Il dramma del credito alle imprese: 687 milioni in meno (-11%). Confindustria: “Svolta positiva tra il secondo e il terzo trimestre del 2013”

Confindustria Rimini ha reso noti i risultati dell’indagine congiunturale relativa al primo semestre del 2012. A preoccupare ancora il tema dell’accesso al credito che continua ad essere critico per le imprese. Secondo i dati Banca d’Italia riferiti alla Provincia di Rimini risulta, infatti, che a luglio 2012 gli impieghi delle banche verso le imprese private sono diminuiti di 687,90 milioni di euro su base annua (-11,18%). Un trend confermato anche dall’indagine che Confindustria Rimini svolge periodicamente fra i propri associati: l’80% del campione ritiene sia in atto un razionamento del credito, il 35,48% si è visto negare nuovi affidamenti e il 21,43% ha avuto richieste di rientro. Oltre a essere selettivo il credito è anche molto costoso: l’82,14% delle imprese ha registrato un aumento degli spread e, di conseguenza, dei tassi di interesse.

“La situazione del primo semestre – spiega Maurizio Focchi Presidente di Confindustria Rimini – sconta tutte le difficoltà che le precedenti rilevazioni facevano intravedere nelle aspettative e negli ordini. Produzione, fatturato e occupazione hanno tutti il segno negativo e le previsioni per il secondo semestre non lasciano sperare un’inversione di tendenza. Il rallentamento globale si è accentuato nei mesi estivi e si è aggiunto ai fattori da cui è originata la nuova fase di marcato arretramento: risanamento dei conti pubblici, credito più razionato e costoso, crisi del settore delle costruzioni, eccesso di capacità produttiva in alcuni importanti settori e alta disoccupazione”.

L’analisi del complesso degli indicatori congiunturali sposta in avanti la “svolta ciclica”: il Centro Studi Confindustria la colloca per l’Italia tra il secondo e il terzo trimestre del 2013

I settori in dettaglio. Analizzando i singoli settori merceologici si può vedere che legno e agroalimentare fanno segnare performance discrete, segno negativo invece per il metalmeccanico e, soprattutto per il settore grafico e per quello chimico. In particolare il settore legno vede in aumento sia la produzione (+13,7%) che il fatturato (+11,1%). Fra l’altro questo comparto è l’unico nel quale l’aumento del fatturato è determinato soprattutto da quello interno (+13,9%) rispetto a quello estero (+5,6%). Anche per il settore agroalimentare la produzione registra un aumento (+2%), così come il fatturato totale (+6,8%) e l’occupazione (+3,9%). Il settore metalmeccanico invece ha visto il fatturato in flessione (-1,6%) con la produzione praticamente invariata (+0,1%) . L’occupazione è stata in calo (-2,4%). Il comparto abbigliamento segna una diminuzione della produzione (-2,6%) e dell’occupazione (-1,8%) ma un aumento del fatturato totale (+3%) determinato soprattutto dalla componente estera (+14,3%) visto che il fatturato interno è in calo (-5%). Il comparto materiali per costruzioni mostra un calo della produzione (-0,6%) e un aumento del fatturato (+1,7%), con occupazione a sua volta in calo (-1,3%). Il settore chimico denota una diminuzione della produzione (-4,3%), del fatturato (-4,5%, con fatturato interno a -22,6%) e dell’occupazione (-8%). Per il comparto dei servizi, il fatturato è in aumento del +5,5% con occupazione a +4,7%. Infine l’editoria, grafici e stampa mostra un crollo della produzione (-33,7%), con fatturato a -10,1% e occupazione in calo (- 2,7%).

