Santa Lucia, la crosta in grado che tocca i sentimenti della pace

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ARTE

– “E’ un’eroina da operetta ben in carne. Un quadro sbagliatissimo al quale mancano i simboli del martirio (la palma) e della purezza (il giglio). Chi l’ha dipinto è artista non di grande valore”. Con queste parole il riminese Piergiorgio Pasini, tra i massimi storici d’arte d’Italia, ha iniziato a raccontare il quadro di santa Lucia restaurato da Adele Pompili e presentato alla comunità lo scorso 11 dicembre. Oltre al professor Pasini e Adele Pompili, erano presenti don Piero, il presidente della Sis Gianfranco Cenci, il vice-sindaco Claudia Montanari, il sindaco Domenico Bianchi.
“L’autore, il verucchiese Romeo Pazzini o Panzini – ha continuato Pasini – è un pittore non di grande valore. Altre sue opere si trovano a Monte Tauro, una santa Innocenza che rassomiglia alla Lucia marignanese. Mentre altri suoi dipinti si trovano a Rimini e Verucchio. Tra i quattro, il marignanese è il migliore”.
La santa Lucia di Pazzini venne dipinta nel 1883 su commissione di don Antonio Bianchini.
Ha ricordato il sindaco Bianchi: “Il restauro inizia il 13 dicembre del 2010; don Piero durante la predica ricorda che la tela necessita di un urgente restauro. Non appena usciti dalla chiesa abbiamo incontrato Cenci che ha dato subito la disponibilità della società che presiede”.
“Siamo orgogliosi – ha sottolineato Cenci – di consegnare un’opera di profondo significato di fede per i credenti e non solo, anche se il valore artistico non è importante. Quello che conta è l’attaccamento popolare al suo significato più profondo. Sono anche orgoglioso perché il restauro significativo della chiesa di santa Lucia avvenne nei primi anni 90, quando ero sindaco di San Giovanni”.
La restauratrice ha percorso le fasi del lavoro. “Il quadro – ha raccontato la signora Adele – aveva urgenza di un intervento conservativo, più che sullo stato dei colori. La tela era deformata e presentava delle gobbe. Inoltre, in alcuni punti aveva degli strappi, che erano stati tamponati con della carta. Con la ritelaiatura (una nuova tela sotto la vecchia) ne abbiamo assicurato il futuro”.
“Voglio ricordare – ha sottolineato il vice sindaco Montanari – che la civiltà di una comunità passa soprattutto con il livello di conservazione della memoria”.
Piero è il parroco che ha recuperato gran parte del patrimonio artistico marignanese. A lui si deve il restauro delle chiese di Santa Maria in Pietrafitta, Isola di Brescia e di San Pietro nel capoluogo. Ha sempre chiamato ad operare professionisti di valore assoluto. Ha anche avuto coraggio come quando fece intonacare i mattoni di San Pietro. Cosa che fu motivo di accesa discussione: da una parte coloro che approvavano, dall’altra chi contestava (in origine la grande chiesa era intonacata. Insomma, il ritorno alle origini). Don Piero: “Restaurare i monumenti significa restaurare anche noi stessi”.

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