Ravaioli, non mi candido alle primarie del Pd

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Dopo una riflessione di alcuni giorni e aver sentito il parere di molti amici – scrive l’ex sindaco Alberto Ravaioli nella sua lettera aperta –  ho deciso di non partecipare alle primarie indette dal Partito Democratico per la selezione dei candidati da presentare per le prossime Elezioni. Lo faccio non senza dispiacere, sia per il desiderio che avevo di poter portare un contributo in un momento così difficile per il Paese, sia per l´orgoglio di rappresentare, insieme ad altri, un territorio e una comunità civile per la quale ho lavorato per tanti anni. Più precisamente. Il livello nazionale ha lanciato lo start up in tutto il Paese, lasciando la linea del traguardo per la maggior parte e togliendo le corsie per altri. I tempi della “competizione” sono talmenti stretti da favorire la struttura e l´organizzazione del Partito rispetto ai meriti individuali. Le primarie non aperte a tutti sono in realtà primarie in parte limitate. Una competizione nazionale, ma a noi interessa maggiormente la locale, fatta in modo da mettere gli uni contro gli altri in una gara che potrà (speriamo non accada) creare risentimenti e acredini anche personali prive di ragioni reali e programmi diversi, mi creerebbe imbarazzo e dispiacere. Non è la paura di perdere che mi ha indotto a lasciare: in fondo devo sottolineare che ho ottenuto consensi fino alla vittoria in tre campagne elettorali (e due ballottaggi) e negli anni dei miei mandati si è formata e cresciuta molta parte della classe dirigente.
A loro, dico che in politica, se si vuole ottenere il consenso e la vicinanza della gente lo si può fare anche senza ricoprire cariche massime istituzionali.

E da questo punto di vista devo, dobbiamo, fare una autocritica. Lo dico a me stesso e a tutti quelli che sono cresciuti con me in quei lunghi dodici anni di guida della città: dal Giugno del 2011 ci siamo ritirati troppo a vita privata, senza partecipare al dibattito cittadino. Non importa essere deputati, senatori o sindaci o presidenti per fare politica. Lo diceva anche Benigni in una recente trasmissione televisiva commentando la Costituzione. È questo che dobbiamo riprendere a fare, da dopo le festività. E per questo io sarò disponibile e spero con me tutti quelli che mi sono stati vicino e che condividono queste mie parole.

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