Per quel che riguarda gli ordini, sono aumentati per il 40% del campione nel settore agroalimentare e per il 37,50% nell’abbigliamento (con le stesse percentuali però sono in diminuzione). A dispetto del buon dato di produzione e fatturato, nel settore legno solo il 12,50% ha visto gli ordini in aumento e per il 62,50% sono diminuiti. Nel metalmeccanico solo il 16% ha avuto ordini totali in aumento e il 44% li ha visti diminuire. Il settore dei materiali per costruzione non ha avuto aumenti negli ordini (stazionari nel 50% dei casi e in calo nel restante 50%). Il comparto chimico ha avuto gli ordini totali in diminuzione nel 66,67% dei casi (nessuna impresa in aumento). Quello grafico ha manifestato un calo nel 71,43% dei casi e un aumento nel restante 28,57%. Il dato degli ordini esteri è migliore rispetto a quello degli ordini totali in tutti i settori a parte l’abbigliamento che vede una percentuale maggiore di aziende che li ha visti in calo (50%) e un’inferiore che li ha visti in aumento (33,33%). Le giacenze sono stazionarie nella metà dei casi praticamente in tutti i settori e i costi delle materie prime sono in aumento o stazionari nella quasi totalità dei casi.

 

 

 




Approvato il decreto taglia province. La paura del caos

Giornata particolarmente intesa per i vertici istituzionali locali interessati al processso di riorganizzazione di importanti ambiti della pubblica amministrazione. Il decreto legge di riforma delle Province, infatti, e’ stato approvato poche ore fa dal Consiglio dei Ministri. Il percorso, che porterà a vedere sul territorio 51 province comprese le città metropolitane, procede secondo le dichiarazioni già note e rese da tempo pubbliche dal ministro Filippo Patroni Griffi che assicura la legittimità istituzionale dell’operato. Anche se qualche dubbio c’è. In Emilia Romagna unica a sopravvivere Ferrara. Fusioni per Parma con Piacenza, Reggio Emilia con Modena. Infine Rimini, Forlì Cesena e Ravenna. Bologna acqusisce lo status di Città Metropolitana. Di rilevante da segnalare nella giornata di oggi anche l’incontro tra i tre presidenti provinciali di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, Ravenna, Claudio Casadio e Rimini, Stefano Vitali, che si sono incontrati per discutere nel dettaglio operativo l’avvio del processo di unificazione dei rispettivi enti territoriali nella nuova Provincia di Romagna. E’ stata condivisa, innanzitutto, la necessità di procedere ad una ricognizione precisa e dettagliata sulla situazione patrimoniale e le partecipazioni societarie, sulla dotazione di beni e strumenti e sulle caratteristiche del personale dipendente di ciascun ente.

Le reazioni di Maggioli e Vitali al riordino istituzionale.

LE REAZIONI

“Qualora la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico sia quella di un taglio netto “orizzontale” finalizzato unicamente al risparmio – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Rimini Manlio Maggioli (nella foto di copertina questa mattina durante la conferenza  stampa) – potrebbe essere accorpata con le Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Ravenna, ed essere addirittura usata come “moneta di scambio” in un eventuale “ballottaggio”, nell’ambito degli accordi sulla collocazione dei diversi Enti pubblici della nuova Provincia di Romagna. La Camera di Commercio di Rimini – dichiarano da Via Dario Campana – è un ente virtuoso capace non solo di auto sostenersi con il gettito del diritto annuale, ma anche di riversare sul territorio la parte più consistente delle proprie risorse. La Camera di Commercio di Rimini ha sempre investito parti importanti del gettito nell’infrastrutturazione del territorio: basti pensare a Rimini Fiera, Palacongressi di Rimini, Palacongressi di Riccione, Aeradria, Caar, Polo universitario di Rimini. La somma versata in queste società ammonta ad oltre 26 milioni di Euro. Sarebbe pertanto ancora più amaro perdere una Camera di Commercio come quella di Rimini, perché il patrimonio camerale, acquistato solo grazie al denaro versato da imprese riminesi, verrebbe diluito su un territorio più ampio. La Camera di Commercio di Rimini – conclude Maggioli – segue quindi con grande attenzione l’evolversi della situazione e si augura che il Governo vorrà accogliere la proposta di riordino delle Camere di Commercio fatta, su invito del Ministero dello Sviluppo Economico, da Unioncamere nazionale, sulla base di un unico criterio: l’equilibrio economico finanziario, consistente nella capacità di auto sostenersi con le risorse del proprio territorio, assolvendo alle proprie funzioni istituzionali e promozionali. La proposta di Unioncamere prevede anche un impegno crescente nella riduzione dei costi di funzionamento, puntando su economie di scala e sulla gestione associata di funzioni. La Camera di Commercio di Rimini, seguendo questa indicazione, si è già attivata, e intende rapportarsi in modo particolare con gli Enti camerali di Forlì-Cesena e Ravenna.”

