Ignote, rare, preziose o insolite

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PESARO – Terza edizione della rassegna “Pezzi facili”. Il ciclo di incontri, a cadenza domenicale, vede l’Oliveriana (Biblioteca e Musei) presentare e commentare “oggetti” estratti dalle proprie collezioni e in genere poco noti. Primo incontro domenica 19 febbraio 2012. L’ingresso è libero. Luogo: Auditorium Palazzo Montani Antaldi (g.c.) ore 17. Per informazioni Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Domenica 19 febbraio. EMILIO GENTILE. Osservazioni davanti a frammenti di proiettili navali della Prima Guerra Mondiale
In un angolo recondito della Biblioteca Oliveriana di Pesaro è stato riesumato un sacchetto contenente frammenti di bomba raccolti a Pesaro e Senigallia all’inizio della Grande Guerra: bombardamento navale del giugno 1915. A questi si può accostare una sorta di tagliacarte, ancora sul tavolo della direzione, costituito da una lama ricurva fusa su un altro frammento di bomba usato come impugnatura. Uno spunto per meditare su questo immane conflitto europeo e sul suo ruolo nel ciclo risorgimentale italiano, con l’aiuto di uno dei più importanti studiosi di storia contemporanea del nostro paese.
In premessa Luca Gorgolini, giovane ricercatore, leggerà un frammento dal diario di guerra da lui curato dal titolo In faccia alla morte del fante Mario Tinti, ed. Affinità elettive 2008.

Domenica 26 febbraio
Ettore Franca e Massimo Montanari commentano di
PETRUS DE CRESCENTIIS
Ruralia commoda [in italiano], Venezia 1495
(Piero Crescenzio, De agricoltura)
Pietro de’ Crescenzi, noto anche come Pier Crescenzio (Bologna, 1233 – 1320), è considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale.
Teorizzò nel suo trattato (subito volgarizzato in toscano) tecniche agronomiche e di coltivazione dei giardini, la cui applicazione determinerà elementi caratteristici del paesaggio agrario moderno in Italia. L’opera, che ebbe un’immensa diffusione, fu uno dei pochissimi testi di agronomia a vedere la luce nel periodo medievale, milletrecento anni dopo l’opera di Plinio e Columella. La biblioteca ne possiede un esemplare molto ben conservato.
Il commento è affidato a un agronomo e giornalista esperto di storia dell’agricoltura insieme a uno storico del Medioevo di notevole rilievo, professore ordinario nella Università di Bologna.

Domenica 4 marzo
GIUSEPPINA BENASSATI
Costruire un archivio fotografico
Nella soffitta della Oliveriana sono stati recentemente rinvenuti diversi piccoli astucci contenenti diapositive del primo Novecento, di formato medio (cm 6×9), la cui provenienza è incerta. I soggetti trattati nelle oltre cento immagini rinvenute sono i più diversi, ma prevalgono quelle aereonautiche, insieme a riproduzioni di apparati tecnici e non poche di soggetto artistico.
Si renderà necessario dunque, prima o poi, mettere mano ai vari nuclei fotografici presenti nell’Istituto e ordinarli in un vero e proprio archivio da digitalizzare.
Nel frattempo è parso opportuno mostrare alcuni di questi “pezzi” usati come pretesto per una conversazione con Giuseppina Benassati, autorità indiscussa nel campo della fotografia e della sua tutela, conservazione, catalogazione, valorizzazione.

Domenica 11 marzo
Gilberto Corbellini introduce
TULLIO MANZONI († 5.12. 2011)
Aristotele e il cervello, Carocci 2007
Con un commento di Stefania Fortuna
L’Autore, scomparso recentemente e che qui sarà ricordato, ripercorre le osservazioni sperimentali del filosofo, alcune delle quali conservarono la loro validità fino a tempi recenti. Per fare ciò ha impiegato anche testi antichi di Aristotele conservati in Oliveriana e in altre biblioteche.
Sarà questa una occasione per mostrare qualche splendido frontespizio scelto tra i tanti libri antichi di Aristotele posseduti dalla biblioteca, databili tra il XV e il XVIII secolo. L’introduzione e anche un breve ricordo dell’Autore, figura importante nella medicina marchigiana, sono affidati a due professori di Storia della medicina, l’uno nella Università di Roma e l’altra, che collaborò con l’Autore, nella Università di Ancona.

Domenica 18 marzo
STEFANO DE CAROLIS commenta
Guido De Chauliaco, Chirurgia, Venezia, Boneto Locatello per Ottaviano Scoto, 1498
Ecco un altro importante incunabolo dell’Oliveriana, dedicato alla chirurgia medioevale: una silloge di più trattati messi insieme da Guy de Chauliac, uno dei grandi maestri della chirurgia medievale formatosi alla scuola bolognese e che raffinò le conoscenze anatomiche con l’importante esperienza autoptica sulle vittime della peste nera, autorizzata da papa Clemente VI nel 1340.
Il commentatore è un medico e storico della medicina antica che ha svolto, tra le altre, ricerche importanti a Rimini e Fano.

Domenica 25 marzo
GIUSEPPE OREFICI
Vasi Inca in uno stipo dell’Oliveriana e ultime notizie del “Progetto Nazca 1982 – 2011, trent’anni di ricerca nel centro cerimoniale di Cahuachi (Perù)”
Da uno stipo dell’Oliveriana chiuso a chiave sono stati estratti alcuni vasi precolombiani accompagnati da una relazione intitolata Relation sur les Indo-Péruviens datata 1881 a firma di Pierre Sieber, un ingegnere ferroviario francese che lavorò in Perù. Qual è il significato di questa imprevedibile presenza? La domanda è posta al direttore del Centro studi e ricerche archeologiche precolombiane, noto internazionalmente anche per le sue scoperte nell’area di Nazca e per la sua interpretazione convincente delle famose linee gigantesche tracciate sul terreno.

 

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