Il lavoro nelle imprese sociali. A Bertinoro i nuovi dati Unioncamere. Diretta Twitter #gdb2012

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E’ alle battute finali la dodicesima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, l’appuntamento promosso da AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) che riunisce annualmente i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell’Università, delle Istituzioni e delle imprese.

Nella giornata di ieri Stefano Zamagni (Università di Bologna) ha chiuso la sessione con un intervento sul tema cooperazione e competizione, prevedendo che “da qualche anno a questa parte, in questa fase storica e nel prossimo futuro, il termine cooperazione tornerà a dominare la scena politica, economica e pratica, diventando quindi la parola d’ordine e la pratica dell’agire economico e sociale. I soggetti del Terzo settore oggi – ha continuato Zamagni – non possono più essere riconosciuti come rimedio ai fallimenti del mercato e dello Stato: finalmente infatti il Terzo settore diventa necessario per il conseguimento di uno Sviluppo Umano Integrale. È necessario passare da istituzioni estrattive ad istituzioni inclusive e per far questo c’è bisogno di organizzazioni dell’Economia Civile inclusive e di cooperazione. È fondamentale però avviare un’azione di sprono culturale rivolta ai cooperatori sociali e alle organizzazioni dell’Economia Civile per far capire loro che la stagione in cui venivano visti come “rimedi” è finita”.

Questa mattina invece è stata Claudio Gagliardi (Unioncamere) a fornire i dati relativi alla struttura professionale delle assunzioni delle imprese sociali. “A fianco di una preponderanza nell’assunzione di giovani (63% nel 2012) e donne (28,7%) nelle imprese sociali, decisamente superiore rispetto al dato relativo all’economia in generale, si riscontra anche una forte incidenza di lavoro immigrato nelle imprese sociali, superiore al 20% delle assunzioni, che permette di riconoscere le imprese sociali come potente veicolo di integrazione. Inoltre, si rileva un forte interesse delle imprese sociali nella qualificazione delle professionalità inserite in azienda, prevedendo da un lato un dato doppio di laureati assunti rispetto al dato nazionale (27,7% rispetto al 14% a livello nazionale e 9 punti percentuali in più rispetto al dato 2011), con una maggiore incidenza di questa tipologia di qualifica nei settori dell’istruzione, della sanità, ma anche in ICT, cultura, sport, attività collegate al benessere e ricreative e dall’altro la formazione in entrata per l’80% delle figure professionali. Altro elemento rilevante è la crescita costante dal 2006 al 2012, e consolidata quest’anno per alcune categorie professionali, di professioni high skill, che va dal 26,8% nel 2006 fino al 35 e 34,3% negli ultimi due anni. Si assumono con molta più frequenza figure legate alla programmazione, organizzazione e gestione aziendale, nonché alla funzione commerciale delle imprese social, contro la tendenza ad un investimento sulla produzione degli anni passati. Ciò rileva la necessità di figure che sappiano scovare nuove opportunità e rappresentare al meglio i servizi che l’impresa sociale può offrire.”

La sessione si concluderà con l’intervento di Stefano Zamagni (Università di Bologna) e con la presentazione del primo volume della collana VITA-Feltrinelli “Del Cooperare. Manifesto per una nuova economia”.

 

 

 

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