“Non è mia intenzione commentare per l’ennesima volta l’ultima ‘decisione’ del Governo italiano rispetto al tema dichiarato di un riordino istituzionale che in realtà trattasi di non altro che di un vero e proprio processo di disarticolazione amministrativa dal fine ormai dichiarato – ha detto Stefano Vitali presidente della Provincia di Rimini. Non è mia intenzione perché il dibattito in Parlamento per la conversione in legge dell’odierno decreto e soprattutto il giudizio della Corte Costituzionale sulla stessa materia potrebbero di nuovo mutare sensibilmente il quadro di riferimento. Mi limito ad osservare che, dalle notizie scaturite quest’oggi dal Consiglio dei Ministri quella delle Amministrazioni provinciali rischia di essere uno spartano antipasto per un pranzo ben più sostanzioso, a spese salate dei territori, a partire dal nostro. Il Ministro Patroni Griffi dichiara esplicitamente che al riordino delle Province seguirà quello dei presidi di sicurezza e di tutti gli Uffici periferici dello Stato. Non solo, non si deve fare uno sforzo di fantasia per capire come nelle intenzioni dell’esecutivo ci sia anche l’obiettivo dell’accorpamento delle Camere di Commercio. Condivido dunque l’allarme lanciato dal Presidente della CCIAA Rimini, Manlio Maggioli. Se ciò avvenisse, e da parte del Governo c’è sicuramente questa intenzione, Rimini subirebbe un danno enorme, venendo a meno improvvisamente due delle tre gambe su cui si regge il nostro patrimonio infrastrutturale. Qui non si tratta più di una partita a scacchi in cui se cedo un pedone poi posso mantenere una torre. E’ inutile nascondere che da Roma si stanno mettendo tutte le premesse per un caos devastante, che lascerà a terra molte delle ambizioni di territori come il nostro.”

 

 

 

 




In arrivo soldi pubblici in tutta la provincia. Sbloccato il Patto di stabilità

La Regione Emilia-Romagna ha sbloccato 195 milioni di euro grazie alla legge sul Patto di stabilità territoriale, risorse che i Comuni e le Province potranno usare per pagare fornitori e imprese che hanno già svolto lavori pubblici. Alla provincia di Rimini arriveranno quasi 15 milioni di euro, suddivisi per 12 Comuni più la Provincia. A comunicarlo, il consigliere regionale PD, Roberto Piva che ha dichiarato: “Senza l’intervento della Regione per gli Enti locali non sarebbe stato possibile utilizzare queste risorse, a causa dei vincoli del Patto di stabilità nazionale”.

Il dettaglio: Bellaria-Igea Marina 581.204 euro, Cattolica 191.528, Coriano 91.773, Misano Adriatico 159.215, Morciano di Romagna 315.938, Novafeltria 210.000, Riccione 2.024.685, Rimini 6.305.500, San Clemente 67.802, San Giovanni in Marignano 448.969, Sant’Arcangelo di Romagna 175.630, Verrucchio 123.976, Provincia Rimini 4.293.620. I. totale sono 14.989.840

 

 

 




Alberto Ravaioli lascia la “sua” creatura

Alberto Ravaioli va in pensione. Sindaco di Rimini per ben due mandati (il primo dal 30 maggio 2001 al 27 maggio 2006, il secondo dal 28 maggio 2006 al 30 maggio 2011) e forlivese di nascita, lascia il suo posto al  dottor Davide Tassinari, che  è stato nominato direttore dell’Unità Operativa di “Oncologia” dell’A.USL di Rimini. Ravaioli manterrà ad interim il ruolo di direttore dell’Unità Operativa di “Terapia Antalgica e Cure Palliative – Hospice”. Lo ha comunicato oggi l’Ausl con una nota stampa. Il dottor Tassinari – leggiamo – è nato a Verucchio nel 1965 e vive a Santarcangelo di Romagna con la moglie Francesca e la figlia Penelope Neda. Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università del “Sacro Cuore” di Roma nel 1990; nel 1994 si è specializzato in Oncologia Medica all’Università di Ferrara e nel 2006 in Ematologia presso l’università di Ancona, sempre con il massimo dei voti.

