Costruzioni, crolla il numero delle imprese e degli addetti

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Cartellone informativo sul sito del cantiere per la realizzazione del ponte sul fiume Conca, tutto ancora sulla carta. (foto archivio www.lapiazzarimini.it)

Nessuna svolta nonostante le numerose sollecitazioni. Da maggio scorso, quando lo stato Generale dell’Edilizia locale incontrò uno ad uno il sindaco di Cattolica Piero Cecchini e l’assessore all’urbanistica Giovanna Ubalducci, il sindaco di Morciano Claudio Battazza, quello di Santarcangelo Mauro Morri e il primo cittadino di San Giovanni in Marignano Domenico Bianchi con l’assessore ai Lavori Pubblici Daniele Morelli. Per fare cosa. Per ribadire  la necessità di trovare “soluzioni immediate” e risolvere il “gravissimo stato del comparto delle costruzioni”.

Che dire, sono passati più di cinque mesi e che cosa è cambiato? Pare poco più di nulla. Almeno a sentire i diretti interessati. Che oggi hanno fatto una grande adunata. “Il settore delle costruzioni di Rimini è agonizzante” hanno detto. Sottolineando, ancora una volta, che il settore comprende un ampio indotto e rappresenta uno dei pilastri portanti dell’economia. Dunque: deve “essere salvato”.

Per prima cosa – specificano le associazioni di categoria che si sono riunite nella sala congressi di Apt a Rimini Marina Centro – si ritiene indispensabile sottolineare che “imprenditori ed artigiani del settore non sono mossi da una volontà di consumo indiscriminato del territorio, ma dal pieno accordo con l’idea di uno sviluppo sostenibile. Questo però non deve significare blocco dell’attività del settore, specialmente quando ne va di mezzo la stessa vita delle imprese”. A dimostrare la gravità della situazione ci sono anche i numeri della Camera di Commercio di Rimini. Nel primo semestre 2012 le imprese edili che hanno cessato l’attività sono state 308 (+7,3%) contro le 287 dello stesso periodo del 2011.

Altri dati salienti. Le aziende iscritte alla Cassa Mutua Edile nel periodo aprile-giugno 2012 erano 450 contro le 515 dello stesso periodo del 2011 e le 620 dello stesso trimestre del 2008 ( – 27,42%); 2.494 i lavoratori iscritti nel 2012 (periodo aprile-giugno) contro i 2.683 del 2011 e i 3.267 del 2008 (- 773 lavoratori pari al – 23,66%).

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati tutti gli elementi di criticità che interessano il nostro territorio: rigenerazione urbana, quindi l’autorizzazione di opere necessarie per la riqualificazione del patrimonio urbanistico esistente sia sotto profilo energetico sia sotto quello della sicurezza sismica. Burocrazia: affinché venga snellita tutta la macchina amministrativa degli enti pubblici. Su PSC e RUE assicurarne l’approvazione “prendendo in considerazione i numerosi nodi che ancora rimangono da risolvere”. Sul fronte del credito ” si continuano a ricevere dagli associati segnalazioni di una notevole restrizione” con la richiesta  che siano pagati “i crediti che le imprese vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni superando, ove possibile, il Patto di Stabilità o utilizzando quanto previsto dai decreti riguardanti la certificazione del credito.”

Rimini – si è anche ricordato – rimane fra le province in Regione con il più basso numero di appalti pubblici di lavori edili. “Chiediamo che le pubbliche amministrazioni appaltino al più presto tutte le opere cantierabili pensando in particolare alle piccole-medie imprese locali affinché abbiano la reale possibilità di partecipare agli appalti. Occorre che le amministrazioni locali per importi fino al milione di euro effettuino gare di appalto al massimo ribasso, con l’eliminazione automatica delle offerte anomale, e solo in casi particolari e per importi che lo consentano, procedere con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

In fine la legalità. “In accordo con il protocollo d’intesa siglato tra la Regione Emilia Romagna e le prefetture, alla presenza del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, siamo convinti che vada fermata la concorrenza sleale delle imprese che non assumono in regola, che non pagano i contributi e quindi agiscono in contrasto con tutte le regole della sicurezza per i lavoratori.”

L’incontro si chiude con l’auspicio che l’incontro possa essere il punto di partenza per salvare il settore e avviare un nuovo sviluppo del territorio. Un bel proposito.

Redazione Online
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