Taglio delle società in house. Anche Rimini ha le sue. In Italia sono 2444 con 34 miliardi di debiti e 25 di fatturato

Chiediamo al Sindaco Gnassi – scrive il Consigliere Comunale Eraldo Giudici dei Popolari Liberali nel PDL – di spiegare in Consiglio le conseguenze che deriveranno dalla cancellazione effettuata dal Governo Monti delle società “in house” per la gestione di servizi pubblici locali.
Come Anthea costituita nel marzo 2008, a seguito dell’acquisizione di rami d’azienda appartenenti alla struttura di Hera Spa e di Hera Rimini, che ci aveva lasciato alquanto perplessi. Ci preoccupano poi le possibili ricadute del provvedimento  taglia spesa su altre società quali ad esempio Holding S.p.A., costituita nel febbraio 2010, su cui avevamo espresso in Consiglio non poche riserve. Se dal punto di vista della contabilità pubblica tali tipi di aziende rappresentano bombe a scoppio ritardato  ora il Governo  vuole disinnescarle, prima che sia troppo tardi, anche alla luce di quanto rappresentato dalla Corte dei Conti, nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2012, che ne individua 2444, con un debito di 34 miliardi di euro su un fatturato di 25.

Monti non vuole rischiare di  fare i conti con una politica  locale che, con le società in house, sfora sistematicamente ogni patto di stabilità.
Ecco allora il divieto alle pubbliche amministrazioni di detenere partecipazioni in società controllate direttamente o indirettamente, che abbiano conseguito per l’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90%.

Tutto quindi dovrà rientrare nel bilancio della pubblica amministrazione o ci si dovrà rivolgere al libero mercato, é previsto infatti che le società in house dovranno essere sciolte entro il 31 dicembre 2013, ovvero, in caso di mancato scioglimento, non potranno ricevere affidamenti diretti di servizi. Forse che allora  i servizi dovranno tornare alla pubblica amministrazione in gestione diretta? Come pensa di organizzarsi il nostro Comune?