La “banda della Uno bianca”. Sette anni di terrore

Due eventi previsti per il ricordo dei tragici fatti legati alla “banda della Uno bianca”. Era il 30 gennaio 1988. Una banda di rapinatori, inizialmente denominata la “Banda delle Coop” poi ribattezzata “banda della Uno bianca”, uccidono la guardia giurata Giampiero Picello nei pressi del supermercato Coop a Rimini in via XXIII Settembre. Fu la prima di 24 vittime dei malviventi che seminarono il terrore in Emilia-Romagna e Marche tra il 1987 e il 1994.

Il primo momento d’incontro ci sarà mercoledì 30 gennaio alle ore 8,50 nell’aula magna del Istituto Tecnico “Valturio” dove gli studenti dell’istituto Valturio e del liceo Einstein incontreranno Rosanna Zecchi (presidente Associazione Vittime Uno bianca), Stefania Zecchi (figlia di Primo Zecchi, vittima della Uno bianca), Antonella Beccaria (giornalista, autrice del libro “Uno bianca e trame nere”, collaboratrice della trasmissione Rai “Lucarelli racconta”), Sara Donati, presidente del distretto Coop Adriatica.

Inoltre per ricordare Picello e le altre 23 vittime di quei terribili anni, sempre mercoledì alle ore 11.30 presso il monumento dedicato alle vittime della Uno bianca nei pressi dell’ingresso del supermercato Coop “i Portici” verrà deposta una corona d’alloro in presenza di Rosanna Zecchi, presidente dell’ ”Associazione Vittime della uno bianca”, delle autorità civili cittadine e delle forze dell’ordine e di sicurezza.

 

 

 

 

 

 




INCHIESTA Economia, salvi con l’export

di FRANCESCO TOTI

Si chiama Bicma. Ha sede a Mondaino e sfida colossi come 3M. Produce catarifrangenti, pannelli di sicurezza per veicoli commerciali ed industriali. E’ leader in molti mercati dell’Europa dell’Est. In uno stabilimento di 6.500 metri quadrati, impiega più di 50 persone. E’ una delle imprese che fanno intravedere una luce in fondo al tunnel della crisi scoppiata nel settembre del 2008, ma con avvisaglie già nella primavera dello stesso anno.

E a leggere con la lente del buon senso prima ancora delle competenze, l’intreccio sociale italiano sorgeva spontanea una riflessione negli anni del boom, semplice quanto banale: non può durare. Non può durare una società solista, con un’organizzazione pubblica spesso inefficiente e con tangibili vizi di corruzione. Dove ogni città ha un aeroporto (ce ne sono una novantina) ed un’Università (sempre attorno alle 90). La sintesi economica e sociale scandita dalle asettiche statistiche è questa: l’Italia è la nazione più iniqua e corrotta dell’Occidente. Malessere sempre meno tollerati dagli italiani. Archiviata la riflessione del buon senso, il Paese, sempre quel Paese corrotto ed inefficiente, che mai diresti, fa cose meravigliose. Come la Bicma e le quasi 40mila aziende del tessuto produttivo del Riminese.

Il riccionese Piero Manaresi acquista e vende aziende. I suoi clienti sono i fondi internazionali; l’80 per cento delle compravendite delle imprese è nelle loro mani. Già perito del Tribunale di Parma per venire a capo dei labirinti societari della Parmalat dopo il crack, Manaresi analizza i bilanci delle imprese e poi ne propone l’affare. A chi gli chiede come sono i bilanci delle aziende più grandi della provincia (le prime 500 per fatturato), racconta: “Ho visto gli indicatori del 2011, pensavo peggio. Mi hanno meravigliato in positivo”.

E questo positivo passa per i mercati esteri. Infatti, le principali fonti di previsione sugli andamenti economici affermano che il 2013, per l’Italia, sarà ancora un anno di recessione: meno 1,1% il Pil (Prodotto interno lordo), a fronte di un meno 2,1% del 2012. Solo nel 2014 ci dovrebbe essere una minima inversione di tendenza con un più 0,6%. In questo quadro di magre vacche interne, gli imprenditori del territorio cercano le vie dell’export. Gli indicatori evidenziano che la quota export è in netto aumento. Ma nuovi mercati significano tensione psichica, fatica e tempo. Investimenti.

Il trend è confermato anche dai dati Istat (l’Istituto nazionale di statistica). Secondo i quali l’export della provincia di Rimini, nel primo semestre del 2012, si attesta ad oltre 914 milioni di euro, contro i circa 860 dell’anno precedente. Un incremento del 6 %, che porta Rimini ad essere la seconda provincia, assieme a Ferrara, per aumento percentuale in Emilia Romagna, precedute soltanto da Piacenza. La percentuale sale analizzando i numeri dell’indagine congiunturale di Confindustria Rimini, dove si evidenzia che l’export nel primo semestre del 2012 ha registrato una crescita del 9,9%, rispetto allo stesso semestre del 2011.

Per quanto riguarda le esportazioni, l’Europa Comunitaria continua ad essere la principale area di riferimento, per quanto in lieve decremento rispetto al 2011. Significativo è il trend positivo riguardante l’Europa dell’Est, quella non comunitaria. Francia e Germania si confermano i paesi verso cui sono prevalentemente destinati i prodotti delle imprese riminesi, rispettivamente il 54,3% e il 50,4%. Balza al terzo posto la Russia. In una indagine di Confindustria, le imprese puntano al mercato russo, segnalato dal 32 % del campione; seguono il Brasile (22,4% contro il 18,2% del 2011), la Cina (15,6% contro il 15% dello scorso anno), gli Stati Uniti (12,9% contro il 9,8% dello scorso anno), Arabia Saudita (11,6%), Germania (10,9%), India (9,5%), Francia (8,8%), Emirati Arabi Uniti (8,2%), Turchia (7,5%). Da rimarcare il forte calo di interesse per la Spagna che rispetto al 14,7% di preferenze dell’indagine 2011, nel 2012 registra soltanto il 4,1 dei consensi.

