9 Bar, invito alla sbornia e volgarità

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Sono passate le 23 da appena 15 minuti ed è già il caos sul tratto del lungomare di Rimini, chiuso appositamente per la 9 Bar, all’altezza dei bagni dal 60 al 65 dove abbiamo scattato alcune immagini. Un’auto della polizia ed una della polizia municipale seguono a distanza il corteo. In quello che di giorno è lo spazio riservato alle macchine i giovani, per lo più riminesi, scorrono a fiumi, come l’alcol. Per bere c’è chi si è organizzato da casa per alcuni mix on the road. Pare che ad andare alla grande sia il vodka-lemon. E c’è anche chi crede che per aver acqusitato la “mitica” maglietta il drink nei bar sia gratis. Sbagliato. Si paga. Sono tantissimi, hanno grinta da vendere, pare si divertano molto, loro. Migliaia di puntini azzurro “puffo”, urlanti, festaioli, con mini-carri allegorici (se così si possono definire), alcuni anche simpatici e la musica, che è di quella da disco, aggressiva. Ma solo le trombette da stadio a farla da padrone. Grezze, grezzissime. Sui marcapidi, gente di ogni età (turisti e non) scattano fotografie. Più per curiosità. Ride solo chi beve. La sicurity della 9 Bar c’è e segue con attenzione e professionalità gli sviluppi, tenendo d’occhio le aggregazioni di giovani più spinte, pronta a intervenire. Ci sono anche fumogeni e fuochi d’artificio, sicuramente non autorizzati, che rilasciano  pulviscolo e frammenti di cenere che ci ricadono dritti sulla testa. Chi se ne rende conto, smette di ridere. Dove siamo? Sembra davvero puffolandia. Edizione trash.

Redazione Online
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