Confindustria, versati all’erario 60 milioni di euro. Il presidente Focchi replica così a chi sostiene che le imprese non paghino le tasse

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Sono stati presentati oggi i risultati del Bilancio Sociale Aggregato di Confindustria Rimini. “I dati – ha spiegato il Presidente Focchi nella sua relazione – si riferiscono all’anno 2011 e per questo risentono solo in modo marginale della profonda crisi che stiamo vivendo. Ma dimostrano sorprendentemente la vitalità dell’impresa che anche nei momenti difficili non si abbatte, ma anzi si proietta con forza nel futuro. Le imprese che hanno partecipato per il 2011 sono 32 rispetto alle 30 dell’edizione 2010 con un ricambio di 6 nuove aziende. Le 32 aziende contano 6.896 dipendenti e sono sempre più strutturate, oltre la metà del campione è certificato secondo le Iso 9001.

Quanto alla dimensione economica, nonostante la difficile congiuntura i risultati 2011 sono migliorati, il valore aggiunto globale netto 2011 evidenzia un incremento di oltre il 10% rispetto all’esercizio precedente. Al personale va il 69,5% del valore aggiunto globale. La Remunerazione del personale è in aumento rispetto al 2010 del 7,5 %. Se si fa un’estrapolazione lineare (naturalmente senza dare ad essa una patente di scientificità, ma solo come valore approssimativo) il valore aggiunto dato alla remunerazione del personale, tenendo conto che nel 2011 le imprese iscritte all’Associazione avevano alle dipendenze 19.744 persone, sarebbe stato di circa 1 miliardo di Euro. Inoltre, se dividiamo il Valore Aggiunto distribuito per il numero di dipendenti e lo moltiplichiamo sempre per il numero dei dipendenti inquadrati dalla totalità delle nostre imprese associate, il valore aggiunto distribuito dalle imprese raggiungerebbe quasi 1,5 miliardi di euro.

Alla voce capitale, la remunerazione del capitale di credito, con riferimento alle variazioni maggiormente rilevanti tra l’esercizio 2011 e il precedente, si evidenzia come l’incremento della remunerazione del capitale di credito (+30.51%) abbia origine, oltre che dall’incremento degli spread, anche dall’aumento dell’indebitamento sia a breve che a medio-lungo termine motivato dalla necessità di fare maggior ricorso a finanziatori esterni per poter perseguire il trend d’investimenti pianificato. L’incremento di questo dato oltre ad indicare un certo aumento degli interessi passivi, indica comunque che nel 2011 esisteva una certa disponibilità di credito seppur già allora ci lamentavamo per il credit crunch. Ciò consente di fare una riflessione sull’attualità per sottolineare la drammaticità della restrizione del credito che è ben rappresentata dai dati Banca d’Italia che hanno fatto registrare un calo degli impieghi verso le imprese della Provincia di Rimini di oltre 687 milioni di Euro tra luglio 2011 e luglio 2012 (-11,2%).

Nel 2011 – si legge ancora nella nota stampa – le 32 aziende hanno versato all’erario in termini assoluti quasi 60 milioni di euro con una media ad azienda di 2 milioni di euro. Inoltre se se si sommano i valori 2011 della remunerazione del capitale di credito, dei dividendi e della remunerazione d’Impresa (che costituiscono di fatto l’utile d’Impresa), le tasse rappresentano ben il 56% del totale. Nel capitolo risorse umane, è confermata la netta prevalenza dei collaboratori di sesso maschile, principalmente ascrivibile all’attività produttiva intrapresa dalle aziende di dimensioni maggiormente rilevanti che hanno aderito. L’87% dei dipendenti è assunto con contratto a tempo indeterminato, percentuale in aumento rispetto al 2010 (85,8%). Le aziende aderenti al progetto operano nel rispetto della Legge 68/1999 che disciplina l’inserimento e l’integrazione nel mondo lavorativo dei diversamente abili attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. In aumento le ore di formazione (+5,41%). Su Spese ed investimenti per salute e sicurezza, cresce l’attenzione al miglioramento della qualità della vita dei dipendenti. Le Spese correnti in questo ambito sono aumentate del 37,67%. Impegno confermato anche dal calo del numero degli infortuni (-4,45%). Si confermano le difficoltà sul credito che porta le imprese a rivolgersi alle banche che glielo forniscono indipendentemente dalla territorialità.

Per i contributi erogati a favore collettività e nella dimensione ambientale, l’incremento delle risorse finanziarie dedicate è del + 11,64%. In aumento, rispetto al 2010, le spese correnti in tema di miglioramento delle performance e di riduzione degli impatti ambientali (15 milioni e 644 mila euro investiti per l’ambiente nel 2011 contri i 15 milioni e 519 mila del 2010).

 

 

 

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