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Europa, compito e missione. Incontro “Stella del Mare”, ospite Mons. Negri.

Che l’Europa sia in crisi non vi è dubbio. Ed è anche per questo che da più parti s’avverte l’esigenza di organizzare incontri volti a riprendere lo spirito e la “visione” che animò i padri fondatori dell’Unione Europea nel 1957 quando, con il trattato di Roma, s’istituisce la Comunità economica europea (CEE) o ‘Mercato comune’. “Sono Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman a porre le basi di quella che sarà l’Unione Europea. – ricorda Pierangelo Del Corso presidente dell’associazione Culturale “Stella del Mare” che organizza l’incontro per martedì 27 novembre al salone Snaporaz di Cattolica (ore 21,00 Piazza Mercato). Dentro questa Europa che i tre grandi statisti hanno immaginato e costruito – dice ancora Del Corso –  siamo cresciuti tanto che l’identità italiana è ormai inserita in una consapevolezza europea. Le finalità dell’Unione europea appaiono però oggi appannate”. Per farne un’analisi quanto più lucida possibile, l’associazione Culturale “Stella del Mare” ha invitato mons. Luigi Negri, Vescovo di S. Marino e Montefeltro, per un suo contributo alla lettura del passaggio storico che la società contemporanea sta attraversando.

 

 

 

 




LA LETTERA Giovani e crisi, come uscire dal tunnel? Ubaldo Rinaldi (Enaip): “La leva è la formazione, noi al di sopra delle parti”

di Ubaldo Rinaldi *

In questo periodo di crisi economica, di disoccupazione, di perdita di futuro, di malessere dei giovani studenti, molti uomini politici, molti intellettuali e qualche ministro hanno riscoperto, come possibile soluzione per tentare di uscire dal tunnel, la leva della Formazione. Il termine Formazione contiene aspetti filosofici, storici, culturali e didattici che toccano tutti i tasti dell’educare e dell’educarci.

Chi fa il mestiere di formatore, non si limita ad addestrare, ma, lavorando sul binomio educazione-istruzione, cerca di far raggiungere ai propri allievi la professionalità necessaria per un dignitoso inserimento nel mondo del lavoro. Oggi molti invocano la formazione come risposta alla crisi complessiva in cui ristagna il nostro paese e sicuramente questo è corretto, ma nella realtà chi oggi può decidere come fare perchè una strategia diventi concreta? Oggi in Italia chi prepara tecnici e operatori qualificati nei diversi settori produttivi?

Credo che solo la Formazione Professionale possa positivamente svolgere questo compito, ma, per poterlo fare, oltre alle risorse economiche , è necessario un cambio di mentalità, di cultura che sappia orientare con scienza e coscienza i nostri giovani: tutto questo avverrà quando tutti i lavori avranno la stessa dignità.

Questa nostra cultura ritiene ancora , e fa credere ai giovani, che il lavoro manuale sia qualcosa di residuale, riservato a chi non ha capacità intellettuali, questo è il frutto di una mentalità che impedisce di riconoscere e valorizzare le attitudini e le capacità che ogni giovane ha in sé e preclude al nostro sistema produttivo la formazione di professionalità indispensabili per lo sviluppo di un Paese. Si sancisce così la rottura del rapporto tra formazione professionale e sistema produttivo.

La crisi economica può rappresentare l’occasione per un ripensamento, per un cambio di mentalità e, forse, per una rivincita di quella che viene considerata la cenerentola del percorso formativo. Con umiltà e consapevolezza vorremmo solo riflettere sul senso e sul significato che può avere oggi la formazione professionale per il giovane adolescente, che non trova la sua strada per il futuro. Gli interventi formativi, che l’Enaip orga¬nizza, sono rivolti ad un’utenza differenziata, anche se la matrice culturale, che li sostiene, privilegia i giovani che vogliono immettersi nel tessuto produttivo. Per questi giovani, per dare risposte ai loro problemi non solo occupazionali, spesso esistenziali, l’EnAIP da oltre un quinquennio è alla ricerca di nuovi strumenti didattici e tecnologici, capaci di rispondere ai bisogni dei giovani e contestualmente alle necessità sem¬pre in evoluzione del mondo produttivo.

La Fondazione EnAIP S. Zavatta ha “smontato” nel corso degli anni il proprio modello metodologico, non ritenendolo più valido pedagogicamente e capace di agevolare gli apprendimenti dei propri allievi, e ha ricostruito, attraverso un lavoro didattico, che ha coinvolto tutti i suoi operatori, un nuovo modello metodologico capace di personalizzare gli interventi sui tempi e predisposizioni personali degli allievi.

