MARY G Per Oltremare è ancora viva

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E’ un bambino ad accorgersi che nella piscina il “delfino con la testa strana” non c’è più. Avrà poco più di tre anni. Siamo ad Oltremare, nella zona da cui è possibile vedere nuotare i delfini chiusi in una vasca. Davanti a queste mega vetrate passano centinaia di persone al giorno, moltissime le famiglie con  bambini, anche molto piccoli. Diversi di loro li riconoscono da lontano, i delfini. E li chiamano per nome. Quello è Zeus, quello è Pelè, quello Ulisse, quello è Blu. E dobbiamo dire che è uno spettacolo proprio bello vedere da così vicino questi splendidi animali.

Ma i genitori di Luca (nome di fantasia) non ne vogliono sapere e lo invitano a concentrarsi sugli altri. Ma niente da fare. Quel bambino è sicuro, c’era, è certo di averlo visto e non molla. A un certo punto crede anche di scorgerne la testa da lontano. Ma è ovviamente un’illusione. Mary G è morta il 31 maggio scorso. Però per Oltremare Mary G. esiste ancora. Proprio accanto ad una delle vetrate, sono ancora tutti al muro i pannelli informativi con testi e immagini che descrivono il grampo. A oltre un mese dalla morte di Mary G il Parco non ha ancora ufficialmente deciso di affrontare la questione con il suo pubblico. Gli articoli precedenti: SPECIALE MARY G – Prima parte e SPECIALE MARY GSeconda parte

OLTREMARE - Il pannello informativo con tutta la storia di Mary G. come se fosse ancora presente all'interno del Parco. Ma è morta il 31 maggio scorso. La foto è di ieri 8 luglio.

Ma bando alle “formalità”, andiamo al dunque. Nell’ultimo “speciale” ci siano occupati del Delfinario di Rimini rilevando, in primo luogo, i “valori di produzione”: 562 gli spettacoli  che i delfini saranno costretti a fare in sei mesi, in “alta stagione” anche quattro al giorno. Oltremare, da questo punto di vista, sembra più moderato. Il calcolo è una stima perchè il calendario degli spettacoli è stato reso noto solo fino al prossimo 31 luglio. Se Oltremare mantiene il ritmo di 62 al mese, (come fatto fino ad ora da aprile a giugno) a fine stagione (settembre) siamo a 372. Siccome c’è di mezzo agosto, è probabile che alla fine supereranno i 400.  Gli spettacoli di Oltremare, due al giorno, durano poco meno di trenta minuti; hanno una bella coreografia degna di un Parco che si dichiara tra i più importanti in Europa. Qui, lo ricordiamo, vive Pelè, che ha 48 anni (crediamo di aver capito bene), un record di longevità nel Vecchio continente. Gli addestratori si muovono in maniera quasi elegante, precisa. Il sentimento per questi animali s’avverte. Lo spettacolo, dobbiamo ammetterlo, è coinvolgente, scenico, molto carico di emozioni. Ed è quello che si vuole. Emozionare. Che è un po’ il contrario di ragionare. E c’è anche un filo narrativo preciso: si parla di amore, di affetti, di sentimenti, di ruoli. Zeus, ad esempio, è il “monello”. Poi c’è il capo branco, che è “premuroso” e “protettivo”.

Gli addestratori compiono movimenti molto precisi. Servono a dare ordini ai delfini.

Note dolenti. Come abbiamo avuto modo di rilevare nel corso della seconda parte di questo speciale, tra le critiche che l’opinione pubblica muove ai Delfinari italiani c’è proprio il tema dello sfruttamento commerciale a scapito di questi animali e la questione della ricerca scientifica. A Oltremare, nel corso dello spettacolo a cui abbiamo assistito, in effetti e al contrario del Delfinario di Rimini (che in apertura almeno qualche minuto lo dedica a questo aspetto) non viene spesa neppure una parola sull’evoluzione della specie di questi straordinari mammiferi. La ricerca scientifica. Al pubblico che visita Oltremare quale ricerche siano condotte e con quali obiettivi non è dato a sapersi. O meglio. I pannelli informativi ci sono anche, ma sono tutti in inglese! Uno sgarbo bello e buono. L’argomento è ostico in italiano! Figuriamoci in inglese. Insomma, quali ricerche siano condotte e con quali risultati, tutto questo, rimane un tema molto condiviso tra pochi intimi. L’ultima pubblicazione del parco con sede a Riccione è di Biancani B., Da Dalt L., Lacave G., Romagnoli S., Gabai G. e si riferisce al 2009 e riguarda il monitoraggio di un parametro nll’attività riproduttiva di un Tursiops truncatus (neome scientifico della specie) in cattività.

