FERRETTI CRAFT, PADRONI CINESI

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Noberto Ferretti

Bandiera cinese su uno dei gruppi industriali più prestigiosi del Riminese e del mondo: il Ferretti Craft. Leader mondiale, in bacheca i marchi che hanno fatto la storia della nautica da diporto, è passato nell’orbita di Pechino lo scorso gennaio. Se l’è accaparrato la Shandong Heavy Industry, azienda statale. Con i fornitori previsto un concordato al 75 per cento. Nel portfolio ordini per oltre 500 milioni di euro. Stanno lavorando al 90 per cento della capacità produttiva. Norberto Ferretti, fondatore e regista, e il suo staff resteranno al timone del gruppo. Ora, dicono voci vicine al colosso dei motor yacht, è importante non sbagliare strada. Ma questa volta a tracciarla saranno i cinesi. I passaggi di proprietà sono il complesso gioco di chi fa impresa, della vita, delle fortune. Il gruppo cattolichino da anni era in affanno finanziario; i debiti ammontavano a circa 700 milioni, con oneri troppo pesanti per poter fare impresa. Avevano i prodotti, la storia, il posizionamento del mercato, ma l’esposizione con le banche era totale. Il debito sarà rimborsato al 32 per cento. I cinesi hanno messo sul piatto  circa 350 milioni di euro. In corsa per questa istituzione industriale dell’Italia c’era anche un fondo americano, ma Norberto Ferretti, affermano sempre le voci vicine alla direzione, per tutelare i fornitori, ha optato per i cinesi. Gli americani offrivano un concordato con i fornitori al 20 per cento; cioè su ogni 100 euro di crediti (lavoro fatto) ne avrebbero pagati soltanto 20. Il gruppo è la creatura del bolognese Norberto Ferretti, Norberto. Nasce per gioco. Siamo nel 1968, si costruisce una barca a vela; la porta al salone di Genova. E’ subito successo. Ha bisogno di maestranze, spazi e mare. Da Bologna scendono nel Riminese: Cattolica, Misano, San Giovanni. Capta i cambiamenti dei costumi; dunque piano piano abbandona la vela (ci vogljono troppe conoscenze) per le barche a motore. Le costruisce belle, potenti, inaffondabili. Le chiamano le Ferrari dei mari. Si fanno largo rispetto a marchi vecchi e blasonati. Passione per il tennis e le auto d’epoca, Norberto Ferretti nel ’94 è stato anche campione del mondo di offshore. Negli anni Novanta inizia una rampante acquisizione di marchi: Pershing, Bertram, Riva, Apreamare, Mochi Craft, Crn. Shopping sostenuto dal debito, arrivato a 1,1 miliardi di euro. Il gruppo alla fine degli anni ’90 salta sull’ottovolante della finanza, dove si sale e si scende alla velocità della luce. Passa nelle mani di alcuni fondi (Permira, Candover), con valutazioni che vanno dai 400 milioni di euro del 2000, all’1,7 miliardi di euro nella transazione del 2007 (pacchetto acquistato da Candover). La crisi economica degli ultimi anni ha accelerato il passaggio nelle mani asiatiche. Nel periodo delle acquisizioni e del fatturato che quadruplicò in tre anni, i finanziatori guadagnarono più di 50 volte l’investimento iniziale. Oggi L’impero Ferretti, da un punto di vista produttivo, se l’è cavata anche in questi tre anni di crisi. Nel 2008 fu boom; nel 2009 un disastro. Nel 2011, la produzione ritorna ai livelli del 2008. Nel 2012, si dovrebbe riconfermare il fatturato 2011. Golf Club Riviera Noberto Ferretti è l’ideatore del Golf Club Riviera a San Giovanni in Marignano. Investimento: 26 milioni di euro.

I NUMERI
Duemila addetti e ordini per 511 milioni.
In cifre il Gruppo Ferretti Craft impiega direttamente 2 mila persone, con l’indotto si arriva a 8 mila. Una delle aziende di punta del made in Italy con un portafoglio ordini pari a 511 milioni e debiti per 600. Alcune dei suoi marchi: Pershing, Bertram, Riva, Apreamare, Mochi, CRaft, Crn, Ferretti Yacht.

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