Ghigi, si va al Tar

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– Ghigi: i cittadini hanno fatto ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale). L’avvocato Gabriele De Bellis, legale rappresentante di alcuni aderenti al “Comitato Morciano in Comune”, Comitato “Mercurio” commercianti morcianesi indipendenti, “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, nel ricorso del 16 dicembre 2011, si impugna la Deliberazione n. 48 dell’11 agosto 2011, riguardante la variante su indicata. A parere dei comitati ci sono quattro casi d’illegalità nella delibera comunale. Il legale chiede l’impugnatura dell’atto tecnico-amministrativo dell’amministrazione comunale di Morciano per: “Eccesso di potere per sviamento di potere, illogicità, travisamento e manifesta ingiustizia. Eccesso di potere per falso ed erroneo presupposto di fatto e di diritto. Difetto di motivazione.
Irrazionalità. La scelta urbanistica oggetto del presente gravame è illegittima in quanto viziata per irrazionalità, vizio che può essere sollevato proprio in riferimento alla determinazione impugnata che inerisce anche la sfera della discrezionalità tecnico-amministrativa dell’Amministrazione Comunale.”.
Il ricorso termina: “L’illegittimità della previsione impugnata si dimostra vieppiù evidente in considerazione del fatto che è rivolta a consentire la monetizzazione in luogo della realizzazione dei parcheggi pubblici, in riferimento ai quali invece è sempre stato sussistente il divieto di realizzarli in aree esterne al comparto d’intervento e, quindi, una preclusione legale alla monetizzazione delle relative opere di urbanizzazione.”.
Ora, ci auguriamo che sulla questione dell’ex Ghigi e altri argomenti non meno importanti come ripetute varianti al Prg (Piano regolatore generale), l’amministrazione Battazza agisca nel rispetto delle leggi e normative.
Battazza e cittadini
Il sindaco Battazza oggi è dispiaciuto dal fatto che ora “tutto non tace”, come ai tempi dell’amministrazione Ciotti.
Al sindaco si ricorda che lui e la sua lista civica che rappresentano 1.800 elettori circa su 5.400 degli aventi il diritto di voto del Comune, sono lì perché 2.650 elettori morcianesi circa non volevano avere a che fare con Ciotti e i suoi eredi scegliendo altre due liste alternative. E perché i componenti della lista civica “Morciano futura” nel loro programma e durante la campagna elettorale, si erano impegnati su alcuni concetti basilari. “La partecipazione dei cittadini all’elaborazione dei grandi progetti ed ogni modifica del Piano Regolatore Generale”; “La concertazione con i diretti interessati di ogni quartiere, categoria o associazione prima di assumere una decisione che gli riguardi”; “il risanamento della situazione finanziaria disastrosa del Comune con parsimonia nelle spese e nei compensi agli amministratori, ai dirigenti ed ai terzi, ed inoltre la ricerca attiva dei finanziamenti europei, nazionale e regionale per pagare i debiti e riempire i buchi lasciati dall’amministrazione Ciotti”; “favorire la coesione sociale tra i morcianesi nativi e gli immigrati italiani e stranieri che oramai sono più della metà della popolazione, attraverso le attività culturali, sportive e per il tempo libero”; “conservare e migliorare la vivibilità dell’ambiente”; ed infine “la difesa del territorio, del paesaggio, del verde pubblico e del verde agricolo dalla cementificazione selvaggia”.
Prima delle elezioni, quante volte abbiamo letto nelle comunicazioni della lista civica “Morciano futura” e sentito negli interventi dei suoi esponenti: “Costruiremo se sarà necessaria. Morciano deve finire ad essere un quartiere dormitorio della Riviera. Per ogni decisione consulteremo i cittadini.”.
Dopo trenta mesi, a metà del mandato, quanti punti del programma della maggioranza sono stati realizzati?
Morciano un Comune di settemila abitanti ha sei assessori, Rimini con i suoi circa 140.000 residenti, venti volte in più, né ha otto; non è ora che gli assessori morcianesi facciano un rapporto al Consiglio comunale e in un confronto pubblico ai cittadini?

I NUMERI. Operazione da 16mila metri quadrati. Il Pru (Piano di riqualificazione urbano) della Ghigi prevede circa 16 mila metri quadrati di edifici su un’area complessiva di 14mila metri quadrati. Così distribuiti: Appartamenti: 6.800 mq Commerciale: 7.800 mq Auditorium: 600 mq (alto 12 metri).

Casermoni Ghigi, tutta colpa di Athos Berardi.

– Ride, ride, ride come un bambino Athos Berardi. Se ci fosse stato lui al posto dell’attuale sindaco Claudio Battazza, entrambi del Pd, forse i casermoni proposti per riqualificare l’ex area Ghigi, non sarebbero mai arrivati sulle tavole dei morcianesi.
Già sindaco, già vice-sindaco, grande cerimoniere, uomo di potere, persona simpatica, Athos Berardi fu il primo candidato a sindaco per il centrosinistra nel 2009. Per ragioni familiari, fu costretto alla rinuncia. Il Pd e alleati scelesero Claudio Battazza, segretario del Pd della Valconca.
Berardi sta facendo una campagna contro l’insediamento della Ghigi; si batte per riaprire le vecchie strade comunali, inglobate dalla Ghigi nei momenti di crisi nei rpimi anni Settanta. Un privilegio che le è valso poco, ahinoi! Dall’altra parte vuole anche meno cemento. Come non dargli ragione. La sua battaglia la fa ai crocicchi di Morciano; da sempre ne è uno dei sommi protagonisti e dalla pagine dall’Ape del Conca, la mitica testata della quale è proprietario.
La Ghigi è una brutta cartina di tornasole di una società che non ruota attorno all’uomo ma gli uomini attorno agli interessi di qualcuno.

Articoli tratti da La Piazza gennaio 2012

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