Dopo aver ottenuto una borsa di studio presso l’Ospedale “Sant’Anna” di Ferrara, nel 1992 il dottor Tassinari ha iniziato a lavorare a Rimini, prima con incarichi di medicina territoriale, poi come dirigente medico, prima presso l’Unità Operativa di “Medicina Interna” dell’Ospedale di Santarcangelo e poi presso l’Oncologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (dal 1997) presso la quale ha tra l’altro ricoperto incarichi dirigenziali relativi alle “Terapie di supporto e palliative al paziente oncologico”, ed alla “Assistenza domiciliare e terapie integrate locoregionali”. Nel corso della sua carriera ha acquisito grandi competenze nel campo della diagnosi e terapia delle neoplasie, nel settore delle terapie di supporto e palliative in oncologia e nella gestione, anche a domicilio, del paziente con malattia oncologica in fase avanzata o terminale.

 

 

 




Smart City Exhibition 2012, il sindaco Gnassi a Bologna per il convegno conclusivo. Prevista la prima bozza della Smart City DOC la “Definizione Operativa Condivisa” per la città intelligente

Si avvia alle conclusioni Smart City Exhibition 2012, la nuova ambiziosa manifestazione nata dalla collaborazione tra Bologna Fiere e FORUM PA per tentare  di definire un modello di smart city che migliori la qualità della vita dei cittadini e dare un contributo concreto e significativo per ripartire l’economia e occupazione di qualità. Il segreto è integrare tra di loro tutti gli elementi. Tante le parole chiave in questi giorni. Le principali: governance, assetti istituzionali, tecnologie, sostenibilità ambientale, coesione sociale e inclusione, educazione. Che quindi devono necessariamente integrarsi in una visione complessiva delle politiche urbane.

Per questo nella giornata di domani, 31 ottobre, i promotori dell’evento proveranno a tirare le somme di questa tre giorni visionaria ma anche decisamente pragmatica proponendo la prima bozza della Smart City DOC la Definizione Operativa Condivisa per la città intelligente. Ai lavori del convegno conlusvo dal titolo “VISION: pianificare la smart city. Verso un’integrazione delle politiche urbane” saranno coordinati da Luca de Biase e introdotti dal keynote di Iñigo de la Serna, Sindaco di Santander. Parteciperanno il ministro Francesco Profumo (foto Sce2012), il presidente di Anci Graziano Delrio e il viceministro Ciaccia e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi che proprio di recente (vai alla notizia) è stato nominato, in seno all’Anci, presidente della Commissione delle Città Strategiche. Un incarico che gli si addice perfettamente visti e considerati i cavalli di battaglia della sua recente campagna elettorale.

Il programma. Convegno introdotto dal Keynote di Iñigo de la Serna. Saluto di Duccio Campagnoli – Presidente Bologna Fiere. Previsti gli interventi: Il nuovo assetto dei Governi Locali Il piano per le città a cura di Mario Ciaccia – Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Seguiranno Walter Vitali – Componente Commissione Affari costituzionali Senato della Repubblica, Piero Bassetti – Presidente Globus et Locus Francesco Rossi – Membro della Giunta esecutiva INU e Presidente dell’INU/Calabria, Alfredo Peri – Assessore Programmazione territoriale, urbanistica, reti di infrastrutture materiali e immateriali, mobilità, logistica e trasporti Regione Emilia-Romagna, Antonio De Bellis – Global Head Marketing & Sales Product Group Service Business Unit Power Generation ABB – Power Systems DivisionCarlo Flamment – Presidente Formez PA. Conclusioni affidate a Carlo Mochi Sismondi – Presidente FORUM PA, Graziano Delrio – Sindaco di Reggio Emilia e Francesco Profumo – Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Coordina Luca De Biase – Gionalista e Presidente della Fondazione Ahref.

L’ingresso alla manifestazione è libero e gratuito. Inoltre sarà possibile raggiungere Bologna per visitare SMART City Exhibition, con lo speciale sconto del 30% per chi viaggia in prima e seconda classe sui treni FRECCIA in andata e ritorno dal capoluogo compilando il modulo disponibile on line sul sito.

