Militare”. Due anni dopo, Grandicelli ottiene l’encomio solenne, ma nessun innalzamento di grado. In oltre 70 anni, nemmeno un riconoscimento ufficiale da parte della Marina.

L’avventura di Leonardo però continua. Nel 1949 si iscrive all’associazione Reduci e Combattenti e sei anni più tardi, sulla pista da ballo di Ponte Rosso, si innamora di Angela Gambarini. Si sposerà poco dopo. Quindici giorni più tardi, la sua vita lo riporterà in mare. Il ‘genovese’ della Valmarecchia ha infatti salpato porti di mezzo mondo fino al 1977, su grosse navi mercantili e dello stabilimento di artiglieria Alsaldo. Tra poppa e prua, dopo l’esperienza di guerra, ha sempre lavorato come trattatore navale, carpentiere e aggiustatore meccanico. “Mia moglie e mio figlio Giovanni li vedevo una volta all’anno, quando andava bene _ commenta _ altrimenti ne passavano anche due. E’ stato un grande sacrificio per tutti. La cosa positiva è che ho davvero visitato tutti i continenti e imparando ben quattro lingue”.

Dall’Africa al Canada, dagli Usa alla Patagonia, passando per il Giappone, la Cina, l’Iraq e l’India. I viaggi di Grandicelli erano inarrestabili. “Il ricordo più bello resta quello del porto di Sidney, in Australia – afferma – anche l’aver visto le balene in Nuova Guinea fa il suo effetto. Oppure quando per rianimare un collega elettricista, mi sono sentito male io e mi hanno abbandonato per 5 giorni a New Orleans, senza documenti e con 5 dollari in tasca”. Ma nel suo lungo girovagare, l’avventura più bella di Grandicelli è stata quella di diventare nonno a 78 anni, della splendida Irene. “Mio figlio e mia nuora non potevano darle nome migliore – sorride – in greco Irene significa ‘dea della pace’. E’ la gioia infinita di me e mia moglie”.

Grandicelli nonostante tutto, ha però ancora un sogno nel cassetto. “Ricordo ancora con orgoglio il mio numero di matricola: 32689. E’ stata una lunga avventura, quella del periodo della guerra. Sono stato anche Capo Gamella (nella gestione dei pasti dei marinai militari) sotto il comando dell’ammiraglio De Courten, allora Ministro della Marina Militare. L’unico riconoscimento grande che ho ricevuto, è stato l’encomio nel ’47 con la croce di guerra al merito. Vorrei che tutti i sacrifici venissero ripagati. Sono, credo, l’ultimo marinaio militare e mercantile rimasto a Novafeltria. Ormai sono passati tanti anni, ma il mio desiderio resta uno solo: poter avere da Roma il congedo ufficiale dalla Marina, con la giusta qualifica, dopo tutto quello che ho fatto”.

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Agricoltura, convegno e dati ultimo censimento

Domani giovedì 28 febbraio alle ore 15.00 presso la sede della della Provincia di Rimini in Via Dario Campana 64 (Sala Marvelli ) si terrà il convegno su “Lo stato dell’arte dell’agricoltura nei 27 comuni del territorio riminese” a cui parteciperà, tra gli altri, anche l’Assessore della Regione Emilia-Romagna all’agricoltura, Tiberio Rabboni. Il seminario è un’importante occasione per fare il punto sull’agricoltura provinciale riminese, a partire dai dati definitivi del VI censimento generale dell’agricoltura, integrato dai risultati dell’indagine 2012 sulla produzione nel settore.