In sintesi. Da quello che abbiamo potuto vedere visitando il Delfinario di Rimini e il Parco Oltremare di Riccione di commercio ne abbiamo visto (molto), di ricerca scientifica comprensibile (poca), di trasparenza circa la congruità alle normative vigenti (poco o nulla).

La questione economica. Quanto alla dimensione economica, il biglietto d’ingresso intero a Oltremare costa 28 euro. Poi sono previsti abbonamenti e sconti vari. Un’ipotesi media realistica potrebbe essere che ogni presenza generi un ricavo di circa 18 euro. Il biglietto che abbiamo ha un progressivo oltre 33.400 e, verosimilmente, rappresenta un progressivo da  inizio anno, o inizio stagione (il parco ha aperto il 30 marzo). In soldoni: sono 600 mila euro. Poi c’è il business “collaterale”. Il merchandising è rivolto in gran parte ai bambini. Nei negozi Ulisse Shop, anche ampiamente pubblicizzati all’interno della “laguna”, si trova di tutto: dalla classica maglietta, ai peluche, all’astuccio, ai cappellini, le penne, veramente di tutto. In blu e rosa, giustamente. I commerciali non potevano dimenticare il “food”, l’alimentazione. Ci riferiamo all’ Ulisse Bag. Il porta merenda dell’estate (foto) Viene dato in regalo con il “Menù Ulisse” che costa 9,90 e prevede almeno tre varianti: acqua o bibita, pizza, panino o hamburger, patatine fritte e tante caramelle. Compreso anche un noto latte fermentato, ideale per la colazione, scrive la ditta produttrice sul proprio sito. Non proprio il pranzo ideale per un bambino.

INCENTIVI - La Ulisse Bag in "omaggio" con un determinato menù.

Eppure … l’idea funziona. Di Ulisse Bag ne abbiamo notati diversi sui tavoli e nelle mani di bambini. Poi c’è la foto ricordo. Anche nel corso dello spettacolo dei delfini ci sono addetti che passano a chiedere la classica foto ricordo che si può poi stampare ed acquistare. In tanti si lasciano immortalare. Insomma, la foto ricordo a Oltremare è molto richiesta. In effetti, andarci per una famiglia, è una bella gita fuori porta.

Ma l’indotto sui delfini non è ancora finito. Oltremare organizza la foto con i delfini (prenotazione obbligatoria con una parte del ricavato devoluta al Centro Studi Cetacei), l’attività “Incontra il Delfino”. Poi ci sono i corsi di biologia dei Cetacei in collaborazione con Zoonomia (l’ultimo è stato realizzato dal 16 al 18 marzo), associazione non avente scopo di lucro ( ma i cui corsi sono a pagamento) con sede a Bologna che nasce con “l’obiettivo di contribuire alla conservazione della biodiversità su scala internazionale; attiva nel campo della divulgazione e della ricerca scientifica con progetti e servizi”. Come presidente troviamo Alessandro Bortolotto, biologo, che di Oltremare è anche consulente e ricercatore. Bortolotto risulta anche presidente del Centro Studi Cetacei. Forse ci sono cose un po’ in conflitto.

In conclusione. Torniamo a Mary G. Nella cartellonistica informativa all’interno di Oltremare, il Parco dichiarava nero su bianco quanto segue. Obiettivi a medio termine: stabilizzazione dei valori ematici, recupero del peso forma, eliminazione delle infezioni in corso. Obiettivi a lungo termine: stabilizzazione della salute, indipendenza alimentare. Obiettivi finale: programma di recupero finalizzato a un eventuale rilascio in mare. Purtroppo non è andata così. L’impressione che abbiamo è che la situazione all’interno di Oltremare su Mary G, a un certo punto, si irrimediabilmente precipitata. Lo dimostra anche il corto circuito nei rapporti tra Oltremare e la Fondazione Cetacea di Riccione che si sono gradualmente interrotti. Da partner ufficiali del Parco (quindi all’interno di Oltremare con una propria sede) a nulla. E non si sa neppure quale sia, ora, il loro contesto scientifico di riferimento. Sempre in un pannello informativo all’interno del parco, si legge che Oltremare è affiliata all’EAAM, l’European Association for Aquatic Mammals. In Europa ci sono due associazioni continentali: l’ECS (European Cetacean society) e l’EAAM appunto. Ci risulta che l’ECS sia molto considerata e “scientifica”. Mentre la seconda lo sia di meno proprio perchè, in genere, vi afferiscono e vi partecipano persone legate ai parchi e ai delfinari.

La speranza per ora è appesa a un filo. E consiste nel fatto che il Ministero dell’Ambiente realizzi (pare che l’intenzione ci sia) un fascicolo informativo con i risultati dell’autopsia (vai alla notizia) comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Così, forse, sarà possibile  comprendere fino in fondo che cosa sia successo alla povera Mary G. spiaggiata nel 2005 con la sua mamma in cerca di aiuto. (d.ch.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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