 

 




Auto, aggiornamenti sui blocchi alla circolazione

Si potrà circolare regolarmente giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre. E’ confermato invece, così come prevede sempre l’ordinanza, il blocco della circolazione per domenica 4 novembre in quanto prima domenica del mese.

 




Mirco Curreli (Pdl) punta il dito verso il sindaco Christian D’Andrea

Mirco Curreli

L’intervento di Micro Curreli *

Dopo gli evidenti ritardi nell’ampliamento della Mec3, ora è assolutamente doveroso portare all’attenzione della cittadinanza quanto sta accadendo anche a Ceramica Del Conca. Infatti, per quanto concerne le operazioni di ampliamento del comparto produttivo del noto marchio di produzione di ceramiche ci troviamo addirittura di fronte a ritardi ancora più evidenti. E’da ben otto  anni che la Del Conca sta attendendo, con pochissimi riscontri positivi, la possibilità di ampliare i propri stabilimenti di San Clemente e la responsabilità di tutto ciò non può che essere facilmente attribuita alla inconcludente “regia” dell’Amministrazione guidata dal sindaco D’Andrea. Spesso (anche se visti i non certo edificanti trascorsi sarebbe più opportuno dire SEMPRE) la colpa per i gravi riardi viene scaricata sulla cosiddetta “burocrazia”. Ma che cos’è questa burocrazia? Quando si parla di ritardi burocratici non si fa riferimento ad un ente terzo o sovraordinato, ma più semplicemente all’amministrazione comunale, principale autorità di riferimento quando si tratta di concedere permessi di costruire (in questo caso di ampliare).

Vorrei ricordare che l’Amministrazione comunale di San Clemente, quando ha parlato di “parco delle attività produttive della Valle del Conca” (meglio conosciuto come P.U.A.), ha fatto suo questo leitmotiv: “Investire adesso per essere pronti quando la crisi economica finirà”. Se queste sono le premesse, se per l’ampliamento di due realtà produttive storiche del territorio si è registrato un ritardo di gran lunga superiore al lustro, quando potrà vedere la luce una nuova area produttiva di oltre 100 mila metri quadrati? Condividendo la necessità di investire sul territorio, a questo punto però resta da chiarire per quale motivo questa Amministrazione è praticamente immobile nel mettere in atto tutte le istanze necessarie al fine di favorire l’ampliamento di Ceramica del Conca e di Mec3. Restano un mistero i motivi per cui queste due grandi aziende non possono vedere ampliati i propri stabilimenti produttivi in tempi certi e in linea con le tempistiche imposte dall’economia globale. Del resto, lo stesso Amministratore delegato Enzo Donald Mularoni, ha ben spiegato che a causa dei ritardi burocratici sono stati persi ben due cicli produttivi. La volontà di Ceramica Del Conca è quella di rimanere sul territorio non di ampliarsi all’estero. Questo è un dato molto importante per l’economia della Provincia e, in particolar modo, per il territorio sanclementense. Pertanto, consentendo a Ceramica la possibilità di realizzare un magazzino automatizzato (così come chiesto da anni) si potrebbero mantenere alti livelli occupazionali e creare maggior benessere per tutti.

Infine, vorrei porre in evidenza un ultima riflessione: otto anni di ritardi burocratici per Ceramica Del Conca e cinque anni di ritardi burocratici per Mec3 sono perfettamente riconducibili ai due mandati del sindaco Christian D’Andrea. Più che della strumentalizzazione politica messa in atto dal sottoscritto, mi curerei invece di analizzare le responsabilità di questi gravi “ritardi burocratici” tutti inequivocabilmente riconducibili alle amministrazioni guidate dal primo cittadino D’Andrea. A denunciare questo grave immobilismo della giunta D’Andrea non è il sottoscritto bensì le imprese di San Clemente.

