Il mare a picco (-17,6%). Ecco cosa vogliono gli stranieri. Mercoledì a Roma si decide il fututo delle nostre spiagge

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Il Sun ha dato la spallata finale alla stagione estiva 2012. Chiusi gli ombrelloni e in attesa di che cosa si deciderà mercoledì a Roma sul futuro delle nostre spiagge, ecco che nei giorni scorsi sono stati diffusi in anteprima alcuni dati relativi al Turismo.

I dati sono quelli dell’Osservatorio Buyer TTG. E non lasciano dubbi. Secondo le interviste somministrate ad oltre 600 fra i principali tour operator che vendono il Prodotto Italia nei cinque continenti, la domanda per il balneare sarebbe scesa del 17,6 per cento, trasformandosi sorprendentemente nell’elemento che registra al momento il più elevato coefficiente di decrescita. In sua vece sale però del 30 per cento la richiesta di prodotti di vacanza legati al lusso. Un’impennata considerevole, destinata a proiettare ancora più in alto una domanda che già oggi è presente in oltre il 51 per cento delle richieste di vacanza in Italia, e anche un segnale di tendenza che potrebbe aiutare finalmente il Bel Paese ad affrancarsi da una stagionalità fino ad ora strettamente vincolata al clima.

I prodotti top five – sempre secondo l’Osservatorio – sono: l’enogastronomia, elemento che per il secondo anno si colloca saldamente sul primo gradino del podio dell’Osservatorio Buyer TTG con il 68,2 per cento delle preferenze, richiede quindi una revisione di prodotto, basata sulle eccellenze del territorio, per rispondere a quella richiesta di lusso che individua nella buona tavola una delle tante sfumature dell’italian style e della ripetutamente evocata “dolce vita” legata anche alla cultura nei suoi molteplici aspetti. Quest’ultima è secondo in graduatoria, con il 65,5 per cento dei favori ed è abbinabile, in una possibile offerta turistica ‘luxury’ ad altre due voci già ben salde nelle preferenze dei turisti stranieri: le spa e il benessere, presenti nelle vacanze del 39,6 per cento dei viaggiatori e gli shopping tours, che hanno già al proprio attivo il 34,8 per cento dei consensi. Entrambi vengono indicati come voci in crescita: rispettivamente con tassi del 27,2 e del 16,7 per cento. E non è da meno l’enogastronomia, indicata dal 49,9 per cento degli operatori come uno dei prodotti in salita nelle richieste dei visitatori esteri interessati all’ampio ventaglio di offerta che caratterizza il turismo della nostra Penisola.

 

 

 

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