Reeti, solo per alberghi rivoluzionari

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L’“Antibes” è il primo albergo ad essere sottoposto alla lente del check up di Reeti (acronimo di Riqualificazione ecosostenibile del patrimonio edilizio esistente a destinazione turistico-ricettiva con caratteristiche innovative). Nasce come villa negli anni Venti, in tre fasi diventa hotel. Attraverso questo speciale screening si raccolgono una serie di dati che mettono a nudo i punti di forza e di debolezza della struttura. E su questa diagnosi si elabora l’ipotesi ottimale di intervento, con la proprietà che può decidere quale strada intraprendere per riqualificare la propria struttura. Molteplici gli obiettivi: la sicurezza strutturale (sismica, anti-incendio, anti-intrusione), il comfort a 360 gradi (acustico, termoigrometrico) e la riduzione dei consumi (energia, acqua, emissioni). Il fine è presentare al cliente una struttura bella, funzionale, tecnologicamente all’avanguardia ed in grado di produrre risparmi di gestione. Reeti nasce da un progetto della Regione Emilia Romagna che ha lo scopo di costruire reti di imprese in grado di cogliere le potenzialità del territorio per una migliore offerta competitiva e tecnica. Perché, oggi, è solo insieme che si riescono ad ottenere risultati importanti. Dietro Reeti c’è l’esperienza e le competenze di tre cooperative del Riminese: Misanese, Vela (Bellaria) e Viserbese. Le tre da almeno 5-6 anni collaborano per una migliore organizzazione che permette le cosiddette economie di scala che poi non significano altro che maggiori benefici economici e qualitativi per il cliente finale. Inoltre, unite possono anche competere per lavori grossi altrimenti impossibili singolarmente. Sempre insieme raggiungono i 20 milioni di euro di fatturato. Reeti nasce nel febbraio del 2011. Affermano in coro Stefano Vignali (Vela) e Danilo Leardini (Misanese): “Il nostro è un progetto ambizioso sul quale stiamo lavorando sul medio e sul lungo periodo. Se la nostra riviera vuole recuperare il terreno perso deve passare per la riqualificazione delle strutture. Va bene avere il lungomare, va bene togliere le auto dal centro, va bene l’arredo urbano, ma se le strutture non sono all’altezza della nuova domanda diventa tutto inutile. Reeti ha alle spalle decenni di serietà e di lavori ben fatti. Si è consci, nel rispetto dei ruoli, che può portare il suo contributo alla crescita della comunità”.
Reeti ha anche le competenze professionali per guidare l’albergatore nel groviglio degli incentivi. La sua forza è di offrire tutto, o in parte, chiavi in mano, escluso i progettisti. A Riccione lo scorso 26 ottobre c’è stata un’iniziativa pubblica per raccontare quanto sopra. E presto ci saranno altri incontri con le categorie economiche delle altre cittadine della riviera.

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