*Capogruppo del Popolo della Libertà presso il comune di San Clemente

 

 




Fondazione Carim, approvato il piano 2013

Una delle Sale all'interno del Palazzo in Corso D'Augusto sede di incontri e conferenze

Il Consiglio Generale della Fondazione Carim ha approvato all’unanimità nella seduta di ieri il ‘Documento programmatico previsionale per l’esercizio 2013’. Si tratta dell’atto – specifica la Fondazione – che esprime le linee generali di impostazione della propria attività istituzionale per il prossimo anno Gli ambiti in cui la Fondazione interverrà anche il prossimo anno sono quelli dei settori rilevanti: Arte, attività e beni culturali; Educazione, istruzione, Formazione; Assistenza agli anziani; Volontariato, filantropia, beneficenza; Sviluppo locale.

Lo stanziamento di risorse in tali settori ammonterà, complessivamente, a 1.900.000 euro, una cifra inferiore a quelle messe a disposizione negli anni precedenti (era di 2,9 nel 2012). In particolare: 400 mila euro sono destinati al settore Arte, 860 mila al settore Educazione, 330 mila euro al settore Assistenza anziani, 210 mila euro al settore Volontariato (cui va aggiunta la quota annua di Legge per il Fondo Speciale per il Volontariato), 100 mila euro per il settore Sviluppo Locale.

“La Fondazione – osserva il Presidente, Massimo Pasquinelli – negli ultimi due anni si è impegnata a fondo per il superamento dell’amministrazione straordinaria di Banca Carim. L’obiettivo è stato raggiunto, dall’1 ottobre la Cassa è tornata libera e ha già intrapreso un percorso di rilancio e di crescita. Ora anche la Fondazione può tornare a pensare a tempo pieno a se stessa e alla propria mission, sapendo che deve attraversare una fase di transizione“.

Ci sono anche altre importanti interventi già preventivati come la gestione di Castel Sismondo e della Mostra permanente sui Castelli Malatestiani; la prosecuzione della catalogazione del Fondo Campana, di proprietà della Fondazione, presso i locali della Biblioteca Gambalunga di Rimini; l’ultimazione di alcuni restauri di edifici storici già programmati e avviati; l’impegno a favore del Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna, attraverso il sostegno alla partecipata società consortile di gestione Uni.Rimini; il concorso “Nuove idee, nuove imprese”, volto a stimolare la cultura imprenditoriale nei giovani; il servizio di assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti del territorio; l’impegno a sostenere l’attività dei principali soggetti che operano nel campo dell’assistenza e del volontariato sociale; la partecipazione al percorso del Piano Strategico di Rimini, che vede la Fondazione in partnership con Comune, Provincia, Camera di Commercio e Regione Emilia Romagna; oltre ad altri interventi su progetti di sviluppo del territorio.

 

 

 




Rimini sedicesima tra le città italiane più “smart”. Male “living” e “mobilità”

PLENARIA Il tema al centro della discussione "Economia e Governance della Smart City: città, aziende e territori a confronto". (Foto www.lapiazzarimini.it)

Quali sono le città italiane più smart? La ricerca  “ICity rate”, realizzata da FORUM PA presentata questa mattina a Bologna in apertura della manifestazione Smart City Exhibition 2012 in corso fino a mercoledì a Bologna (ingresso gratuito), è stata realizzata su 103 capoluoghi di provincia messi a confronto sulla base di oltre cento indicatori riferiti alle dimensioni della governance della città, dell’economia, della mobilità, dell’ambiente, del capitale sociale e della qualità dei servizi.

La valutazione combinata di questi parametri ha permesso di arrivare alla classifica finale suddivisa in varie sezioni. In quella generale Rimini si posiziona al sedicesimo posto; in quella relativa alla dimensione economica le cose vanno ancora meglio, 4° posto. Peggio in quella ambientale dove il capoluogo di provincia si colloca in tredicesima posizione. Nella “governance” siamo al 15°; crollo nella dimensione “living” dove Rimini risulta aggrappata al 46° posto; in mobilità trentasettesimi, decimi nella dimensione “people”.

Nella classifica nazionale sono Bologna, Parma e Trento a piazzarsi in testa alla classifica generale, seguite da Firenze, Milano, Ravenna, Genova, Reggio-Emilia, Venezia e Pisa che chiude la top ten. Bisogna invece arrivare al 43esimo posto per incontrare la prima città del Sud, che è Cagliari, seguita da Lecce (54°) e Matera (58°). Fanalino di coda sono Caltanissetta, Crotone ed Enna. Anche guardando solamente alle dieci città metropolitane, questa spaccatura è evidente. Bologna, Firenze, Milano, Genova, Venezia e Torino sono tutte tra le prime 15 classificate, Roma segue al 21esimo posto, mentre segnano decisamente il passo le altre tre: Bari (69°), Napoli (77°) e Reggio Calabria, che si colloca all’87° posto.

