Il Pd in Valconca privo di una direzione. La segreteria dell’Unione da mesi dimissionaria. Che cosa succederà dopo le primarie? di Hossein Fayaz

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Nel primo turno a Morciano hanno votato 309 elettori (3.107.000 a livello nazionale). Nessuno, dei circa 800 stranieri regolarmente residenti a Morciano, circa l’11% della popolazione, pur avendo il diritto di voto, si è presentato. 152 voti sono andati a Renzi (48,87%), 128 a Bersani (41,42%), 28 a Vendola (9,06%), 1 a Puppato (0,32%) e 1 a Tabaci (0,32%). L’affluenza al seggio elettorale è stata quasi la metà rispetto alle ultime primarie del centro sinistra del 2005, ai tempi di Prodi, mentre a livello nazionale ha registrato il 25% in meno.

Anche negli altri nove Comuni della Valconca (compresa San Giovanni in Marignano) ha vinto Matteo Renzi. È probabile che la scelta compatta degli elettori, possa essere un voto di protesta nei confronti delle Amministrazioni comunali e di quelle provinciali pro Bersani. Non abbiamo notato un particolare attivismo del Comitato pro Renzi a Morciano ed in Valconca, perciò è difficile ipotizzare che abbia giocato un ruolo importante in questa vittoria. In effetti i Comuni dell’entroterra dell’Unione Valconca, sono stati dimenticati dalla Provincia e dalla Regione. Non hanno accesso facile ai contributi provinciali e regionali alla pari dei Comuni rivieraschi. E non hanno alcun accesso a quelli comunitari. I partiti politici in generale sono assenti dalla vita politica di questa vasta area, salvo sotto le elezioni, periodo in cui fanno a gara per acchiappare i voti dei 27.300 abitanti della Valconca. Il Partito Democratico che è l’unico ad avere delle sedi a Morciano ed in altri Comuni della vallata, è privo di una direzione. La segreteria dell’Unione Valconca da mesi è dimissionaria. Il Circolo di Morciano, il Comune più popoloso della Valconca, da tre anni e mezzo è privo di un segretario. Quello di San Clemente dopo un anno d’incarico (compresa la pausa estiva) ha annunciato le sue prossime dimissioni.

Riteniamo che ogni evento che dia voce al cittadino elettore per la scelta della classe dirigente del Paese, sia un passo democratico nella direzione della realizzazione dello spirito della Costituzione repubblicana. Inoltre, siamo convinti che l’attuale crisi italiana sia il risultato della democrazia rappresentativa malata e del culto della personalità all’interno dei Partiti, crisi più politica che economica. Domani domenica 2 dicembre 2012 i cittadini elettori di centro sinistra andranno a votare per il ballottaggio tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, comunque vada è un fatto positivo.

Hossein Fayaz
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