Nuovo messaggio per i finarlini

Andiamo avanti con questa preziosa opera di divulgazione culturale “senza precedenti” al mondo. Non importa se avete fatto la Bocconi. Perchè se siete nati o vissuti da queste parti certi “romagnolismi” fanno parte del lessico. Fateci caso. Riprendiamo il nostro dialogo con tutti i finarlini che credono di parlare italiano puro (copyright Zavagliando) e dopo abàsta (abbastanza, frase esempio: “Non ci vado più con lui, ne ho avuto abàsta), oggi siamo rimasti suggestionati da:

  • SCAPUZZARE (inciampare). Esempio: mentre correva ha scapuzzato in un sasso

Vi state chiedendo perchè stiamo “zavagliando”? Leggete il precedente QUI

Ne avete una in mente? Scriveteci (indicando nome e cognome, le comunicazione anonime non sono considerate) a: redazione@lapiazzarimini.it

 




Giovane e Campionessa d’Italia

Tutto è partito da uno stage da un Maestro del settore. Altro dettaglio. Madre inglese e padre calabrese, aveva un bisnonno pasticcere. Quando si dice il caso. Nicole Ferrafina è riminese, ha 19 anni e nella cornice pretigiosa del SIGEP si è laureata campionessa d’Italia juniores per la pasticceria. Ha studiato all’IPSSAR di Riccione e studia Scienze e tecnologie dell’alimentazione a Cesena.

La gara prevedeva tre prove: dessert al bicchiere, dessert al cioccolato e piece in zucchero. Nicole Ferragina ha vinto il premio anche per la miglior realizzazione in zucchero, oltre che per l’ordine e la pulizia del suo laboratorio. Il premio per il miglior dessert al bicchiere è andato a Mario Buono, mentre il premio per la miglior monoporzione al cioccolato a Dario Gandolfo.

Ora la sua passione potrebbe anche diventare un lavoro. Noi glielo auguriamo. “Ci sto pensando seriamente – dice – perché conciliare studio e pasticceria non è semplice e poi su certe materie come la chimica ho un po’ di difficoltà. Per questa gara ho saltato l’’esame, era nello stesso giorno…”.

 




Nuovo “fondo energia” per le Pmi. Domande da marzo 2013

Le risorse a disposizione provengono dall’Unione Europea e i fondi saranno gestiti, in seguito a gara d’appalto ad evidenza pubblica, dai Confidi Unifidi-Fidindustria. Destinatarie di risorse pari a 24 milioni di euro sono tutte le Pmi emiliano-romagnole che vorranno investire in efficienza energetica e fonti rinnovabili.

Il fondo – specifica la Regione- concede finanziamenti agevolati con provvista mista, della durata massima di 4 anni, nella misura minima di 75mila euro e nella misura massima di 300mila euro per progetto. Il 40% del totale del finanziamento sarà tramite risorse pubbliche Por Fesr, il restante 60% tramite risorse di provvista privata messe a disposizione dagli istituti di credito. Il tasso effettivo praticato a carico dell’impresa beneficiaria – risultante dalla media ponderata tra il tasso dello 0,5% sulle risorse di finanza agevolata in quota Por Fesr e il tasso remunerativo delle risorse della banca – corrisponderà all’Euribor maggiorato di 3 punti percentuali. Il che, ai valori attuali di Euribor, corrisponderebbe a un TAEG effettivo sul finanziamento complessivo pari al 3,25%.

Possono fare ricorso al nuovo “fondo energia” le piccole e medie imprese operanti – in base alla classificazione delle attività economiche ATECO 2007 – nei settori dell’industria, dell’artigianato e dei servizi alla persona aventi localizzazione produttiva in Emilia-Romagna. Il fondo rotativo di finanza agevolata sarà operativo da marzo e fino a esaurimento risorse. La modulistica per le domande di finanziamento sarà a disposizione sul sito del soggetto gestore.

Il “fondo rotativo di finanza agevolata per il finanziamento della green economy” è stato approvato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dell’Asse 3 del Por Fesr 2007-2013.




Chi siamo, la famiglia riminese cambia pelle

Si cambia, eccome se si cambia. E non poco. Ecco i principlai “megatrend”. A rilevarli è l’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini che proprio questa mattina ha svelato tutti i numeri. A cura di Rossella Salvi e Cristina Biondi, i dati ci dicono subito che la crescita delle famiglie è avvenuta più rapidamente rispetto a quella della popolazione residente. In effetti in 60 anni (dal 1951 ad oggi) il numero delle famiglie si è quasi quadruplicato mentre i residenti sono poco più che raddoppiati. Le famiglie ci sono, ma sono sempre più piccole. Ci rimpiccioliamo. Tant’è che la dimensione media si è quasi dimezzata negli anni: dai 4,19 componenti del 1951 agli attuali 2,34. Il contraltare è rappresentato dalla crescita del numero delle famiglie unipersonali (33,3% del ) contro il 14,9% del 1981, a scapito delle famiglie di maggiori dimensioni.

Si confermano i trend già visti: sempre più “famiglie unipersonali” e monogenitoriali con figlio/i.  Cala la “coppia coniugata con o senza figli e altri”, che pur continuando a rappresentare il 46,3% delle famiglie complessive perde, in 10 anni,15 punti percentuali.

Quanti siamo? In totale 332.070 di cui il 48,3% maschi e 51,7% femmine, un po’ meno della metà (48,6%) coniugati. Sul totale delle famiglie, 7.580 si trovano verso la nostra montagna, in alta Valmarecchia, 11.593 nei vari Comuni della Valconca. Sull’altro grande fiume di famiglie ne troviamo 14.232 nella bassa e media Valmarecchia. Dividendo per distretti 92.919 appartengono al Distretto Rimini nord e 48.365 al Distretto Rimini sud. Parliamo di matrimoni. Nel corso del tempo – svela coi numeri la Provincia – l’età (media) al matrimonio cresce di 13,5 anni per le donne (da 20,7 a 34,2) e di 14,2 per gli uomini (da 23,3 a 37,5). Il divario tra i due sessi si è ulteriormente divaricato da 2,6 a 3,3 anni.

Attualmente i giovani tra i 25 e i 34 anni sono circa 37 mila, di questi il 39,9% vive ancora nella famiglia di origine con i genitori. Nel 93% dei casi sono celibi/nubili, mentre un 6,8% risulta coniugato e solo lo 0,2% separato/divorziato. Le famiglie con figli sono 62.316 e rappresentano il 44,1% delle famiglie totali. Le famiglie con figli minorenni rappresentano invece il 23,2% delle famiglie totali ed il 52,7% delle famiglie con figli.

Le famiglie con almeno un componente straniero residenti in provincia sono 16.455 e rappresentano l’11,6% delle famiglie complessive. In circa un decennio la popolazione straniera si è più che quadruplicata mentre il numero delle famiglie con componenti stranieri, diversamente dalla popolazione italiana, è cresciuto più lentamente, ma comunque si è più che triplicato.