Con quanto detto non vorremmo dare l’impressione che siamo contrari all’opportunità che tutti i giovani proseguano l’iter degli studi superiori: magari avvenisse questo! La nostra preoccupazione è un’altra, purtroppo supportata dalle statistiche: diversi iscritti dei primi anni degli istituti superiori non conseguono il titolo di studio. Che fine fanno questi giovani? Verso quale disagio sociale stanno correndo? Domande che ci poniamo e a cui razionalmente diamo l’unica risposta logica, anche se spereremmo di sbagliare. La formazione professionale non è un’isola felice, può essere però un’opportunità concreta per inserirsi dignitosamente nel mondo del lavoro e, contestualmente, far crescere lo spessore culturale degli allievi. Il nostro essere “senza scopi di lucro” ci dispone a cogliere i bisogni e i problemi dell’allievo.

Ci dichiariamo al di sopra delle parti, perché perseguiamo con una nostra strategia didattica-pedago-gica lo sviluppo della persona nell’intreccio con il bene comune. La cultura della globalità e della solidarietà ci induce a elaborare una filosofia di vita capace di rispondere ai molteplici bisogni della persona. In sostanza riteniamo che la formazione professionale possa essere un’esperienza significativa e forse determinante, sia per sollecitare i giovani ad uscire da forme reali di disagio esistenziali, sia per dar loro la possibilità di trovare punti di riferimento, che la società dà sempre meno, sia per rispondere al loro desiderio di autonomia, sia per dar loro una soluzione economica.

*Presidente Enaip Rimini

 




Bolkestein 2015. Opportunità o rischio per il “sistema” Rimini? Incontro Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle di Rimini ha organizzato per domani mercoledì 21 novembre un incontro aperto a tutta la cittadinanza dal titolo per affrontare il tema della direttiva 123/06 più conosciuta come “Bolkestein”. L’incontro si terrà presso la Sala Polivalente del Quartiere n°5 delle Celle in Via XXIII Settembre n. 124/c (sopra alla Coop). La serata inizierà con 10 minuti di presentazione dell’argomento “Demanio Pubblico” al quale seguirà il dibattito.

 




Turismo, ecco i dati dei primi nove mesi. Continua il boom di russi. Male le presenze: -1,2%

Ecco i dati che misurano i movimenti turistici nel comune di Rimini riferiti ai primi nove mesi dell’anno: bene gli arrivi totali + 1,3%, male le presenze (notti trascorse) -1,2%. Positivo il dato sulle presenze degli stranieri che nel 2012 superano il 30% sul totale, ben sette punti in più rispetto all’anno scorso. Più precisamente il mercato russo vale ormai per Rimini il doppio di quello tedesco (690.073 presenze contro 333.017 da gennaio a settembre), con incrementi nell’ordine del 18,7% rispetto al 2011. Non a caso Rimini ha ricevuto il premio quale “Best Resort of the Mediterranean Sea” da Travel.ru durante il Mitt 2012. Il dato positivo dell’incoming estero non si ferma al solo mercato Russo ma riguarda anche i paesi tradizionalmente ‘vicini’ a Rimini come la stessa Germania (+ 6,2%), Austria (+ 13,8%), Svizzera (+11,3%), Belgio (+ 14,9%), Regno Unito (+ 4,2%). Tutti mercati che segnano permanenze medie dalle tra le 5 e le 6 notti. In contrazione invece il mercato svedese e finlandese.

“Come Comune di Rimini – ha commentato il sindaco Andrea Gnassi – abbiamo quest’anno introdotto alcune novità, sostanziali e metodologiche. Chi banalizza l’azione amministrativa alla sola organizzazione di eventi inediti, con ogni evidenza non tiene conto della portata dei cambiamenti messi in atto e definiti nell’arco degli ultimi 15 mesi. L’anno zero del turismo, italiano e riminese, alle prese con i morsi veri della crisi, ha determinato il mutamento di consuetudini e rapporti, a partire dalla relazione tra pubblico e privato. E’ diventato un obbligo e una necessità il riequilibrio del rapporto tra le parti in chiave sussidiaria. Questo è un tema che attraversa trasversalmente il lavoro dell’amministrazione comunale: che si tratti di un evento così come di tassa di soggiorno, il senso dell’azione di Rimini va nella direzione di un’integrazione vera, trasparente e operativa tra soggetti istituzionali e portatori d’interesse”