ECONOMIA RIMINI RAPPORTO 2012

Giacomo Vaciago tra le numerose attività di ricerca si occupa di teoria della crescita e innovazione.

Ci sarà anche Giacomo Vaciago, professore Ordinario di Politica Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, mercoledì 28 marzo alla presentazione del Rapporto 2011-2012 sull’economia della provincia di Rimini. Ad introdurre i lavori, come di consueto, il presidente della Camera di Commercio, Manlio Maggioli, e quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Massimo Pasquinelli. Ad entrare nei dettagli del Rapporto, redatto per la seconda volta tenendo in considerazione di tutti i 27 Comuni della provincia, Massimo Guagnini (Partner, Prometeia Spa) e Guido Caselli (Ufficio Studi Unioncamere Emilia-Romagna). L’incontro si terrà alle ore 16,00 in Aula Magna del Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna (via Angherà 22, Centro storico).

Il quadro previsionale al 2013 delineato l’anno scorso da Prometeia – Scenari per le economie locali – e da Unioncamere Emilia-Romagna su informazioni di fonte Istat.

La nota della Camera di Commercio del 29 marzo 2011.

Le analisi riguardano principalmente le dinamiche del valore aggiunto, del commercio con l’estero e del mercato del lavoro, e sono, sinteticamente, qui di seguito esposte. Tra il 2011 e il 2013 ci sarà una modesta ripresa del valore aggiunto delle attività economiche, che crescerà, in provincia di Rimini, ad un ritmo medio annuo dello 0,5%, a fronte di un valore atteso dell’1,1% per l’Emilia-Romagna e dell’1,0% per l’Italia; la maggiore evoluzione spetterà al settore manifatturiero, che recupererà terreno a ritmi contenuti (1,4% in provincia rispetto al 2,0% a
livello sia regionale che nazionale), mentre il settore terziario, che a Rimini riveste un’importanza strategica, aumenterà solo dello 0,4%, con un’evoluzione più sostenuta in regione e in Italia, dove gli incrementi saranno dello 0,9%. Tra il 2011 e il 2013 l’export crescerà, in misura medio annua, in provincia di Rimini, del 4,0%, acquisendo un ritmo di sviluppo minore rispetto a quello medio annuo regionale (+5,7%) e nazionale (+5,3%); anche la propensione all’export (export/valore aggiunto x 100) risulta essere in aumento (da 18,3% del 2010 a 20,3% del 2013), anche se in misura comunque inferiore rispetto all’incremento che si avrà in Emilia-Romagna (da 32,5% del 2010 a 37,2% del 2013) e Italia (da
22,6% del 2010 a 25,6% del 2013). Nel mercato del lavoro riminese si evidenzia, tra il 2011 e il 2013, una lieve crescita delle unità di lavoro, quantificabile in un +0,3% medio annuo; la variazione sarà comunque inferiore a quella che si registrerà in ambito regionale e nazionale, laddove si avranno incrementi medi annui, rispettivamente, del +0,9% e +0,7%. Al 2013, inoltre, si attende, a livello provinciale, un tasso di
disoccupazione al 9,3% (dall’8,8% del 2010), che sarà superiore a quello dell’Emilia Romagna (che si ferma al 6,5% dal 5,8% del 2010) e allineata alla media italiana (9,4% nel 2013 rispetto all’8,5% del 2010). Dal quadro previsionale delineato si evince come la provincia di Rimini, nel triennio 2011-2013, sperimenterà una crescita di tutti e tre gli indicatori analizzati (valore aggiunto, export e unità di lavoro), anche se questa sarà più lenta rispetto alla crescita che si avrà in ambito regionale e nazionale; i segnali maggiormente preoccupanti riguarderanno il mercato del lavoro, laddove, al lieve incremento della domanda, si contrapporrà un forte aumento della disoccupazione.