Maurizio Focchi, titolare di un’azienda che fa facciate continue, con una robusta presenza in Gran Bretagna, chiama le istituzioni. Dice in qualità di presidente di Confindustria Rimini: “In questa situazione riteniamo necessaria un’azione di collaborazione e di solidarietà, con l’assunzione di responsabilità istituzionali, collettive e anche individuali. In concreto, proponiamo alle più importanti autorità etiche e civili di facilitare la costituzione di un ‘Gruppo di lavoro’ che abbia l’unico obiettivo di contribuire all’attraversamento di questo grave momento: tramite analisi accurate della situazione in atto, ma specialmente con proposte di sinergie ed azioni concrete per affrontare e risolvere problemi ed emergenze. Il fine è far sopravvivere le imprese, unico strumento per garantire il futuro e attutire gli squilibri sociali che stiamo vivendo”.

Uomo fuori dai canoni, da sempre impegnato nel sociale, chiude la sua proposta con una citazione: “Augurando a tutti un buon 2013, concludo con una riflessione dello storico britannico Thomas Fuller 1650: E’ sempre più buio appena prima dell’alba”. Queste autorità etiche e civili, come le chiama Focchi, è la politica, sono le istituzioni pubbliche. Sorge di getto una domanda: ma se hanno fatto poco finora, perché dovrebbero cambiare nottetempo? Qualcuno ci infila dentro anche le banche ed il sistema finanziario internazionale, ma questi due attori sono più la conseguenza di una politica debole che le cause.

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Una lunga tagliatella tra Romagna e Toscana

“La nutrizione, essendo il primo bisogno della vita, è cosa ragionevole l’occuparsene per soddisfarlo meno peggio che sia possibile”. Così recita la ricetta n°9 di Pellegrino Artusi e la Romagna, con Forlimpopoli e la Toscana con la provincia di Firenze, hanno preso proprio la parola e la cucina del maestro Artusi come filo conduttore per il loro nuovo progetto: le eccellenze ed i valori dei territori connessi in proposte turistiche che hanno appunto Pellegrino Artusi e l’enogastronomia come filo conduttore.

La novità nata dal progetto “Romagna Artusiana”, realizzato dal comune di Forlimpopoli col sostegno della Regione Emilia Romagna ed il patrocinio della Provincia di Firenze, è l’uscita della guida cartacea “La Via Artusiana, una lunga tagliatella tra Romagna e Toscana” (PrimaPagina Editore), che accompagnerà il lettore lungo due articolati itinerari tra queste due bellissime regioni. che risalgono l’Appennino verso Firenze, attraverso le valli del Lamone, Tramazzo, Rabbi, Bidente, Savio e Rubicone.

Lungo tutto il percorso, una commissione di esperti ha effettuato sopralluoghi in rigoroso anonimato e riconosciuto 59 tra ristoranti, agriturismi, osterie e trattorie che rispettano le tradizioni e i canoni della cucina artusiana e in cui verranno proposte, tra le altre, anche ricette realizzate secondo il manuale di Pellegrino Artusi. Di questi, 42 si trovano in Romagna e17 in Toscana. La Guida potrà essere richiesta e acquistata presso l’Ufficio Turistico Forlimpopoli (via A. Costa 23, tel 0543-742059) oppure presso la Casa Artusi (via A. Costa 27, tel. 0543-743138). (M.Z.)

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Mercati esteri, affrontare il Marocco. Domani workshop Confindustria

I mercati esteri sono una grande risorsa per le imprese. Tra le economie più promettenti Confindustria Rimini si è attivata verso quella marocchina perchè – si legge in una nota dell’associazione  –  “cresce ininterrottamente da 12 anni a tassi di incremento medio superiore al 4% annuo in un quadro politico che è il più stabile fra quelli dei Paesi nordafricani e che sembra favorire gli investimenti e il commercio di piccole e medie imprese”.

Confindustria Rimini, insieme ad Unindustria Forlì – Cesena, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Marocchina e con il supporto della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, si sono attivate dando vita al progetto “PROGETTO MAROCCO 2013”. Le adesioni al progetto verranno raccolte per un massimo di 15 aziende ed in ordine cronologico (previo parere favorevole e pre-screening della Camera di Commercio Italo – Marocchina su ogni singola azienda) entro il 31 gennaio 2013.

I dettagli saranno presentati nel “WORKSHOP MAROCCO” che si svolgerà domani, martedì 29 gennaio 2013 alle ore 15, presso la sede di Confindustria Rimini (Piazza Cavour 4). Interverranno: Michela Parmeggiani – funzionario export-internazionalizzazione di Confindustria Rimini, Yasmina Sbihi – Direttore dell’Agenzia Marocchina per gli Investimenti Sede Di Roma, Lorenzo Ascanio – Esperto Legale Dei Mercati North Africa Middle East, Leonardo Zuin – Desk Europa Medio Oriente Africa Servizio Internazionalizzazione Imprese di Banca Intesa Sanpaolo.

 

 




Misano Podismo, Gregoretti e Ugolini in Canada

Sono Stefano Gregoretti e Davide Ugolini i due sportivi di Misano che disputeranno il prossimo 3 febbraio  la Yukon Artic Ultra, la corsa lungo il fiume ghiacciato Yukon in Canada. Per questa importante partecipazione, i due maratoneti di Misano Podismo sono stati ricevuti dal sindaco Stefano Giannini che li ha nominati “Ambasciatori dello Sport”. Il nostro in bocca al lupo.