“La classifica, piuttosto che considerarsi un punto di arrivo, vuole essere utile per fotografare lo stato attuale, di partenza dei processi in corso – sottolinea Gianni Dominici, direttore generale di FORUM PA, che ha curato la ricerca –. Utilizzando la metafora delle corse automobilistiche, quella che restituiamo non è la classifica finale ma la griglia di partenza di una gara ancora tutta da correre. Ovviamente in pole position non ci si arriva per caso e le città più avanti nello schieramento sono quelle che possono vantare una preparazione, un’accumulazione importante nei diversi ambiti considerati”.

Il tema delle Smart Cities – è stato detto ancora stamane – è fortemente sostenuto dalla Commissione Europea mentre a livello nazionale, l’attuale governo ne ha fatto uno degli strumenti prioritari per riavviare la crescita dei nostri territori in una logica di sostenibilità e di inclusione.

Redazione Online
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Lo sport non conosce crisi

Sport Days, la manifestazione frutto dell’accordo tra Coni Servizi e Rimini, ha portato a Rimini oltre 10.000 atleti, 64 organismi sportivi, 50 eventi indoor e outdoor in 14 padiglioni. Siglato lo storico atto di intesa tra CONI, Regioni, UPI e ANCI con l’obiettivo comune di potenziare lo sport in Italia. Ma la notizia principale è il boom di visitatori, che ha registrato un +105% rispetto alla prima edizione, arrivando a 64.277. Grande affluenza da parte dei rappresentanti degli Organismi Sportivi, atleti e soprattutto da parte di sportivi, appassionati e famiglie, che hanno animato i padiglioni di Rimini Fiera per 3 giorni di divertimento, attività fisica e voglia di stare insieme. Ben 4.012 le società sportive accreditate.

Numerosi atleti che hanno contribuito a costruire la storia dello sport di ieri e di oggi hanno incontrato il pubblico presente. Impossibile citarli tutti: tra i tanti ricordiamo i medagliati di Londra 2012, Roberto Cammarelle, argento nella boxe, categoria supermassimi, Ilaria Salvatori, oro nel fioretto femminile a squadre, Romano Battisti e Alessio Sartori, argento nel doppio senior di canottaggio, Rosalba Forciniti, bronzo nel judo.

SUPER ADULTI Oltre 100 persone dai 65 ai 92 anni si sono messe in gioco con semplici esercizi studiati per risvegliare, mantenere e potenziare il benessere del fisico e della mente. (Foto Ufficio Stampa RiminiFiera)

E poi ancora Igor Cassina, oro nella sbarra ad Atene 2004, Josefa Idem, campionessa mondiale e olimpica del kayak, Costantino Rocca, il primo golfista italiano a entrare nella prestigiosa Rider Cup, Gabriella Dorio, oro nei 1500 mt piani a Los Angeles 84, Giovanna Trillini, plurimedagliata azzurra del fioretto femminile, Andrea Minguzzi, oro nella lotta a Pechino 2008, insieme al campione di greco-romana, Daigoro Timoncini.

Parole di soddisfazione anche da parte del Presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni: “Questa seconda edizione di Sports Days ha mostrato con straordinaria forza le potenzialità della manifestazione – commenta Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera – e i grandi numeri di questa edizione, raddoppiati rispetto al debutto, confermano la formidabile intuizione e l’efficacia organizzativa della partnership fra Coni Servizi e Rimini Fiera. Sono state giornate all’insegna della passione sportiva, dell’incontro fra giovani con valori positivi, di confronto fra un vasto panorama di dirigenti dello sport italiano ma anche una grande opportunità di business per le aziende presenti: l’Italia ha un patrimonio di impianti da ammodernare e da Sports Days sono partiti segnali concreti per un futuro legato ad interventi in questa direzione”.